Presidenza della Repubblica

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COMUNICATO - PRIMO MANDATO

Testo integrale della Nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2011 dell'Amministrazione della Presidenza della Repubblica

1. La dotazione a carico del bilancio dello Stato.

Il bilancio di previsione dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2011 è stato impostato sulla base di una richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato di 228 milioni di euro. In sede di bilancio pluriennale si è altresì mantenuta ferma tale dotazione per l'intero triennio 2011-2013.
Tali decisioni sono state comunicate dal Segretario generale al Ministro dell'economia e delle finanze già in sede di richiesta della dotazione per il 2011 con lettera in data 31 agosto 2010 e pertanto già recepite nel bilancio di previsione dello Stato per il 2011 e il triennio 2011-2013.
Si è così rinunciato per un consistente arco di tempo all'adeguamento della dotazione, anche nel limite del tasso di inflazione programmata, riportandola sostanzialmente - con la riduzione della dotazione per il 2010 di 3.217.000 euro rispetto al 2009 - al livello del 2008, come dimostra la seguente serie storica dell'andamento della dotazione finanziaria: 2007: euro 224.000.000; 2008: euro 227.800.000; 2009: euro 231.217.000; 2010,2011,2012,2013: euro 228.000.000.
Si è conseguita in tal modo una significativa riduzione dell'incidenza della dotazione sulla spesa complessiva del bilancio dello Stato.

2. Le misure di riduzione della spesa.

Questi risultati sono stati resi possibili dalla progressiva entrata a regime delle misure di contenimento della spesa, di razionalizzazione delle strutture amministrative e di revisione delle procedure contabili di controllo e programmazione adottate dal Segretariato generale a partire dall'inizio del settennato su impulso del Presidente della Repubblica.
A tali provvedimenti, di cui si è dato analiticamente conto nelle note illustrative dei singoli bilanci annuali di previsione, rese pubbliche con appositi comunicati e consultabili sul sito del Quirinale - ai quali per brevità si rinvia - si sono successivamente affiancati i Decreti presidenziali attuativi della manovra finanziaria del Governo (approvata con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni nella legge n. 122 del 30 luglio 2010), che sono stati adottati nei termini stabiliti e illustrati nel comunicato del 28 dicembre 2010 - che ha avuto ampi e positivi riscontri negli organi di informazione - al quale pure si rinvia.
Nel paragrafo conclusivo di questa nota si provvederà ad una analitica quantificazione delle economie derivanti dalle più significative misure di contenimento della spesa assunte sia autonomamente sia in attuazione della manovra suindicata, nonché alla definizione delle somme che il Segretariato generale si impegna a restituire al Ministero dell'economia e delle finanze nel triennio 2011-2013, per essere riassegnate al fondo per l'ammortamento dei titoli del debito pubblico.

3. Situazione del personale.

Grazie al mantenimento del blocco del turn over del personale di ruolo, avviato fin dal 2006, ed alla progressiva riduzione del personale distaccato, comandato e a contratto, il personale complessivamente a disposizione dell'amministrazione si è ridotto rispetto al 31 dicembre 2006 di ben 374 unità (144 per il personale di ruolo, 5 per il personale comandato e a contratto e 225 per il personale distaccato), di cui 72 nel corso del 2010.
Alla data del 31 dicembre 2010 il personale di ruolo ammonta a 843 unità (144 in meno rispetto al 31 dicembre 2006, di cui 36 nel corso del 2010) così ripartite: 74 appartenenti alla carriera direttiva, 97 alla carriera di concetto, 204 alla carriera esecutiva e 468 alla carriera ausiliaria.
Al riguardo si osserva che il processo di riduzione del personale, che è proseguito anche nel 2010, trova comunque un limite oggettivo nella necessità di mantenere adeguati livelli di funzionalità, ai quali hanno peraltro contribuito in maniera sensibile l'aumento dell'orario di lavoro e la riduzione delle ferie adottati nel corso del 2010. Anche in considerazione delle vacanze che si sono determinate rispetto alla pianta organica tuttora vigente, ormai salite complessivamente a 300 unità, è in corso di svolgimento nel rispetto dell'art. 97 della Costituzione un primo concorso pubblico per il reclutamento di sei ragionieri, e sono previsti nel corso del triennio altri concorsi pubblici per un limitato numero di posti della carriera direttiva e di quella di concetto per il profilo professionale di documentarista.
Il personale non di ruolo, comandato e a contratto, destinato per la sua natura fiduciaria a concludersi nell'ambito del settennato, ammonta a 103 unità, con una riduzione di 5 unità rispetto al 31 dicembre 2006, di cui 77 unità in posizione di comando e 26 unità a contratto.
Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 861 unità (di cui 258 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri) con una riduzione rispetto al 31 dicembre 2006 di 225 unità, di cui 42 nel corso del 2010, grazie alla prosecuzione della revisione e razionalizzazione dei servizi ritenuti strettamente indispensabili, compiuta d'intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza.

