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COMUNICATO - PRIMO MANDATO

Testo integrale della Nota illustrativa del Bilancio di previsione per il 2010 dell'Amministrazione della Presidenza della Repubblica

1. La dotazione a carico del bilancio dello Stato.

Il bilancio di previsione dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2010 è stato impostato sulla base di una richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 228 milioni di euro.

Si consegue così per la prima volta una riduzione in valore assoluto dell'ammontare della dotazione rispetto a quella dell'anno precedente di 3.217.000 euro, che va ben al di là dell'impegno assunto in sede di predisposizione del bilancio pluriennale dello Stato per il 2009-2011 di mantenere fermo l'ammontare della dotazione per l'intero triennio al livello del 2009 (pari a 231.217.000 euro).

Si è inoltre stabilito anche per il triennio 2010-2012 di non procedere ad alcun adeguamento della dotazione al tasso di inflazione programmato. Pertanto fino al 2012 la dotazione si manterrà sostanzialmente al medesimo livello del 2008, con un risparmio complessivo di circa 6 milioni e mezzo di euro rispetto agli stanziamenti a suo tempo stabiliti dal bilancio pluriennale dello Stato per il triennio 2009-2011.

2. Le misure di riduzione della spesa.

Si rafforza ulteriormente, in tal modo, l'azione volta a ridurre il tasso di incidenza della dotazione finanziaria sulla spesa complessiva del bilancio dello Stato, con l'intento di contribuire altresì al comune obiettivo di fronteggiare gli effetti della crisi economica in atto.

Questi risultati sono stati resi possibili dalla progressiva entrata a regime delle misure di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle strutture amministrative e delle procedure contabili approvate nel corso del 2007 e del 2008 - per le quali si rimanda alle precedenti note diffuse il 2 febbraio 2008 e il 21 febbraio 2009 - e dal completamento nel corso del 2009 del processo di riforma dei servizi e degli uffici del Segretariato generale. Si sono così adempiuti tutti i più significativi impegni assunti all'inizio del settennato e preannunciati con la prima nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2007.

3. Situazione del personale.

Grazie al mantenimento del blocco del turn over del personale di ruolo, avviato fin dal 2006, ed alla progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, il personale complessivamente a disposizione dell'amministrazione si è ridotto rispetto al 31 dicembre 2006 di ben 302 unità.

Alla data del 31dicembre 2009 il personale di ruolo ammonta a 879 unità (108 in meno rispetto al 31 dicembre 2006, di cui 32 nel corso del 2009) così ripartite: 74 appartenenti alla carriera direttiva, 109 alla carriera di concetto, 213 alla carriera esecutiva e 483 alla carriera ausiliaria. Si deve osservare, al riguardo, che il processo di riduzione del personale di ruolo non può proseguire indefinitamente (si ricorda che rispetto alla pianta organica approvata nel luglio del 2005 - di cui è peraltro in corso la preannunciata revisione - i posti vacanti ammontano allo stato a 264). Già ora iniziano a manifestarsi sofferenze in alcuni comparti, anche per i nuovi compiti affidati dalla riforma alla struttura del Segretariato Generale. Per colmare tali carenze si procederà nel corso del 2010 ad un'attenta verifica dei fabbisogni, che verranno coperti attraverso un limitato e mirato programma di concorsi pubblici, nel pieno rispetto dell'art. 97 della Costituzione.

Il personale non di ruolo, comandato e a contratto, ammonta a 97 unità (con una riduzione di 11 unità rispetto al 31 dicembre 2006) di cui 74 unità in posizione di comando (38 civili, e 36 militari di cui 28 addetti all'Ufficio del Consigliere per gli affari militari e alla Segreteria del Consiglio supremo di difesa, grazie all'integrazione tra le due strutture) e 23 unità a contratto (nelle diverse forme del lavoro subordinato, della collaborazione coordinata e continuativa e della consulenza, tutte comunque destinate per la loro natura fiduciaria a concludersi nell'ambito del settennato): nel corso del 2009 il personale di diretta collaborazione del Presidente della Repubblica, del Segretario Generale e dei Consiglieri è quindi rimasto sostanzialmente stabile, salvo il modesto aumento di 2 unità del personale a contratto (per determinati, specifici progetti di ricerca).

Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 903 unità con una riduzione rispetto al 31 dicembre 2006 di 183 unità, di cui 21 nel corso del 2009, grazie alla ulteriore revisione e razionalizzazione dei servizi ritenuti strettamente indispensabili, compiuta d'intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza. Tali riduzioni nel 2009 non hanno interessato il Reggimento dei Corazzieri, la cui composizione è rimasta stabile (259 unità).

4. L'andamento della spesa.

La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 236,9 milioni di euro (228,5 milioni di euro al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale, pressochè pari, per la prima volta, all'importo della dotazione). Il trend di diminuzione in valore assoluto della spesa, in atto a partire dal 2008, trova quindi ulteriore conferma, registrandosi una diminuzione di 1,7 milioni di euro rispetto alla previsione del 2009. Rispetto al dato assestato del bilancio 2008 il calo è di 3,5 milioni di euro, e rispetto al corrispondente dato 2007 di 4,7 milioni di euro: può quindi osservarsi come la contrazione nella richiesta di dotazione per i prossimi anni sia stata resa possibile non da manovre una tantum ma da una pluriennale politica di contenimento, riduzione e controllo della spesa, che ha condotto, pur in un regime di risorse calanti, all'attuale riequilibrio tra la spesa complessiva effettiva e l'entrata derivante dalla dotazione a carico del bilancio dello Stato.

