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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Intervento del Presidente Napolitano in occasione dell'incontro con gli atleti italiani Campioni del Mondo del 2009 nelle specialità olimpiche e paralimpiche


Palazzo del Quirinale, 15/12/2009

Signor Presidente del Coni, ringrazio lei in modo particolare per avermi attribuito un record, quello delle visite degli sportivi al Quirinale. Naturalmente è un record molto più modesto di quello che festeggiamo con la splendida "Onda rosa": non se ne abbiano a male gli uomini, hanno eguali meriti ma sono in minoranza.

Sono particolarmente lieto di potermi rivolgere ancora una volta al mondo dello sport italiano, in occasione della premiazione delle nostre campionesse e dei nostri campioni unitamente ai loro tecnici e dirigenti, qui al Quirinale.

Il mondo dello sport, cosi come altri che io spesso cito con grande compiacimento - il mondo della ricerca, del volontariato - testimoniano ancora una volta la ricchezza dei valori e delle energie della società italiana.

Una società che tante volte si dimostra più forte e più coesa dell'immagine che ne dà la politica, così segnata da un esasperato conflitto.

Negli atleti che oggi festeggiamo e in tutti gli altri che con orgoglio hanno indossato i nostri colori e anche spesso i colori delle nostre Forze armate, nelle competizioni più importanti, si sono riconosciuti tutti gli italiani, partecipando anche emotivamente alle loro speranze, alle loro ansie e infine ai loro successi.

La rappresentanza di un paese unito nei valori dello sport e capace di prestazioni di alto livello è stata così offerta non solo ai nostri concittadini ma a tutto il mondo.

Il movimento sportivo italiano, d'altra parte, costituisce una comunità vastissima, fatta di migliaia di atleti, tecnici e dirigenti ad ogni livello che offrono il proprio generoso contributo per favorire lo svolgimento di attività sportive da parte di tanti ragazzi e ragazze in ogni parte del paese (ho ripercorso tante regioni d'Italia salutando i premiati) costituendo così anche uno straordinario fattore di integrazione sociale.

E in questa prospettiva non posso che esprimere il mio apprezzamento - giustamente il Presidente Petrucci se n'è mostrato molto orgoglioso insieme con il Sottosegretario Crimi - per l'iniziativa promossa dal Coni insieme al Ministro dell'Istruzione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri volta alla "Alfabetizzazione motoria" degli alunni della scuola primaria.

Reputo infatti fondamentale, sia dal punto di vista della salute fisica, sia dal punto di vista dello stare insieme nella famiglia e nella società, insegnare ai bambini a conoscere il proprio corpo e le regole del movimento per poter crescere nel modo più sano da tutti i punti di vista.

Si tratta di un progetto al quale da tempo il Coni e i diversi governi che si sono alternati negli ultimi anni stavano lavorando e che ora finalmente prende avvio.

Su altri temi dell'agenda politico-legislativa so che siete ancora impegnati in vista di altri traguardi, anche se l'assetto istituzionale di quel modello del tutto peculiare che è da noi il Coni, dopo le riforme degli ultimi dieci anni , ha ormai trovato la sua stabilità.

Ma penso al ripristino di quel meccanismo automatico di finanziamento dello sport italiano, che rappresenta la base del principio di autonomia sancito dalla Carta olimpica ed è condizione imprescindibile per quegli investimenti di lungo periodo che sono necessari per far crescere e sviluppare i giovani atleti e metterli in condizione di conseguire i più alti successi.

L'accordo su questo tema da parte di tutte le forze politiche - ne parlava il Presidente del Coni, e si tratta di un accordo non facile nelle condizioni attuali, ma se ne fanno di più di quanto certe volte non si dica - è un accordo che conforta ed è augurabile che si traduca sollecitamente in adeguati congegni normativi e amministrativi.

Così come sono particolarmente lieto che, pur in una legislatura difficile come questa, i gruppi parlamentari, con l'appoggio del governo, abbiano saputo trovare un'intesa per una nuova legislazione in grado di facilitare la costruzione e l'ammodernamento di stadi e impianti sportivi, condizione fondamentale sia per la diffusione della pratica sportiva, sia per la presentazione della candidatura italiana a ospitare grandi eventi internazionali.

Nell'anno che sta per cominciare, d'altra parte, ricorre anche il cinquantesimo anniversario dei giochi olimpici di Roma del 1960. Quell'evento simboleggiò forse più di altri la straordinaria crescita dell'Italia sul piano economico, sociale e civile.

Negli ultimi anni l'Italia ha saputo ospitare con successo diverse competizioni di alto livello, a cominciare dalle Olimpiadi invernali di Torino del 2006.

Sarebbe bello - perché forse sono consentiti voli di fantasia qualche volta anche al Presidente della Repubblica - se nei prossimi anni una nuova Olimpiade svolta in Italia fosse ancora in grado di raccontare al mondo come il nostro paese abbia finalmente recuperato slancio progettuale e capacità di realizzazione.

Auguri vivissimi di Natale e buon anno a voi tutti.