Presidenza della Repubblica

menu di navigazione

percorso:  Presidenti /  Giorgio Napolitano /  discorso primo mandato

DISCORSO - PRIMO MANDATO

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Consiglio comunale


Forlì, 07/01/2011

Saluto cordialmente voi tutti, signori Consiglieri, componenti della Giunta ed esponenti delle varie formazioni politiche rappresentate nel Consiglio.

Come sapete sono qui per una prima, piccola serie di iniziative celebrative, alle quali molte altre seguiranno in grandi e piccole città di ogni regione d'Italia.

Già nel corso del 2010 abbiamo dato vita a dei momenti impegnativi di memoria e di riflessione, a cominciare da Quarto di Genova, nell'anniversario della partenza dei Mille, poi in Sicilia, a Marsala e Salemi. Ma ci sono state anche altre iniziative, di carattere scientifico e culturale: qualcuna fuori d'Italia, qualcuna a cui ha avuto modo di partecipare, anche nella sua veste di studioso, il vostro Sindaco, particolarmente apprezzato, come posso testimoniare, essendoci trovati insieme all'Ecole Normale Supérieure di Parigi.Sono veramente convinto che noi possiamo e dobbiamo celebrare in unità di intenti questo importante anniversario, questa importante ricorrenza. Nulla è più lontano da me che l'idea di una celebrazione retorica, acritica o idilliaca. Sappiamo che il Risorgimento e il moto unitario sono stati processi storici molto complessi e travagliati, hanno conosciuto asprezze, contraddizioni, sconfitte, successi. La discussione non è mai cessata, anche tra posizioni profondamente diverse sul piano dell'azione reale o delle strategie da perseguire. Essa accompagnò le vicende del movimento per l'Unità d'Italia; ma la discussione anche immediatamente dopo il raggiungimento dell'Unità non cessò di svilupparsi, e con accenti molto critici da parte di quelle forze risorgimentali che non si erano riconosciute nel tipo di conclusione del processo unitario. Poi naturalmente non si è fatto altro che ragionare sui 150 anni che sono seguiti, tanto che attualmente queste celebrazioni non si limitano soltanto a rievocare quei decenni che hanno portato all'Unità d'Italia, ad uno Stato nazionale unitario, ma vogliono anche richiamare l'attenzione soprattutto delle giovani generazioni sul cammino perseguito.

È stato un cammino composto di molte fasi, anche molto critiche e molto difficili, per non dire drammatiche, nello sviluppo del nostro Paese. Lungo questo cammino c'è stato lo sforzo per il superamento dei limiti e dei vizi d'origine della formazione dello Stato nazionale unitario. La strada è stata segnata, possiamo ben dire, dalla Costituzione repubblicana, anche laddove ha previsto, in un articolo fondamentale, la promozione e la valorizzazione delle autonomie. C'è stato più in generale uno sforzo molteplice per superare il vizio d'origine del centralismo statale, che caratterizzò la nascita dello Stato italiano, sulle orme dello Stato Piemontese. Nell'ultimo e più recente periodo della nostra vita nazionale, tra l'altro, c'è un cantiere in corso per l'attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione. Insomma, abbiamo ereditato questo Stato anche con le sue tare, ma stiamo operando insieme per trasformarlo.

Mi auguro che in questo spirito tutti ci riconosciamo, anche in quello che come fondamentale incentivo rappresenta per noi la rievocazione degli sforzi e dei contributi che sono venuti da tante generazioni italiane, prima alla conquista dell'unità e alla formazione dello Stato, poi allo sviluppo di politiche che hanno comunque portato l'Italia tra i paesi fondatori dell'Europa comunitaria e tra i primi del mondo democratico e dell'universo dei paesi industrializzati.
Sono poi convinto che quello dei Consigli comunali, il vostro tra i tanti, sia un luogo particolarmente significativo per l'approfondimento del dialogo, anche al di fuori di schematizzazioni e di esasperazioni che spesso caratterizzano il confronto politico al livello nazionale e anche nel Parlamento nazionale. Sono convinto che per le caratteristiche proprie dell'istituzione Comune come istituzione più vicina ai cittadini si possa portare avanti un dialogo, un dibattito e un confronto, nel rispetto delle diverse posizioni, assai più a contatto con la realtà sociale.

La vostra è una realtà economica e sociale particolarmente dinamica, vitale: siete una piccola provincia che è cresciuta tanto e che, ne sono convinto, continuerà a crescere anche sotto la direzione di quest'Assemblea.