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DISCORSO - SECONDO MANDATO

Saluto del Presidente Napolitano in occasione della cerimonia di consegna di "Nature Awards for Mentoring in Science-Italy 2013"


Palazzo del Quirinale, 25/11/2013

Prendo la parola essenzialmente perché devo un ringraziamento a coloro che mi hanno ringraziato. Il ringraziamento rivolto a me, molto generoso, lo merito nel senso che mi sono dedicato veramente con grande impegno e convinzione a questa problematica, però penso che dovrebbe rientrare nell'ambito dei doveri tradizionali di chi assolve il mandato di Presidente della Repubblica. In ogni caso aggiungo che in questo obbligato e oneroso prolungamento - così mi piace chiamarlo - del mio mandato, queste sono le cose che mi gratificano e mi confortano di più e ogni volta è una scoperta.

Per esempio, non molti giorni fa abbiamo avuto la Giornata per la lotta contro il cancro, promossa dall'AIRC del professor Veronesi, e lì ho scoperto una ancora assai giovane ricercatrice che è rientrata in Italia dopo quattro anni spesi in Scozia ed è stato bello conoscerla, come è stato bello sentire voi tutti, professoressa Matteoli, professor Parisi e professor Balzani. Perché non soltanto ho sempre - per la verità cerco di non negarmi nessuna occasione di questo genere - molto da imparare (nella misura del possibile e così tardivamente per una persona che ha avuto tutt'altra formazione, diversa da quella scientifica), ma perché mi interessa moltissimo il profilo umano e morale che esprimono i partecipanti, coloro che prendono la parola a nome del mondo della ricerca. Un profilo e un messaggio, sul piano del metodo, come ha detto molto bene il professor Parisi, sul piano della responsabilità di direzione di un collettivo, quello che per esempio dirige la professoressa Matteoli, e sul piano più generale del come fare scuola, del come fare università il professor Balzani.

Credo che nel mondo dell'università, e non solo in quello, ci siano pochi ambiti nei quali si respira veramente il senso della comunità come in quello della ricerca scientifica. Ho sentito nel corso di questi anni tanti interventi, ho preso contatto con tanti esponenti di quel mondo e ho sempre sentito che mai si facevano discorsi puramente e strettamente personali, mai ci si rinchiudeva in nessuna forma di autoreferenzialità ; quella della ricerca scientifica è veramente una comunità, ed è una comunità animata da una straordinaria passione. Credo che questo ci debba essere di guida nel valorizzare chi svolge questa attività anche tra tante complicazioni e difficoltà.

Però posso concludere con una nota positiva : io ritengo che effettivamente e proprio in questi ultimissimi anni la causa della ricerca e dei ricercatori stia guadagnando terreno, stia guadagnando spazio e attenzione nelle politiche pubbliche e, più in generale, nell'opinione pubblica e nell'opinione politica. I frutti si vedranno, bisogna stimolarli e io farò quello che limitatamente posso, ma ritengo che forse siamo ad una certa svolta nell'atteggiamento dei pubblici poteri verso il mondo della ricerca. Si sta finalmente capendo assai più largamente che ancora non molti anni fa che qui c'è una delle chiavi del nostro futuro e c'è anche una delle chiavi della nostra storia.