Presidenza della Repubblica

menu di navigazione

percorso:  Presidenti /  Giorgio Napolitano /  discorso primo mandato

DISCORSO - PRIMO MANDATO

Articolo a firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sul quotidiano egiziano "Al Ahram"


Roma, 25/10/2008

ARTICOLO A FIRMA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
SUL QUOTIDIANO EGIZIANO
"Al AHRAM"

25 ottobre 2008

In un contesto regionale e globale difficile ed in continua evoluzione, l'Egitto costituisce, per l'Europa e per l'Occidente, un partner stabile ed un affidabile portatore di pace.

Mai come in questo momento le relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto sono state così intense. Il partenariato strategico rafforzato, inaugurato lo scorso giugno con il Primo Vertice bilaterale tra i due Governi, ha dimostrato come i vincoli storici che uniscono l'Egitto all'Italia si rafforzino e si riempiano di contenuti concreti: una non comune identità di vedute sulle principali questioni regionali; la ferma volontà di superare le complesse crisi che minacciano la stabilità e lo sviluppo dell'area; il rilancio del Mediterraneo e del suo sviluppo economico e sociale.

L'Italia apprezza e sostiene il ruolo dell'Egitto ed il suo attivo contributo alla pace in Medio Oriente e al dialogo tra le civiltà.

Il processo di pace israelo-palestinese è ancora fragile. La pace è urgente e con il passare del tempo rischia di diventare sempre più ardua. Le due leadership sono chiamate a compiere passi significativi per stabilire un clima di reciproca fiducia e collaborazione, che permetta il raggiungimento di una soluzione equa di tutti i nodi del negoziato, così da garantire la sicurezza di Israele, dare origine ad uno Stato palestinese indipendente e vitale, diffondere stabilità nell'intera regione.

In un tale contesto, è essenziale non solo l'impegno accresciuto degli Stati Uniti, dell'ONU, dell'Unione Europea, ma anche il sostegno della Lega Araba, che l'Egitto contribuisce in modo decisivo ad assicurare.

Il Cairo e' un prezioso osservatorio di tutte le principali situazioni mediorientali ed africane, dal Libano al Sudan, dall'Iraq all'Afghanistan.

Con l'Egitto abbiamo in particolare condiviso la viva soddisfazione per l'accordo concluso a Doha nel giugno scorso per superare la crisi in Libano, con l'abile e costruttiva opera di mediazione della Lega Araba. Ci siamo vivamente rallegrati per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica libanese, al quale auguriamo pieno successo nello svolgimento del suo mandato ed assicuriamo il nostro forte e convinto sostegno.

Gli apporti costruttivi ed il ruolo dell'Egitto devono essere riconosciuti a tutti i livelli dalla comunità internazionale. L'Italia si è fatta promotrice della necessità che Il Cairo entri nel novero delle capitali coinvolte nel cosiddetto processo di "outreach" del G8. Siamo convinti che l'Egitto possa contribuire ad estendere la portata e rafforzare lo spessore delle riunioni, grazie alla conoscenza profonda delle dinamiche e degli interessi regionali. L'Egitto è un attore chiave, che accogliamo con sentimenti di simpatia ed amicizia.

Apprezziamo la posizione egiziana sulla riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Sono certamente possibili soluzioni che nel rispetto della legittimità, rappresentatività e democraticità del Consiglio e della responsabilità individuale degli Stati garantiscano una più equilibrata presenza di tutte le aree del mondo. L'Italia e l'Egitto operano insieme a molti altri Paesi per raggiungere un tale obiettivo.

L'Italia è consapevole ed orgogliosa di essere il primo partner europeo dell'Egitto. E' un primato ancora più significativo perché non si limita ai settori politico o economico, ma si estende a tutti i campi di attività della società civile. Con Il Cairo stiamo lavorando ad un rilancio della centralità delle relazioni tra Europa e mondo arabo, attraverso un concreto avvicinamento delle due sponde del Mediterraneo, forte dei contatti tra le opinioni pubbliche, di una relazione costante ed efficace tra i sistemi sociali ed economici, di un incremento degli scambi commerciali e delle relazioni finanziarie.

L'Italia si impegna affinché la dimensione mediterranea si ponga più che mai al centro dell'attenzione dell'Unione Europea. Forti sono le aspettative dell'Egitto e dei Paesi terzi del Mediterraneo verso un'Europa che faccia valere il suo peso e la sua autorevolezza, consolidando la sua unità per portare avanti nel mondo la propria visione di pace, dando un sostegno significativo allo sviluppo dei Paesi amici. L'Unione e' certamente in grado di raccogliere questa attesa e proseguirà con forza la propria azione in favore del Processo di Pace in Medio Oriente.

Il Mediterraneo deve divenire un fattore di unione fra popoli. Occorre unire le forze della Comunità internazionale e di tutti i principali attori regionali per risolvere le crisi che causano sofferenza e divisioni tra le popolazioni, limitano le possibilità di sviluppo, minano le condizioni di sicurezza ed alimentano l'estremismo.

E' un obiettivo prioritario e condiviso dell'Italia e dell'Egitto; insieme, i nostri due Paesi possono fornire un contributo importante per far prevalere, in tutto il Medio Oriente e nel Golfo, le ragioni del dialogo.

Non vi può essere pace, non vi può essere sicurezza senza un benessere condiviso e un reale processo di sviluppo che tenda in primo luogo ad avvicinare le condizioni di vita dei cittadini sulle due sponde del Mediterraneo.

A questo fine è rivolta la tradizionale azione italiana in Egitto, che mira oggi a rafforzarsi con i programmi previsti nel settore dei trasporti, della formazione al lavoro qualificato di tanti giovani cittadini egiziani, della prevenzione delle migrazioni illegali, della cooperazione culturale nel campo archeologico e museale, e con il contributo che l'Italia si propone di dare nel settore dell'educazione superiore e della ricerca, tramite l'Università Telematica, la annunciata istituzione della Università italo-egiziana e il consistente programma di attività per l'Anno della Scienza italo-egiziano.

Alla vigilia del mio viaggio, desidero quindi rinnovare i sentimenti di profonda amicizia e stima nei confronti di un Stato amico, del suo Presidente e dei suoi cittadini; e rivolgere un riconoscente tributo alla partecipazione degli italiani alla storia di questo grande paese.