Palazzo del Quirinale 28/03/2015

Intervista del Presidente Mattarella a Le Figaro pubblicata con il titolo "Mattarella: Il faut lancer un pacte de civilisation contre le terrorisme" (italiano)

(Intervista di Richard Heuzé)

D - Domenica a Tunisi si svolgerà una grande manifestazione contro il terrorismo alla quale parteciperanno il presidente François Hollande, Mahmoud Abbas, Federica Mogherini e, per l'Italia, Matteo Renzi. Cosa rappresenta per lei questa manifestazione?

R - La strage perpetrata al museo del Bardo a Tunisi è un segnale d'allarme grave di cui non si può non tener conto. Non si tratta di una guerra di religione, né di uno scontro di civiltà. Molte vittime erano musulmane. E' un fatto che riguarda tutti noi. Come era accaduto in occasione dei brutali e sanguinosi atti terroristici del gennaio scorso a Parigi, si tratta di aggressioni contro la civiltà e la democrazia che richiedono una risposta immediata e collettiva da parte della comunità internazionale. Non solo militare, ma anche e soprattutto culturale. Deve esserci un patto di civiltà per contrastare le campagne di odio e di indottrinamento che si diffondono attraverso Internet. Partecipando alla manifestazione di Tunisi, l'Europa dimostra di essere unita nel dolore e nella risposta da dare a queste aggressioni.

D - L'Italia ha la sensazione di trovarsi in prima linea di fronte alle minacce islamiche in Libia ?

R - Si rischia effettivamente di avere l'ISIS a un passo dall'Europa. Bisogna sostenere con convinzione l'azione dell'ONU affinché la sua difficile mediazione possa essere coronata dal successo. Bisogna coinvolgere in questa azione non solo l'Europa, ma anche e soprattutto i paesi arabi vicini per poter costituire in Libia un governo di unione nazionale. Una volta insediato, la comunità internazionale potrà aiutare quel paese a scongiurare una guerra civile.

D - Lunedì a Parigi lei incontrerà François Hollande, alla vigilia di un consiglio dei ministri franco-tedesco. In che modo l'Italia partecipa alla costruzione di un'intesa europea?

R - I miei incontri con il presidente Hollande permetteranno di confermare l'eccellente collaborazione tra la Francia e l'Italia e di ribadire la nostra intenzione di intensificare sempre di più le nostre relazioni. In seno all'Unione Europea, i sei paesi fondatori e soprattutto i tre grandi paesi - Francia, Germania e Italia - hanno la responsabilità di risvegliare lo spirito dei padri fondatori, Schumann, Adenauer e De Gasperi, che sono riusciti a costruire con grande senso della storia un progetto di lungo respiro. Oggi è necessario rilanciare con urgenza quel progetto di integrazione. E' l'unica risposta positiva per far ripartire la crescita. L'Europa deve affrontare sfide difficili, la lotta al terrorismo, la globalizzazione delle nostre economie. Francia, Germania e Italia hanno il dovere di essere alla guida del rilancio per la crescita.

D - Giovedì scorso, davanti ai deputati del Parlamento italiano, Mario Draghi ha affermato che l'economia italiana potrebbe crescere di un punto di PIL nel 2015 se verranno portate avanti le riforme. L'Italia sta uscendo dalla crisi?

R - Come ho affermato nel mio discorso d'investitura davanti al Parlamento il 29 gennaio scorso, le riforme sono indispensabili per dare maggiore efficacia alle nostre istituzioni e all'economia italiana. Il discorso di Mario Draghi alla Camera è importantissimo. La crisi ha profondamente segnato l'Italia, con una disoccupazione elevatissima tra i giovani e nel Mezzogiorno. Ha gravemente alterato il tessuto sociale del paese e il suo apparato produttivo. Oggi, alcuni importanti indicatori lasciano intravedere l'uscita dal tunnel. E' tornata la fiducia degli operatori. Ed è anche importante che l'Unione Europea metta in campo le politiche di ripresa contenute nel piano Juncker. E' un bene che la presidenza italiana dell'Unione (NdR : 2° semestre 2014) abbia posto l'accento sull'esigenza di un rilancio. Era giusto affrontare la crisi con rigore, ma è giunto il momento di superare il rigore e di rilanciare la crescita economica. Con tutta la cautela necessaria, si può affermare che l'Italia si accinge ad uscire dalla crisi.

D - Fin dalla sua elezione, lei ha moltiplicato i gesti simbolici : ha deposto corone al sacrario delle Fosse Ardeatine eretto in omaggio alle vittime del fascismo e sul luogo in cui il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito nel 1978 prima di essere assassinato dalle Brigate Rosse. Un altro gesto : la riduzione del parco auto del Quirinale e lei che prende il tram. Quale sarà lo stile del suo mandato?

R - Vorrei innanzi tutto rendere omaggio al mio predecessore, Giorgio Napolitano. E' stato un grande Presidente della Repubblica. Il suo mandato sarà un punto di riferimento per noi tutti. Il giorno della mia elezione mi sono recato al sacrario delle Fosse Ardeatine per ricordare i grandi sacrifici che sono stati compiuti per riconquistare la libertà e la democrazia. Assistiamo oggi al riemergere di un'intolleranza sfrenata, ad assassinii di inaudita crudeltà. I valori che ci hanno permesso di riconquistare la democrazia lottando contro il nazismo e il fascismo sono gli stessi che ci spingono oggi a combattere con tutte le nostre forze contro l'antisemitismo, il razzismo e il terrorismo e a sferrare una lotta senza quartiere contro ogni forma di mafia e di intolleranza. E' mio dovere ricordarlo costantemente. Quanto al mio comportamento personale, dirò semplicemente che cercherò di utilizzare i trasporti pubblici ogni volta che ne avrò la possibilità. Sono un presidente normale e pur rispettando le esigenze di sicurezza previste per gli spostamenti del capo dello Stato, cercherò di comportarmi come una persona normale. Se riesco a dare questa impressione, non posso far altro che rallegrarmene. Altrimenti avrei l'impressione di recitare un ruolo che non mi appartiene.

D - L'esposizione universale 2015 aprirà i battenti a Milano il 1° maggio (NdR : fino al 31 ottobre). Cosa rappresenterà per l'Italia?

R - L'Expo sarà un importante confronto internazionale al quale la Francia parteciperà in modo rilevante. Consentirà di porre l'enfasi sull'alimentazione e l'energia, due elementi decisivi per una crescita ordinata e sostenibile del pianeta. Sarà insieme un'occasione di incontro e un laboratorio per formulare politiche internazionali di crescita che tengano conto delle difficoltà dei paesi più poveri.

D - Il 24 maggio l'Italia commemora il centenario dell'entrata in guerra, nel 1915, contro l'Austria, al fianco della Francia, del Belgio e dell'Inghilterra. Si tratta di un evento ormai lontanissimo. Come viene percepito oggi in Italia?
R - E' sempre molto vivo nella memoria degli Italiani. Non c'è comune che non abbia un monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale e che non renda loro omaggio ogni anno. In Italia, come nel resto dell'Europa, numerose manifestazioni ricorderanno quella spaventosa tragedia. I milioni di morti (NdR: 850.000 in Italia) e gli immensi atti di eroismo su tutti i fronti debbono lasciarci un messaggio di pace. Dovremo essere capaci di raccoglierlo per essere coerenti con la nostra scelta di integrazione europea.