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COMUNICATO - SECONDO MANDATO

Lettera del Segretario generale Marra al direttore di "Libero", Belpietro

Egregio direttore,
con riferimento all'articolo a firma Franco Bechis apparso ieri sul quotidiano da lei diretto, dal titolo "L'ultima beffa di Re Giorgio, taglia la corte al suo successore" non posso fare a meno di rilevare che tale affermazione è destituita di fondamento, oltre che mistificatoria nei confronti di un Presidente che, fin dall'inizio del suo primo mandato, ha promosso l'adozione da parte del Segretariato generale di numerosi provvedimenti diretti alla riduzione delle spese del Quirinale: provvedimenti ampiamente riportati nelle note illustrative dei bilanci di previsione, pubblicate ogni anno e agevolmente consultabili sul sito del Quirinale, che hanno posto le premesse per il progressivo riequilibrio del bilancio interno.

Mi limito a riportare i seguenti inoppugnabili dati di fatto:
a) la riduzione della dotazione a carico del bilancio dello Stato a 224 milioni di euro per il triennio 2015 - 2017 ha riguardato, in misura tra l'altro superiore, anche il bilancio per il 2014, avendo l'amministrazione restituito, lo scorso anno, 4 milioni e 500.000 euro al MEF.
b) la suindicata riduzione della dotazione è stata poi resa possibile dalle economie realizzate nel corso degli anni precedenti grazie ai provvedimenti via via adottati, tra i quali ricordo in particolare: consistenti riduzioni del personale grazie al blocco del turn over, abrogazione del meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni al 90 per cento di quelle del personale del Senato, blocco delle retribuzioni tabellari e pensioni al livello conseguito nel 2007 e infine introduzione del tetto di 240 mila euro alle medesime retribuzioni. Si è inoltre resa più efficiente e controllata la gestione amministrativa, anche grazie all'introduzione del bilancio di cassa e del bilancio pluriennale, contribuendo a ridurre in misura consistente la stessa spesa discrezionale per beni e servizi, scesa dal 31 dicembre 2006 ad oggi da 26 a 22,09 milioni di euro, nonostante l'inflazione di circa il 13% maturata da allora e la maggiorazione degli oneri fiscali (in particolare l'IVA). Gli effetti di tali provvedimenti si sono prodotti a partire dalla loro adozione e hanno inciso pertanto innanzitutto - per usare le parole dell'autore dell'articolo - sulla "corte" del Presidente Napolitano.
c) la riduzione della spesa prevista per il personale distaccato non riguarda il personale addetto agli staff del Presidente della Repubblica e dei suoi Consiglieri, ma esclusivamente il personale addetto alla sicurezza, drasticamente ridotto di 321 unità rispetto al 31 dicembre 2006.

Tanto basta a dimostrare che la riduzione della dotazione a 224 milioni di euro è l'effetto di una oculata gestione avviata fin dal 2006 su impulso lungimirante del Presidente Napolitano dinanzi a polemiche egualmente infondate e nel merito opposte a quella di Libero: l'avere cioè mantenuto a un livello troppo elevato gli oneri del Quirinale. Nulla, comunque, che possa far pensare ora a una decisione estemporanea diretta a danneggiare il nuovo Presidente della Repubblica.

Donato Marra
Segretario generale della Presidenza della Repubblica

17 gennaio 2015


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