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COMUNICATO - PRIMO MANDATO

Lettera del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra sul Bilancio di Previsione 2008 pubblicata il 3 novembre sul Corriere della Sera

    Gentile direttore,
    l’articolo apparso sul Corriere della Sera di ieri, a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, dal titolo “Spente le luci, saltano i tagli. Solenni impegni per dopodomani”, fornisce ai lettori, sia nel titolo, sia nel contenuto, un’informazione in ordine ai tagli dei bilanci degli Organi costituzionali che non corrisponde alla realtà dei fatti.
    Occorre subito precisare che si tratta non di semplici impegni ma di vere e proprie decisioni destinate ad essere recepite dal Parlamento nella legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il 2008 e ad essere pertanto pienamente operative e vincolanti fin dal prossimo anno.
    Infatti, a seguito della decisione autonomamente assunta dalla Presidenza della Repubblica di contenere la dotazione di bilancio della propria amministrazione per il prossimo esercizio finanziario entro il tasso di inflazione programmato, in coerenza con gli orientamenti emersi nel corso dell’esame della manovra finanziaria da parte della Commissione bilancio del Senato, il Governo recepirà tale decisione in sede di nota di variazioni al bilancio di previsione per il 2008 che, con l’approvazione del Parlamento, recherà lo stanziamento in questione nell’apposito capitolo di spesa nella misura ridotta, così come avverrà per i bilanci delle Camere a seguito delle decisioni comunicate dalle rispettive Presidenze (e come di fatto avviene nel Parlamento inglese per la decisione in ordine alla “civil list” della Corona).
    Si è quindi solo ricondotta la decisione del Parlamento nell’alveo di una consuetudine costituzionale costantemente osservata nei sessanta anni di vita della Repubblica, in ossequio alla autonomia non solo finanziaria riconosciuta agli Organi costituzionali. Norme e prassi, anche di rango costituzionale, possono certamente essere riviste e modificate, ma il solo fatto di averle ancora una volta rispettate non può portare ad affermare che i tagli richiesti agli stanziamenti degli Organi costituzionali, compresa la Presidenza della Repubblica, siano “saltati” e non figureranno nel bilancio approvato dal Parlamento.

    Roma, 3 novembre 2007

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