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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della consegna delle insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito del Lavoro"


Palazzo del Quirinale, 30/10/2008

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
IN OCCASIONE DELLA CONSEGNA DELLE INSEGNE DI
CAVALIERE DELL'ORDINE "AL MERITO DEL LAVORO"

Palazzo del Quirinale, 30 ottobre 2008

Partecipo con grande piacere per il terzo anno a questa tradizionale, sempre significativa cerimonia. E' per me un'occasione d'incontro col mondo delle imprese, rappresentato da figure che ne incarnano la carica di dinamismo e la funzione sociale, e teso ad accogliere nuove promettenti energie, quelle dei giovani Alfieri.
Anche nel corso dell'ultimo anno, ho cercato di dare particolare spazio - nel corso delle mie visite in varie regioni del paese - a prese di contatto con realtà imprenditoriali che esprimono le eccellenze raggiunte dal nostro sistema produttivo in molteplici campi e i processi di ristrutturazione e di avanzamento tecnologico che hanno consentito crescente competitività nel contesto internazionale. Vorrei aggiungere che ho nei miei viaggi all'estero trovato dovunque rappresentanze nutrite e qualificate dell'imprenditoria italiana, vere e proprie business community bene inserite nella rete dei rapporti economici e istituzionali : così in paesi importanti dalla Russia all'Egitto. E' stato per me un motivo di speciale soddisfazione vedere quanto siano apprezzate le presenze dei nostri operatori, le tradizioni e le capacità di cui sono portatori. E spero di aver potuto contribuire - come è mio dovere - allo sviluppo delle loro attività facendo sentire il nostro sostegno nel rapporto con le autorità dei paesi in cui mi sono recato in visita di Stato.
Guardare alle opportunità che ci offrono soprattutto le economie emergenti, è oggi particolarmente importate. Mi riferisco ad economie da anni in forte e addirittura impetuosa ascesa, che si può prevedere reagiscano meglio - pur risentendone anch'esse - alle conseguenze del disordine finanziario mondiale originato dalla crisi americana e ai rischi di recessione, ai venti di recessione che avvertiamo con tanta preoccupazione in Italia e in Europa. Penso che da parte di quanti hanno responsabilità di governo, in varii ambiti, nel nostro paese, si presterà attenzione, non si lesineranno sforzi, iniziative e risorse da destinare alla proiezione internazionale del nostro sistema di imprese e anche, in questo quadro, al settore della cooperazione allo sviluppo.
Non occorre sottolineare quanto critico si sia fatto rispetto a un anno fa, il quadro globale in cui anche la nostra economia e i suoi pilastri - il mondo delle imprese e del lavoro, il risparmio e i consumi delle famiglie - sono immersi. Richiamo a questo proposito - senza la pretesa di sintetizzarli né tantomeno di integrarli - gli elementi di analisi e di giudizio espressi pochi giorni fa, in termini aggiornati e con l'abituale rigore e obbiettività, dal Governatore della Banca d'Italia in Parlamento. Gli effetti sull'Italia della crisi finanziaria internazionale sono stati lì puntualmente indicati, sottolineandosi come essi si sommino a debolezze strutturali preesistenti ; e nello stesso tempo si è, nell'esposizione del Governatore, offerta una puntuale motivazione delle misure adottate dal governo.
Ulteriori elementi saranno di certo pubblicamente offerti con gli interventi delle autorità che parteciperanno alla Giornata mondiale del risparmio.
Mi basti rilevare come vincoli già molto stringenti posti alle politiche pubbliche e alle decisioni di bilancio dall'impegno e comunque dalla necessità obbiettiva cui il nostro paese deve rispondere, di riduzione costante e sensibile del debito pubblico - come a detti vincoli si sia venuta aggiungendo l'ipoteca che di fronte al divampare della crisi non si poteva non accendere sulle risorse finanziarie dello Stato per procedere a interventi di sostegno del sistema creditizio e anche delle imprese industriali in difficoltà. E' stato essenziale muoversi a questo proposito in sintonia con l'Unione europea e segnatamente con l'Eurogruppo : guai se la spesso bistrattata Europa non avesse confermato, e più fortemente espresso, il suo insostituibile ruolo.
Ma spetta alle nostre istituzioni nazionali compiere le difficili scelte che riguardano la distribuzione delle misure di contenimento della spesa pubblica corrente, la definizione di priorità strategiche da osservare anche in questa fase di ristrettezze se vogliamo mantenere aperte per l'Italia prospettive di più intensa ed equilibrata crescita economica e di maggiore coesione sociale.
Si tratta di scelte che dovrebbero scaturire da un confronto aperto, ponderato e costruttivo tra le forze politiche e tra le forze sociali. Ho confidato che tale confronto si potesse avviare dopo le elezioni dello scorso aprile : i fatti non hanno confortato questa aspettativa, mi auguro ancora e ritengo possibile che la forza delle cose faccia maturare un clima di reciproco ascolto, di attenzione, senza rigidità preclusive, alle rispettive ragioni e proposte. Questo io auspico e sollecito avendo, da qualche tempo, abbandonato il ricorso ad una parola oramai logorata e troppo vaga come quella "dialogo".
Puntiamo intanto, qui oggi, sui motivi di fiducia che ci vengono dalle prove superate da imprese e imprenditori, che trovano riconoscimento nelle nomine dei nuovi Cavalieri del Lavoro. Abbiamo lavorato anche quest'anno col ministro per lo sviluppo economico - sulla base della lunga fase istruttoria imperniata sull'Ordine e sulla Fondazione dei Cavalieri del Lavoro - ad una selezione finale che corrispondesse agli indirizzi della legge del 1986 e anche ai criteri da me suggeriti per le ultime edizioni ; ad una selezione finale che rispecchiasse realtà di tutte le parti del paese, che incoraggiasse l'imprenditore meridionale chiamato ad operare in condizioni difficili, che valorizzasse l'apporto delle donne - prescelte quest'anno nel numero di 7, una in più del 2007 - e che premiasse comportamenti virtuosi sul piano sociale e della sicurezza del lavoro.
Ringrazio per il risultato ottenuto il nuovo Presidente dott. Benedini - cui auguro pieno successo nello svolgimento del suo mandato e a cui desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per le considerazioni che ha svolto questa mattina e per l'enfasi che ha voluto porre su iniziative volte a valorizzare e a mettere in luce le eccellenze e gli sforzi di Napoli e del Mezzogiorno. E rivolgo un affettuoso incitamento agli Alfieri del Lavoro: ragazzi, contiamo molto sulla vostra passione e sul vostro impegno.