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COMUNICATO - PRIMO MANDATO

Testo integrale della Nota illustrativa del Bilancio di previsione per il 2009 dell'Amministrazione della Presidenza della Repubblica

1. La dotazione a carico del bilancio dello Stato.

Il bilancio di previsione dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2009 è stato impostato sulla base di una richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 231.217.000 euro, inferiore di 6.133.000 euro rispetto alla previsione contenuta nel bilancio pluriennale dello Stato 2008-2010.

Così come avvenuto lo scorso anno l'adeguamento della dotazione rispetto al precedente esercizio finanziario (2008) è stato mantenuto entro il tasso di inflazione programmato (1,5 per cento).

Ancora più significativa è la previsione del bilancio pluriennale interno 2009-2011, che blocca allo stesso livello del 2009 la dotazione a carico del bilancio dello Stato per i due anni successivi (2010 e 2011), con una conseguente riduzione dell'onere già previsto nel bilancio pluriennale dello Stato proposto dal Governo pari a 10.456.000 euro nel biennio in questione. Questa economia è già inserita nel testo definitivo approvato dalle Camere, a seguito della comunicazione inviata dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica al Ministro dell'economia e delle finanze in data 13 novembre 2008.

2. Le misure di riduzione della spesa.

Si consolida e si rafforza in tal modo l'azione volta a contenere il tasso di incidenza della dotazione finanziaria sulla spesa complessiva del bilancio dello Stato.

Ciò è stato reso possibile dalle seguenti misure, in parte già avviate fin dall'inizio del settennato, come risulta dalle precedenti note in data 27 gennaio e 28 luglio 2007 e 9 febbraio 2008:

- mantenimento del blocco del turn over del personale di ruolo e progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, attraverso la graduale cessazione dei relativi incarichi;

- blocco degli incrementi generalizzati e automatici delle tabelle stipendiali, quale primo effetto del ritorno ad un'effettiva autonomia contrattuale dell'organo costituzionale Presidenza della Repubblica a seguito della abrogazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato (D.P. 30 giugno 2007, n. 8/N) e previsione di aumenti differenziati al fine di ridurre la forbice retributiva, sostenendo i livelli retributivi più bassi (D.P. 29 luglio 2008, n. 23/N);

- progressiva entrata a regime dei provvedimenti di revisione in senso restrittivo della normativa in materia di lavoro straordinario, indennità informatica e per incarichi particolari, indennità di comando e di distacco (D.P. n. 16/N e n. 19/N del 31 dicembre 2007);

- soppressione di altre componenti retributive accessorie e istituzione di una nuova indennità di rendimento commisurata alla presenza in servizio (D.P. 29 luglio 2008, n. 23/N);

- entrata in vigore delle nuove misure di controllo e programmazione della spesa;

- completamento della riorganizzazione amministrativa interna sulla base delle conclusioni formulate dall'apposita Commissione di studio istituita con lo scopo di migliorare l'efficienza dell'amministrazione.

3. Situazione del personale.

Il personale complessivamente a disposizione dell'amministrazione si è ridotto, rispetto al 31 dicembre 2006, di 251 unità.

Alla data del 31 dicembre 2008 il personale di ruolo ammonta pertanto a 911 unità (76 in meno rispetto al 31 dicembre 2006, di cui 34 rispetto al 31 dicembre 2007): 82 appartenenti alla carriera direttiva, 114 alla carriera di concetto, 213 alla carriera esecutiva e 502 alla carriera ausiliaria.

Il personale non di ruolo ammonta a 74 unità in posizione di comando (38 civili e 36 militari, di cui 28 addetti all'Ufficio del Consigliere per gli affari militari e alla Segreteria del Consiglio supremo di difesa, grazie all'integrazione tra le due strutture), 11 unità a contratto e 10 collaboratori a vario titolo, con una riduzione complessiva di 13 unità rispetto al 31 dicembre 2006 (di cui 2 rispetto al 31 dicembre 2007).

Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 924 unità, di cui 260 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri. Grazie ad una revisione dei servizi ritenuti strettamente necessari compiuta d'intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza (Ministeri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze), in corso di graduale attuazione, si è già conseguita una riduzione di 162 unità rispetto al 31 dicembre 2006 (di cui 38 rispetto al 31 dicembre 2007).

4. L'andamento della spesa.

La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 238,57 milioni di euro (230,07 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Viene così confermata, per il secondo anno consecutivo, la tendenza alla diminuzione in valore assoluto della previsione di spesa, che si riduce significativamente di 1,81 milioni di euro rispetto al dato assestato relativo all'esercizio precedente, pari a 240,38 milioni di euro, e di 3 milioni di euro rispetto al dato assestato del bilancio relativo al 2007. Si registra inoltre per la prima volta un tendenziale riequilibrio tra la spesa al netto delle ritenute previdenziali e le entrate derivanti dalla dotazione a carico del bilancio dello Stato.

Questo risultato è stato ottenuto attraverso la contrazione di gran parte delle voci di spesa del bilancio. In particolare, il comparto dei beni e servizi registra una diminuzione di circa il 2,5 per cento rispetto al bilancio assestato 2008, passando da 23,35 milioni di euro a 22,77 milioni di euro, pari al 9,54 per cento della spesa complessiva.

Per quanto riguarda le retribuzioni del personale, si ha una diminuzione della spesa di 3,2 milioni di euro (circa il 2,34 per cento) rispetto al dato assestato del bilancio per il 2008 - da 138,8 milioni di euro a 135,6 milioni di euro, pari al 56,84 per cento della spesa complessiva - grazie al blocco del turn-over, all'entrata a regime delle misure di razionalizzazione e contenimento della spesa approvate nel corso del 2007 e alla sostituzione del meccanismo di recupero automatico e generalizzato dell'inflazione programmata per il 2008 con le misure selettive di adeguamento retributivo in favore dei redditi più bassi e misure incentivanti la produttività indicate nel precedente paragrafo 2.

L'ulteriore, progressivo consolidamento degli effetti delle misure di contenimento della spesa induce a ritenere che esistono ancora margini significativi di riduzione della spesa nei prossimi esercizi ed è su tale base che si è già previsto il blocco della dotazione a carico del bilancio dello Stato per il 2010 e il 2011 allo stesso importo previsto per il 2009.

L'unico comparto che registra un incremento della spesa è quello pensionistico, con un aumento pari al 2,59 per cento, dovuto ai pensionamenti previsti per il 2009: conseguenza obbligata della normativa, comune agli organi costituzionali, che pone gli oneri pensionistici a carico dei rispettivi bilanci. La percentuale della spesa pensionistica sul totale della spesa sale al 33,62 per cento rispetto al 32,52 per cento dell'assestato 2008 (in valore assoluto da 78,2 a 80,2 milioni di euro). Al netto dell'onere per le pensioni la spesa complessiva, depurata degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto dei fondi di riserva, scende da 238,57 a circa 179 milioni di euro (comprese le ritenute previdenziali, a carico dell'Amministrazione e del dipendente, che in tale ipotesi costituiscono contabilmente uscite effettive).

Quest'ultimo dato è particolarmente significativo ai fini di una corretta comparazione con i bilanci delle omologhe amministrazioni di altri Paesi (in proposito si rinvia alle ampie considerazioni già svolte a conclusione della nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2008) che non prevedono a proprio carico le spese pensionistiche o le prevedono in misura marginale, essendo in quei sistemi largamente prevalente il ricorso a personale distaccato o comandato, i cui trattamenti pensionistici restano ovviamente a carico delle relative amministrazioni di appartenenza. A conclusioni ancora più significative si perviene qualora dal dato della spesa complessiva si sottraggano anche gli extracosti legati alla gestione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio, immobiliare e mobiliare, della dotazione - unico al mondo sotto il profilo storico-artistico e naturalistico - stimabile prudenzialmente in almeno 20 milioni di euro, di cui 3,9 relativi alla tenuta di San Rossore ad esaurimento con il completamento del trasferimento alla Regione Toscana.

Roma, 21 febbraio 2009

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