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COMUNICATO - PRIMO MANDATO

Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della presentazione del XVII Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes

C o m u n i c a t o

    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della presentazione del XVII Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes, ha inviato a Mons. Vittorio Nozza, Direttore della Caritas Italiana, la seguente lettera: "La presentazione del rapporto Caritas-Migrantes è un appuntamento annuale importante per tutti coloro che trattano di fenomeni migratori: rappresentanti delle realtà immigrate, pubblici amministratori, insegnanti e operatori sociali, esponenti del volontariato religioso e laico, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, centri di ricerca, giornalisti e studiosi. Immagino che non poche tra le persone interessate ai fenomeni migratori e attive nell’affrontarli assistano oggi a questa presentazione.
    Ai presenti e a tutto il complesso mondo di chi si occupa di immigrazione rivolgo un sentito augurio di buon lavoro. Si tratta, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, di un lavoro estremamente difficile. Lo so per averlo verificato di persona come Ministro dell’Interno. Continuo a constatarlo dall’osservatorio privilegiato della Presidenza della Repubblica, che non solo mi impegna a seguire l’attività di formazione delle decisioni pubbliche, ma mi consente anche di cogliere, seppure in modo parziale, gli stati d’animo dei cittadini: sono, tra l’altro, molti coloro che mi scrivono. Il quadro che emerge evidenzia uno squilibrio tra la velocità con cui le molteplici sfide connesse all’immigrazione si presentano e la difficoltà, la macchinosità, la conflittualità politica che accompagna la produzione di misure idonee ad affrontarle. Il rapporto Caritas-Migrantes si propone come un utile strumento di conoscenza. Ed una buona conoscenza della materia dovrebbe costituire premessa necessaria a deliberare con cognizione di causa, il che comporta spesso a sua volta anche una diminuzione della faziosità, dello spirito di parte.
    Il rapporto Caritas del 2007 – che ho avuto modo di leggere – conferma il fatto che l’Italia si presenta oggi come uno dei paesi europei più decisamente investiti dai flussi migratori, conferma pure il radicamento di una parte consistente dei nostri immigrati: più famiglie, più nascite, più studenti, più acquisti di abitazioni, più nuovi cittadini. Conferma altresì il contributo decisivo del lavoro immigrato alla produzione di beni e servizi, al pagamento di contributi e imposte. Insomma senza immigrati il sistema Italia si bloccherebbe. Ma il rapporto conferma pure la difficoltà a incanalare l’immigrazione nell’alveo degli accessi regolari. Esso ribadisce pure e purtroppo l’aspetto più negativo: quello di una troppo ampia presenza di devianza e criminalità in gran parte originate dall’immigrazione irregolare e clandestina. Si tratta di un fenomeno che colpisce dolorosamente anche gli stessi immigrati: basti pensare alle continue tragedie che derivano dal traffico di esseri umani. La componente criminale inquieta e offende prima di tutto gli immigrati e in particolare proprio le comunità in cui la loro presenza è più marcata: sia perché i componenti di quelle stesse comunità ne sono spesso vittime privilegiate – basti ricordare l’odiosa pratica della tratta di giovani donne – sia perché le comunità infettate da componenti criminali si vedono ingiustamente screditate nel loro insieme.
    Per la prima volta, nella storia del Quirinale, quest’anno ho voluto ricevere in udienza una rappresentanza di “nuovi cittadini”, di stranieri che avevano richiesto ed ottenuto la nazionalità italiana durante la mia presidenza. E’ stata una bellissima cerimonia. Voglio perciò concludere questo messaggio rivolgendo un ringraziamento particolare ed un augurio di serenità alla vasta maggioranza di immigrati laboriosi e onesti che vivono in Italia. E voglio esprimere la speranza che i nostri decisori pubblici mettano da parte sterili attribuzioni di reciproche colpe e trovino strumenti idonei a contrastare la criminalità, ad evitare il susseguirsi di terribili eventi. Sono, queste, condizioni essenziali per la comprensione e il successo di una politica di apertura verso l’immigrazione regolare e di integrazione nel quadro dei diritti e delle regole del nostro sistema democratico, degli stranieri rispettosi della legge. Sono anche condizioni di successo del nostro comune impegno di denuncia e di rifiuto di ogni rigurgito e nuova manifestazione di razzismo."

    Roma, 30 ottobre 2007

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