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DISCORSO - SECONDO MANDATO

Incontro del Presidente Napolitano con la stampa al termine delle celebrazioni per l’adesione della Repubblica di Croazia all’Unione Europea


Zagabria, 01/07/2013

D. Un commento sulla serata che è stata indubbiamente storica per la Croazia. Come l'ha vissuta, con quali sentimenti, anche in compagnia di altri Capi di Stato?

Io l'ho vissuta bene. Ho visto che qualche giornale parla di "Europa triste". C'è gente che vuole per forza vedere tristezza, depressione, arretramenti e sconfitte in Europa. Non capisco che gioco si faccia da parte di qualcuno in Italia.
E' stata una grande giornata per l'Europa la quale è tornata a esprimere la sua vitalità, la sua capacità di inclusione. E poi questa giornata viene all'indomani di un buon Consiglio europeo. Questa mattina ho incontrato il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, il quale ha sottolineato il successo per il Parlamento europeo con le conclusioni raggiunte a Bruxelles sia per quello che riguarda le prospettive finanziarie, sia per quello che riguarda la forte priorità data ai temi della crescita e della occupazione, soprattutto giovanile.

D. Si aprono nuovi scenari anche per la comunità nazionale italiana che vive in Istria. Quali prospettive si aprono per questa realtà, comunque molto importante per i rapporti bilaterali?

Credo che si apra la prospettiva della soluzione di qualsiasi problema rimasto irrisolto nel passato e un impulso decisivo lo darà, in questo senso, il vertice che è già stato definito per il prossimo autunno a Venezia tra i Primi Ministri di Italia, Croazia e Slovenia.

D. Tra Europa e Stati Uniti c'è una 'grana' che non sappiamo come si risolverà. Le informazioni di stampa che sembrano affidabili parlano addirittura di ambasciate italiane spiate dagli americani con le "cimici". Qual è il suo parere?

Non ho notizie di questo, potete chiederlo al Ministro degli Esteri se ha notizie. E' in corso, è vero, una discussione che riguarda il rapporto tra istituzioni europee e amministrazione americana. C'è qualche dichiarazione, forse, dello stesso Presidente Schulz. È una questione spinosa che dovrà trovare delle risposte soddisfacenti.

D. Lei ha spiegato molto bene perché il governo sta lavorando per il bene dell'Italia anche se non tutti i risultati sono stati conseguiti, e ricordiamo tutti i suoi inviti alla stabilità e alla coesione. Eppure il professor Monti, che è il leader di Scelta Civica, con l'aria di voler spronare ulteriormente il governo, minaccia un pochino la stabilità. Lei come valuta?

Ho sentito il professor Monti per la verità solo l'altro ieri per una sua gentile telefonata di auguri. Abbiamo concordato di incontrarci. Faccio molta fatica a pensare a un volto minaccioso del professor Monti, quindi debbo ritenere che egli voglia soltanto giocare un ruolo di stimolo per l'ulteriore corso della politica del governo.

D. Lui chiede un patto di coalizione...

Benissimo, vedremo che cosa gli risponderanno i partner interessati a questo discorso. L'importante è operare con serenità nonostante le ricorrenti polemiche politiche che peraltro si svolgono al di fuori del governo. Lo coinvolgono, ma come oggetto di polemiche che dentro il governo non ci sono, non caratterizzano i rapporti tra le varie componenti del governo.

D. Si riferisce anche a chi parla di piccoli passi fatti dal governo, o c'è bisogno addirittura di una svolta?

Su questo ho già detto ieri - non vorrei ripetermi - citando l'intervista del Ministro Saccomanni : ha dimostrato che si sono fatti i passi che era possibile fare e non di più, se non si voleva sballare il risultato della fuoriuscita dell'Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo e non si voleva perdere il controllo dei mercati finanziari.

D. A proposito delle dichiarazioni del Presidente del Senato Grasso...

Insomma, sul rapporto, che è questione abbastanza complessa, tra riforma elettorale e riforme istituzionali, e su alcune ipotesi di riforme istituzionali, il Presidente del Senato ha espresso sue opinioni personali che, in quanto tali, possono essere non condivise e suscitare delle repliche.
Quello che non va bene è che si faccia anche di una discussione appena accennata, o di uno scambio di opinioni, una drammatizzazione istituzionale. E' chiaro che il Presidente del Senato ha espresso opinioni personali, non aveva modo di esprimere opinioni del Senato in quanto Presidente del Senato. Non vedo invasioni di campo o cose del genere, vedo delle legittime vedute su cui chiunque di noi può pensarla diversamente, forse anche io.