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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Intervento del Presidente Napolitano in occasione del 70° anniversario di fondazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco


Palazzo del Quirinale, 30/09/2009

Un saluto caloroso, a nome di tutte le autorità e le istituzioni della Repubblica, a voi, Vigili del Fuoco, convenuti oggi in questo luogo simbolico per ricevere il riconoscimento che come non mai avete meritato.

La Medaglia d'Oro al Valor Civile è stata proposta dal Ministro dell'Interno, è stata decretata dal Presidente della Repubblica, ma io credo di poter dire che avrebbero voluto appuntarla sulla vostra bandiera tutti gli italiani che vi hanno visto all'opera a L'Aquila giorno dopo giorno, che attraverso gli schermi televisivi hanno potuto vedere come vi siete prodigati per salvare tutto quello che era umanamente possibile salvare in una città così violentemente colpita dal sisma.

Di prove ne avete superate tante, compresa quella degli eventi alluvionali del 1954 nel Salernitano. Io stesso vi ho visti personalmente impegnati negli anni '90 per l'alluvione della Versilia, per quella di Sarno, per il terremoto che colpì le Marche, l'Umbria e, innanzitutto, Assisi e la sua Basilica.
Ma quello che avete fatto a L'Aquila ha rappresentato il culmine di una lunga tradizione e di una eccezionale esperienza. Ed ha segnato un culmine, il vostro impegno a L'Aquila, anche perché mai un simile evento è stato tanto partecipato: tanti italiani vi hanno conosciuto come mai erano riusciti a conoscervi da vicino nel passato.

Avete messo in sicurezza quello che rimaneva della città e dei suoi monumenti, avete salvato quante più persone è stato possibile. Con professionalità certo, grande professionalità, anche alta specializzazione (se si pensa all'impegno a L'Aquila di cento tecnici ingegneri dei Vigili del Fuoco), efficienza, determinazione. Ma tutto questo non sarebbe bastato se non ci fosse stato un di più di carica umana, un di più di sentimento, di passione, di slancio personale e di senso della comunità: perché se non si ha questo dentro, non ci si lancia tra le macerie della città distrutta per scavare, per cercare di salvare, anche dopo quaranta ore e più, una ragazza che è rimasta sepolta, o per portare alla luce, e restituire alla pietà delle famiglie, corpi ormai senza vita. Se non ci fosse stato tutto questo, non ci sareste riusciti. Se non aveste avuto questo di più dentro di voi non si potrebbe spiegare come sia accorso a L'Aquila Marco Cavagna di Bergamo, anche sacrificando la sua vita come tanti di voi hanno rischiato di sacrificarla.

Voglio ricordare l'esempio di Marco Cavagna perché è una prova luminosa della solidarietà, della fraternità che unisce gli italiani di tutte le parti del Paese.

E allora grazie. Ho ascoltato con interesse e viva adesione quello che il Ministro vi ha detto su decisioni e impegni del Governo volti a valorizzare maggiormente il vostro Corpo e il vostro lavoro. Comunque grazie, perché quello che avete fatto a L'Aquila è stato esempio di ciò che è l'Italia migliore : e voi stessi e il vostro Corpo rappresentate un esempio di quel che sono gli italiani migliori.

Dovremmo sempre ricordarcene quando parliamo dell'Italia e degli italiani e quando guardiamo alle sfide che ci attendono.