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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Brindisi del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon al Pranzo offerto dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano


Palazzo del Quirinale, 02/06/2011

Presidente Giorgio Napolitano,
Signora Napolitano,
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Signori Capi di Stato e di Governo
Eccellenze
Signori e Signori,

Buona sera,
Grazie, Presidente Napolitano per il Suo cortese invito e per avermi concesso l'onore di prendere la parola questa sera.
Guardandoci attorno in questo straordinario palazzo ci sentiamo in soggezione dinnanzi all'arte, alla cultura e quella sottile eleganza che sono così unicamente italiane.
Siamo in illustre compagnia. Leader di tutto il mondo sono arrivati qui per festeggiare questo importante anniversario. E già questo riflette chiaramente il nostro patrimonio comune e il nostro futuro comune.
Il grande Giuseppe Garibaldi ha levato la sua voce per la liberazione da tutti i tipi di oppressione e benché sia noto soprattutto per aver proclamato: "l'Italia agli Italiani" egli si è altrettanto impegnato per la pace tra tutte le nazioni, per la lotta alla guerra e per la soluzione pacifica delle controversie. Le sue parole ed azioni nel processo di costituzione dell'Italia moderna risuonano oggi alle Nazioni Unite e ovunque gli individui siano alla ricerca della propria dignità e dei diritti democratici.

Signor Presidente,
sono rimasto molto colpito dal Suo discorso alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite due mesi fa.
Ella ha saputo trarre insegnamento dai venti di libertà, dignità umana e giustizia sociale che spirano nel mondo.
Ella ha detto che in questa epoca di cambiamenti dobbiamo sostenere i diritti umani, rafforzare lo stato di diritto e rinnovare il nostro impegno per un sistema multilaterale di relazioni internazionali.
In breve, Ella ha detto: "Abbiamo bisogno delle Nazioni Unite".
Naturalmente non posso non concordare. Apprezzo il Suo appello ed il Suo sostegno.
L'Italia è un partner straordinario per le Nazioni Unite.
Il vostro Paese è in prima linea nella battaglia contro la fame nel mondo. Come sapete, le tre principali organizzazioni dell'ONU per l'alimentazione e l'agricoltura, la FAO, l'IFAD ed il PAM hanno sede a Roma.
Due anni fa, incontrandosi al vertice G8 a L'Aquila, i leader del mondo hanno compiuto passi coraggiosi nello sforzo di liberare l'umanità dalla fame e dalla povertà.
L'Italia è uno strenuo sostenitore dei diritti umani. Ha condotto la battaglia per la moratoria della pena di morte e recentemente è stata eletta al Consiglio per i diritti umani.
Quest'impegno risale al Rinascimento italiano, un'epoca esplosiva e ispirata di libertà e trionfo nell'arte, nella scienza e nella cultura.
A Roma ha visto la luce il primo tribunale permanente per combattere i crimini di guerra, i genocidi ed i crimini contro l'umanità: la Corte Penale Internazionale.
L'Italia ha guidato iniziative per la riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volte a promuovere l'inclusione e la democrazia.
E' anche uno dei principali contributori ai nostri sforzi per promuovere la pace e la sicurezza.
Duemila italiani prestano servizio sotto la bandiera blu delle forze di pace
dell' ONU nell'ambito di missioni pericolose. La nostra base a Brindisi costituisce uno snodo logistico per operazioni mondiali.
Proprio la settimana scorsa un veicolo italiano delle forze di pace dell'Onu è stato attaccato nel Libano meridionale.
Sei soldati italiani sono rimasti feriti. Ci auguriamo che possano riprendersi presto. Esprimiamo la nostra più sentita partecipazione alle loro famiglie e la nostra profonda gratitudine per il loro servizio e sacrificio.

Eccellenze,
mentre sottolineiamo questo centocinquantesimo anniversario dell'Unità di Italia, celebriamo i risultati raggiunti. Ma guardiamo anche avanti e pensiamo a come sarà il mondo e cosa ancora dobbiamo fare per prepararci a un futuro di sempre maggiori sfide e interconnessioni globali.
Ci troviamo di fronte a quella che io chiamo la sfida "50-50-50". Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi, il cinquanta per cento in più rispetto ad un decennio fa. Per allora il mondo dovrà ridurre del cinquanta per cento le emissioni globali di gas a effetto serra.
Per vincere questa sfida e le molte altre che dobbiamo affrontare possiamo trarre forza e determinazione dall'unità.
Schierandoci per la democrazia. Portando avanti i diritti umani. Dando da mangiare a chi ha fame. Proteggendo i popoli dalle minacce legate alla sicurezza e alla povertà. Mantenendo la sostenibilità ambientale dell'unico pianeta che abbiamo.
Tutto ciò richiede solidarietà internazionale.
Perciò leviamo il calice a questo ideale - e all'Italia che è nata nel nome di questa causa e ne rimane il grande paladino. Viva l'Italia!
Grazie mille.