Esaminando più analiticamente i singoli comparti di spesa, la voce più rilevante è quella relativa agli oneri del personale, come è naturale in una amministrazione che eroga servizi. Rispetto al dato assestato 2009 si registra un ulteriore sensibile calo, passandosi da circa 134 milioni di euro a 131,2 milioni di euro (55,4 per cento della spesa complessiva). Rispetto al dato assestato del 2008, il calo è ancora più sensibile (complessivamente - 7,6 milioni di euro). Per il 2011 e il 2012 non è ragionevolmente prevedibile una prosecuzione di tale trend discendente, quantomeno nei termini registrati negli ultimi esercizi, per la necessità di provvedere da un lato ad adeguamenti retributivi, sia pur contenuti, e di colmare dall'altro alcune carenze di organico che si cominciano a manifestare in taluni settori (si rinvia alle considerazioni svolte nel precedente paragrafo). La spesa di tale comparto appare comunque sotto controllo, grazie anche alla programmata utilizzazione di quote delle economie fin qui realizzate: è stato così possibile disporre il blocco della dotazione a carico del bilancio dello Stato per gli anni 2011 e 2012 sul livello del 2010, pari, come si è già osservato, a quello del 2008 a seguito della riduzione operata in sede di richiesta al Ministero dell'economia e delle finanze.

La spesa per beni e servizi, pari a 22,6 milioni di euro (9,5% della spesa complessiva), risulta ancora in flessione, sia pur contenuta, rispetto alla previsione per il 2009. La riduzione di circa 160.000 euro si aggiunge per altro alle ben più consistenti economie realizzate nei precedenti esercizi, pari complessivamente a 3.268.000 euro rispetto alla corrispondente previsione del bilancio per il 2007. Le riduzioni non hanno comunque penalizzato in alcun modo l'impegno per la fruizione, la valorizzazione e la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli immobili e degli arredi, tutti di particolare pregio storico, artistico ed ambientale (si ricordano in particolare la realizzazione e apertura al pubblico della nuova sede dell'Archivio storico, l'allestimento della sala stampa e l'avviata ristrutturazione della Biblioteca, nonché gli interventi in corso per il recupero e il restauro di preesistenti strutture ed affreschi e le numerose mostre, con grande afflusso di visitatori, ospitate nel Palazzo del Quirinale): le economie sono state infatti realizzate soprattutto nei contratti per lavori, forniture e pulizia dei locali, nonché nelle utenze di elettricità, telefonia, acqua e gas grazie alla modernizzazione ed oculata gestione degli impianti e alla adozione di misure di risparmio energetico.

La spesa pensionistica - che, come è noto, per gli organi costituzionali rimane a carico dei rispettivi bilanci - è invece in aumento, per la naturale dinamica dei pensionamenti, passando dai circa 81,8 milioni di euro del bilancio assestato 2009 ai circa 83 milioni di euro del bilancio di previsione 2010. Ne deriva un inevitabile incremento dell'incidenza della spesa pensionistica sulla spesa complessiva, che passa infatti dal 34,4 per cento del bilancio di previsione assestato 2009 al 35,1 per cento del nuovo bilancio 2010. Deve dunque rilevarsi che ben più di un terzo della spesa complessiva è assorbito dalla corresponsione di trattamenti pensionistici anche risalenti nel tempo, un comparto di spesa caratterizzato, ancor più delle retribuzioni, da un elevato grado di rigidità. (*)

Roma, 6 febbraio 2010

_________________
(*) Nota: Poiché permane, ancorchè più circoscritta, la tendenza ad effettuare comparazioni improprie con i bilanci di amministrazioni omologhe di altri Paesi, si richiamano le ampie considerazioni ed analisi svolte a conclusione della nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2008. Sul piano metodologico non si può non ribadire la necessità di confrontare tra loro realtà analoghe sia sul piano istituzionale delle competenze sia su quello più strettamente amministrativo e dei criteri di imputazione delle spese: i criteri di formazione degli strumenti contabili possono infatti variare significativamente nella misura in cui molte spese relative al personale e/o alla gestione dei beni patrimoniali vengano imputate o meno direttamente al bilancio dello Stato.

Non è questa la sede per una analisi di tutte le differenze tra i vari ordinamenti. Senza avere pertanto la pretesa di precostituire parametri di comparazione, si ritiene che non si possa comunque prescindere dal considerare i seguenti elementi, che si è ritenuto opportuno segnalare nelle ultime due note in ragione della loro significativa incidenza:

  • a) in molti ordinamenti le spese pensionistiche sono a carico del bilancio dello Stato (o di separate gestioni previdenziali) integralmente o nella misura in cui si ricorra prevalentemente a personale comandato o distaccato anziché a personale di ruolo;
  • b) sull'amministrazione del Quirinale gravano con tutta evidenza rilevanti oneri aggiuntivi, anche sotto il profilo del personale necessario, per la gestione, manutenzione e valorizzazione di un patrimonio, immobiliare e mobiliare, unico al mondo sotto il profilo storico-artistico e naturalistico, attualmente stimabile prudenzialmente - applicando criteri molto restrittivi - in almeno 19 milioni di euro, di cui 3,6 ad esaurimento relativi alla spesa per il personale che è rimasto assegnato alla Tenuta di San Rossore trasferita alla Regione Toscana.

Conseguentemente il dato della spesa complessiva dovrebbe essere depurato, oltre che delle partite di giro e dei fondi di riserva, della spesa pensionistica e dei suindicati costi aggiuntivi: da questa base, come già osservato nelle precedenti note, si può prendere le mosse per confronti più attendibili, che tengano conto delle ulteriori specifiche diversità funzionali e istituzionali.

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