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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Saluto del Presidente Napolitano in videocollegamento per gli auguri ai contingenti militari impegnati nelle missioni internazionali


Roma, 22/12/2010

Buongiorno. A tutti voi un saluto e un augurio per il Natale e per il nuovo anno.

Sono qui per ascoltare quello che potrete dire sullo stato e sullo sviluppo della nostra presenza in così numerose e significative missioni internazionali.

Ringrazio il generale Camporini, il generale Cornacchione e, in modo particolare, il ministro della Difesa per le espressioni che ha voluto rivolgermi, per l'apprezzamento che ha voluto manifestare circa il mio doveroso impegno al fianco dei nostri militari e a sostegno delle nostre Forze Armate.

Il generale Camporini ha fatto un cenno all'incontro che ho avuto al Quirinale per lo scambio degli auguri con le Alte Cariche. Erano presenti i rappresentanti al più alto livello di tutte le istituzioni e le amministrazioni della Repubblica. Ho detto loro ciò che avevo già detto, lo stesso giorno, al Corpo Diplomatico, ai rappresentanti degli Stati accreditati presso la Repubblica italiana: noi siamo orgogliosi del contributo che i nostri militari garantiscono nelle aree di crisi partecipando a missioni internazionali autorizzate dalle Nazioni Unite, spesso difficili e rischiose. Ho detto - e desidero ripeterlo - che tra le tante prove positive di vitalità e di coesione che dà il nostro Paese, per quanto grandi siano le difficoltà che l'Italia attraversa e per quanto tesi siano i rapporti politici e istituzionali interni, vi è quella che offrono le nostre Forze Armate. La loro dedizione ai principi e ai valori costitutivi della nostra Repubblica e, in modo particolare, lo spirito con cui operano nelle missioni internazionali i nostri militari: essi - ho detto e desidero ripeterlo, così come ho fatto dinanzi alle Alte Cariche dello Stato suscitando un generale applauso - fanno in tutti i sensi onore all'Italia. Ciò traspare anche durante i miei frequenti incontri internazionali e le visite che effettuo nelle più diverse regioni del mondo. Vi sono un rispetto ed un apprezzamento grandissimi per l'Italia, per il contributo che sta fornendo agli obbiettivi della pace e della stabilità internazionale. Si tratta, caro ministro La Russa, come lei ha detto, proprio degli obiettivi che prevede l'art. 11 della nostra Costituzione e che noi siamo tenuti a perseguire attraverso le iniziative delle organizzazioni internazionali che, lo dice appunto l'art. 11, sono specificamente volte ad assicurare "la pace e la giustizia tra le Nazioni".

Siamo convinti di sapere e di poter dare molto alla comunità internazionale nel suo insieme e ciò ci viene riconosciuto sia per l'alto grado di professionalità e di serietà della componente militare, fondamentale nelle nostre missioni, sia per la straordinaria impronta di impegno civile che caratterizza gli interventi italiani. Particolarmente apprezzato in tale quadro è il rapporto che siamo capaci di stabilire con le popolazioni e con le istituzioni locali, nel nostro sforzo per ricostruire e sostenere le strutture dei Paesi in difficoltà, affinché possano essere pienamente garantiti la governabilità e il rispetto dei diritti fondamentali.

Per tutte queste ragioni, desidero ancora una volta dirvi grazie ed inviarvi un calorosissimo augurio. So che trascorrerete queste feste natalizie lontano dalle vostre famiglie. Sappiate che noi siamo accanto a voi e, nello stesso tempo, accanto ad esse con tutto il cuore.

Conclusioni del Presidente della Repubblica al termine dei collegamenti in videoconferenza

Vorrei innanzitutto dire grazie perché con il vostro contributo, con il contributo delle vostre spiegazioni, tutti noi abbiamo potuto, a cominciare da me, imparare e comprendere meglio il senso, il valore, il contenuto della vostra attività.

Se esiste un campo d'azione per il quale possiamo affermare con certezza 'questo è ciò che vuole la stragrande maggioranza degli italiani al di là delle divisioni politiche', questo è precisamente il campo della politica internazionale, quello delle grandi linee strategiche che definiscono la collocazione internazionale dell'Italia e oggi, quindi, del nostro impegno nelle missioni internazionali. In questo campo davvero non contano le abituali divisioni interne; vi è una condivisione larga, fondamentale, e ciò vi deve dare forza e tranquillità nell'assolvimento del vostro compito.

Festeggiate lietamente il Natale e il nuovo anno nelle condizioni sia pur difficili e disagiate in cui vi trovate e guardate con fiducia all'Italia. Il nostro Paese ha tante qualità importanti, serie, positive; la nostra situazione è fatta di tante luci; non ci sono solo ombre. Abbiamo problemi molto seri da affrontare nei prossimi mesi ed anni per la nostra economia, per le nostre istituzioni. Ma non lasciatevi turbare oltre misura dalle tempeste politiche interne. Quello che ci deve veramente preoccupare è la tempesta che ancora agita tanti scacchieri nel contesto internazionale, è la minaccia dell'instabilità, è il rischio di tensioni crescenti, di nuovi conflitti e di ulteriori attacchi terroristici.

Nonostante tutto questo, lo ripeto: manteniamo la nostra serenità. Tengo a darvi un messaggio di serenità, perché vedo la serenità con cui voi, in condizioni di sacrificio e di rischio, assolvete alla vostra missione. E anche di ciò vi ringrazio.

Vi auguro di cuore buon Natale e buon anno.