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DISCORSO - PRIMO MANDATO

Testo del Videomessaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla XXV Assemblea dell'Anci


Roma, 22/10/2008

TESTO DEL VIDEOMESSAGGIO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
ALLA XXV ASSEMBLEA DELL'ANCI

Roma, 22 ottobre 2008

Pur non potendo partecipare di persona alla vostra Assemblea, desidero farvi giungere nel modo più diretto il mio augurio di pieno successo per i lavori cui vi accingete.

Voi sapete che per antica profonda convinzione - rafforzatasi nel periodo in cui da ministro dell'Interno ebbi un rapporto ravvicinato con il mondo delle Autonomie - guardo ai Comuni come preziose istituzioni di base del nostro sistema democratico, operanti in continuità con tradizioni tra le più alte che risalgono a epoche lontane della storia europea e agli albori della nazione italiana.

Nella Costituzione repubblicana di cui ancora stiamo celebrando in modo non formale e retorico il 60° anniversario, venne sancito tra i principi fondamentali quello del riconoscimento e della promozione delle autonomie locali. L'ordinamento della Repubblica - apertosi via via alla valorizzazione del ruolo, anche e soprattutto delle Regioni - non si è sempre tradotto in conseguenti scelte autonomistiche. Ed è ora che si sciolgano ambiguità e si superino contraddizioni accumulatesi nel tempo, dandosi in particolare attuazione a quella riforma del Titolo V della Carta costituzionale che fu sancita con voto popolare nel 2001.

Nel momento in cui si apre a questo proposito il dibattito parlamentare sulla traduzione in termini legislativi del nuovo art. 119 della Costituzione, auspico vivamente che si persegua il più corretto e aperto confronto, nell'attento ascolto della voce, delle esigenze e delle proposte del sistema delle autonomie. Un sistema che esige di essere rafforzato attraverso una decisa semplificazione dell'assetto istituzionale quale si è venuto stratificando nel corso degli anni e attraverso una chiara distinzione e articolazione di livelli di governo, nonché di funzioni e di responsabilità nell'accesso alle risorse finanziarie e nel loro impiego secondo l'interesse generale, così da valorizzare l'impegno manifestato e i risultati conseguiti da ciascun soggetto e da garantire pienamente la solidarietà e unità nazionale.

Sono certo che da parte dei Comuni e della loro Associazione verrà il necessario contributo propositivo, in una visione d'insieme e in uno sforzo di concertazione che soli possono assicurare il successo dell'ormai indispensabile, concreta e coerente riforma degli assetti istituzionali della nostra Repubblica.

Ancora il più cordiale saluto e augurio di buon lavoro.