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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Incontro inaugurale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel primo laboratorio multimediale realizzato nell'ambito delle iniziative promosse per fronteggiare il problema del disagio giovanile


Napoli, Sala di S. Maria della Sanità, 27/11/2006


INCONTRO INAUGURALE DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
NEL PRIMO LABORATORIO MULTIMEDIALE
REALIZZATO NELL'AMBITO DELLE INIZIATIVE PROMOSSE
PER FRONTEGGIARE IL PROBLEMA DEL DISAGIO GIOVANILE

Napoli, Sala di S. Maria della Sanità, 27 novembre 2006

La ringrazio, don Ciro. Quello che ha detto corrisponde pienamente a quel che penso del ruolo della Chiesa e dello Stato, a quel che penso di Napoli e del modo di affrontarne i problemi. Qui vedo segni concreti e tangibili di piena comprensione di quella che ho definito, nella sede più solenne, la missione educativa della Chiesa, dello Stato e delle istituzioni locali. Abbiamo bisogno di una grande sinergia. Sono davvero persuaso che noi siamo chiamati a servire gli stessi valori di moralità e di solidarietà. C'è qualcosa che si è perso, che è stato gravemente ferito nel corso degli anni. Pensiamo a quello che ha rappresentato la morale del lavoro: questa presuppone che ci sia lavoro e che ci si possa compenetrare con il proprio fare quotidiano in qualsiasi luogo di lavoro. Pensiamo alla morale della solidarietà: certamente quando scorre il sangue - come ha detto la ragazza che ha parlato poco prima - è difficile ritrovare il valore della solidarietà, ma dobbiamo e possiamo ritrovarlo.
Naturalmente, la politica deve fare la sua parte per evitare che voi ragazzi siate costretti ad andare via o siate costretti a perdervi.
Ho sentito cose belle e incoraggianti in questi giorni a Napoli: ho sentito da una mamma come avesse praticamente visto perdersi suo figlio e come, però, questo ragazzo di 16 anni sia stato recuperato dalla scuola. Non dobbiamo mai perdere la speranza di recuperare chi ha preso una strada malsana e pericolosa. Lei, don Ciro, ha detto una cosa molto importante. Ha detto che al di là della partecipazione ad attività criminose come quelle che, purtroppo, vengono alimentate da bande spietate sul nostro territorio, il rischio è che si assumano dei modelli, dei modi di comportamento che sono propri della criminalità. Guai se quei modelli si diffondono anche tra ragazzi che non hanno nulla a che spartire con il mondo criminale!
La politica ha le sue responsabilità. Quindi, credo che siano segni effettivi di impegno della politica quelli che oggi possiamo presentare qui, anche con questa iniziativa. Lo sono anche i segni che sono venuti, e quelli che debbono venire ancora, dalla istituzione Regione Campania, dalla istituzione Comune di Napoli, dalla istituzione Provincia di Napoli e anche da tante realtà associative di cittadini che si uniscono per dare risposte.
Al ragazzo che mi ha chiesto del futuro qui, voglio dire che proprio questa mattina ero al Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove ho incontrato un professore ancora giovane e già famoso: si era laureato a Napoli, poi è andato in America dove ha avuto grandi riconoscimenti, ma è tornato. Ecco, l'importante è non fare andare via le nostre energie, ma in qualche caso almeno bisogna cercare di farle tornare.
Vorrei dire, senza nulla togliere alla responsabilità delle istituzioni, che il vostro futuro è nelle vostre mani. Nelle vostre e nelle nostre mani, perché non siamo due cose diverse. I giovani e lo Stato, o la Chiesa, chi ha responsabilità, chi ha poteri di governo: siamo davvero insieme nella stessa battaglia. Sono convinto che questa battaglia, anche in un quartiere in condizioni così difficili, la vinceremo.
Un augurio e un abbraccio a tutti voi.