Merano 19/11/2018

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione dei 130 anni dalla fondazione della società Athesia

Poche parole anzitutto per esprimere un saluto al Sindaco di questa splendida città, come sempre così accogliente, dove poco tempo fa ho avuto la possibilità di celebrare l'autonomia insieme al Presidente Van der Bellen.

Un saluto al Presidente Kompatscher con il quale questa mattina ho avuto colloquio utile e interessante, come avviene quando si presenta l’occasione; un saluto al Presidente della Provincia di Trento, Fugatti, con gli auguri per il suo mandato che si è appena avviato; un saluto di grande amicizia al Presidente del Tirolo, Platter, al Presidente di Eurochambres, Leitl, al Sindaco di Bressanone, Brunner, dove è iniziato il percorso che oggi stiamo ricordando. E naturalmente un saluto al Presidente di Athesia, Müller, e all’amministratore delegato, Ebner. Un saluto particolare alla signora Ebner, con i complimenti ammirati per la sua attività. Un saluto al vescovo, ai parlamentari presenti e a tutti i presenti, con grande cordialità.

Rivolgo un saluto cordiale al Presidente Durnwalder col quale ho avuto spesso occasione di collaborare in Parlamento e nel governo, e al Senatore Riz, indimenticato Presidente della prima Commissione della Camera e del Senato e che, in tempi più recenti, da giudice della Corte costituzionale, ho visto all'opera come appassionato difensore delle autonomie.

Centotrent’anni anni sono tanti e sono una bella storia. Nobile e di valore, connotata da due esigenze e due valori, quello della libertà di stampa e quello della tutela della lingua e della cultura della popolazione tedesca dell’Alto Adige e del Sudtirol: due valori importanti che Athesia ha difeso e tutelato con grande merito come testimoniano le persecuzioni ricevute dalle autorità fasciste e naziste. La casa editrice è stata un punto di riferimento per la tutela della lingua, della cultura e dell'identità del gruppo di lingua tedesca del Sudtirol Alto Adige.

Mentre ascoltavo gli interventi precedenti ho pensato che come ha ricordato il Presidente Ebner parlando della Costituzione italiana, in particolare dell’articolo 6 che tutela le minoranze e dell’articolo 21 che tutela la libertà di stampa, questi sono due valori che hanno un legame fra di loro, perché sono il diritto di manifestare il pensiero e di poterlo esercitare nella propria lingua nativa e nella propria cultura. E questo è ciò che la casa editrice ha tutelato, manifestato e realizzato nel corso della sua storia, dalle prime figure ricordate poc'anzi con grande riconoscenza per la loro attività, ai tempi di oggi.

Il rapporto tra la tutela delle minoranze e la tutela della libertà di stampa è un elemento importante nella nostra Repubblica.

La tutela delle minoranze e la loro cultura non è soltanto un diritto fondamentale, di quelli che la Repubblica deve non soltanto proclamare e affermare ma anche promuovere concretamente, ma è anche un interesse generale della Repubblica, perché il confronto e il contributo delle varie identità è una ricchezza per qualunque Paese democratico.

Questa è un’esigenza che si è espressa in questi 130 anni, sempre a tutela dell'identità e della cultura da parte del gruppo di Athesia.

L’esigenza della nostra Repubblica di tutelare minoranze, culture, identità e insieme libertà di stampa richiede anche sostegni dello Stato perché ciò possa avvenire con concretezza e senza ostacoli.

Questi elementi sono anche parte imprescindibile e essenziale della cittadinanza europea che emerge con forza da queste terre, da queste montagne, viste qualche volta come elemento di divisione ma, in realtà, cerniera che unisce tante aree d'Europa. E queste terre sono sollecitate a spinte collaborative.

Questa esigenza è stata raccolta, tradotta in concreto e consolidata dall'Unione europea, dal nostro comune futuro.

L'integrazione nell’Unione europea ha messo in comune il futuro dei suoi popoli che ha consentito di cancellare frontiere e superare divisioni forzose e talvolta innaturali. Tutto ciò ha creato una prospettiva crescente che mette in comune tutti i popoli europei, ciascuno con la propria identità, la propria cultura e il proprio carattere, ma tutti accomunati dalla comune prospettiva di pace, di collaborazione e di crescita.

Athesia ha una lunga storia. Adesso è proiettata in vari settori di attività: in quello giornalistico, nelle testate di impegno. Le sue sedi numerose, se non ricordo male, vanno dai Land più settentrionali della Germania fino alla Sicilia, è quindi proiettata nella dimensione europea.

È una condizione emblematica, è quasi un paradigma dell'evoluzione - della nostra evoluzione - verso l'integrazione, verso il comune futuro dell'Unione.

Complimenti per l'attività e auguri per il futuro.