Consultazioni del 6 e 7 maggio per la formazione del nuovo governo

CONSULTAZIONI

DICHIARAZIONI RESE NELLA SALA STAMPA DEL QUIRINALE

Palazzo del Quirinale, 7 maggio 2008

Presidente Emerito della Repubblica, Senatore Dott. Oscar Luigi Scàlfaro

Domanda

Presidente, oggi sono 23 giorni dal voto: non rischia di essere percepito dall’opinione pubblica, questo tempo, come un rituale un po’ bizantino, visto come sono cambiate le cose, la legge elettorale, ecc.

Sen. Oscar Luigi Scàlfaro

È una domanda particolare per noi di qualche secolo addietro

Vede, noi già abbiamo una legge elettorale che è quella che è, per cui mi permetto di dire che non esiste un deputato o un senatore che siano eletti dal popolo italiano. Credo che su questo non ci siano obiezioni: la legge elettorale non ha parentela con il sistema democratico. Queste procedure che sono collegate lasciano qualche perplessità e, soprattutto, una perplessità: che il popolo italiano, tagliato fuori dalle elezioni, sia anche molto distante da questi dialoghi. Abbiamo bisogno che la democrazia coinvolga il più possibile l’opinione pubblica, la partecipazione della gente. Ora, di questa procedura c’è un punto che io ritengo assolutamente vitale, essenziale: ed è il passaggio dal Capo dello Stato. Perché il Capo dello Stato dà l’impronta di costituzionalità a una chiamata. È il Capo dello Stato che constata un risultato elettorale, ne prende atto, e dà un incarico. Questo è un punto, a mio avviso, da non perdere in nessuna riforma perché è il momento di garanzia, di legittimità e di costituzionalità

Le altre cose bisognerà superarle, in comune accordo, per vedere una questione: quanto sia possibile coinvolgere il popolo italiano, cioè l’opinione pubblica, anche in queste procedure per non aumentare il divario di cui, poi, ci lamentiamo inutilmente

La ringrazio della domanda.