COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha
presieduto oggi, al Palazzo del Quirinale, una riunione del
Consiglio Supremo di Difesa, convocata ai sensi dell'articolo 1,
lettera a), della legge 18 febbraio 1997, n.25, per l'esame della
posizione dell'Italia sulla crisi irachena.
Hanno partecipato i componenti del Consiglio: On. Silvio
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Franco
Frattini, Ministro degli affari esteri, On. Giuseppe Pisanu,
Ministro dell'interno, On. Antonio Martino, Ministro della difesa,
On. Antonio Marzano, Ministro delle attività produttive,
Gen. Rolando Mosca Moschini, Capo di Stato Maggiore della difesa.
Su invito del Presidente della Repubblica erano inoltre presenti
l'On. Gianfranco Fini, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri,
l'On. Rocco Buttiglione, Ministro per le politiche comunitarie e il
Dott. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri. Hanno altresì presenziato alla riunione il
Dottor Gaetano Gifuni, Segretario Generale della Presidenza della
Repubblica, e l'Ammiraglio Angelo Mariani, Segretario del Consiglio
Supremo di Difesa.
Dopo una introduzione del Capo dello Stato e dopo le relazioni
svolte dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri
degli affari esteri, della difesa e dell'interno, alle quali
è seguito un ampio e approfondito dibattito, il Consiglio
Supremo di Difesa ha preso atto delle seguenti proposte che il
Governo, a conferma della posizione assunta fin dall'inizio della
crisi, intende sottoporre al Parlamento per le valutazioni di
carattere politico e costituzionale che competono al Parlamento
medesimo:
1. esclusione della partecipazione alle azioni di guerra di
militari italiani;
2. esclusione della fornitura e della messa a disposizione di
armamenti e mezzi militari di qualsiasi tipo;
3. esclusione dell'uso di strutture militari quali basi di attacco
diretto ad obiettivi iracheni;
4. qualificazione della posizione italiana - conformemente alle
statuizioni che precedono - come non belligerante;
5. mantenimento dell'uso delle basi per le esigenze di transito, di
rifornimento e di manutenzione dei mezzi, nonché
dell'autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo nazionale;
6. rafforzamento degli apparati di protezione delle basi medesime.
Nel corso della discussione è stato unanimemente
riconosciuto che, stante il carattere fondamentalmente parlamentare
dell'ordinamento disegnato dalla nostra Costituzione, la
determinazione dell'indirizzo politico, compreso l'impiego delle
Forze Armate e delle loro strutture, spetta al Governo e al
Parlamento collegati tra loro dal rapporto di fiducia, anche per
quanto riguarda i profili costituzionali.
Roma, 19 marzo 2003