4. L'andamento della spesa.

La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e dei fondi di riserva, ammonta a 244,59 milioni di euro (236,28 milioni di euro al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). La dinamica della spesa evidenzia quindi un incremento di 7,7 milioni di euro rispetto al bilancio di previsione per il 2010 e di 2,4 milioni di euro rispetto al dato assestato 2010. Quest'ultimo aumento, pari all'1,02%, è inferiore al tasso d'inflazione previsto per l'anno in corso ed imputabile esclusivamente all'aumento della spesa pensionistica, a dimostrazione dell'efficacia superiore al previsto delle misure di contenimento della spesa relativa al personale in servizio.
Infatti, esaminando più analiticamente l'andamento della spesa per il personale in servizio e in quiescenza, che costituisce il 90,7% della spesa, si rileva che la spesa per il personale in servizio registra, rispetto al dato assestato 2010, un ulteriore calo, passando da circa 131 milioni a 129,4 milioni di euro (52,92 per cento della spesa complessiva). Rispetto al dato assestato 2008, il calo è ancora più sensibile (complessivamente - 9,4 milioni di euro). Per il 2012 e il 2013 la previsione di spesa è ancora in diminuzione, pur non apparendo ragionevolmente prevedibile, per la sopra ricordata necessità di provvedere ad alcune sia pur limitate assunzioni, che il trend discendente possa avere la medesima intensità degli ultimi anni.
Invece la spesa pensionistica - che, come è noto, per gli organi costituzionali rimane a carico dei rispettivi bilanci - è prevista in aumento per la naturale dinamica dei pensionamenti e passa da 88,5 milioni di euro del bilancio assestato 2010 a 92,3 milioni di euro del bilancio di previsione 2011. Ne deriva un inevitabile incremento dell'incidenza della spesa pensionistica - per sua natura caratterizzata da elevata rigidità - sulla spesa complessiva che, negli ultimi tre anni, è passata infatti dal 32,5 per cento del bilancio assestato 2008 al 37,8 per cento del bilancio 2011. Deve dunque rilevarsi che poco meno del 40 per cento della spesa complessiva è assorbito dalla corresponsione di trattamenti pensionistici anche risalenti nel tempo.
Proprio per cercare di contenere la dinamica della spesa del comparto pensionistico, è stata di recente modificata in modo incisivo la normativa dei pensionamenti anticipati di anzianità, fissando a regime il limite di 60 anni di età e 35 di anzianità utile al pensionamento e introducendo misure dissuasive con la previsione di significative riduzioni dei trattamenti pensionistici.
La spesa per beni e servizi, pari a 22,8 milioni di euro (9,3% della spesa totale), in diminuzione di 1,1 milione di euro rispetto alla corrispondente previsione del bilancio 2008, risulta stabile rispetto alla previsione per il 2010.
L'andamento di tale spesa non è ulteriormente comprimibile nell'area della manutenzione e della valorizzazione delle opere architettoniche e dei beni artistici. Proseguono, infatti, gli interventi per il recupero e il restauro di affreschi e del patrimonio di arazzi ed arredi di pregio collocati in ambienti di rappresentanza, nonchè quelli per le manutenzioni urgenti e per l'adeguamento alle norme sulla sicurezza del lavoro degli ambienti di rappresentanza e di servizio dell'intero compendio: risultato tanto più significativo a fronte delle consistenti riduzioni delle somme stanziate sul competente capitolo 7340 del Ministero delle infrastrutture per la manutenzione straordinaria degli immobili della dotazione. Tra le attività culturali e di rappresentanza si rammentano inoltre le iniziative legate quest'anno alle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. L'esigenza di contenimento delle spese non ha quindi penalizzato l'impegno per la fruizione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed ambientale: le economie sono state realizzate nell'acquisto di beni strumentali e con una parsimoniosa attenzione ai consumi, grazie alla modernizzazione ed oculata gestione degli impianti e alla adozione di misure di risparmio energetico.

5. Quantificazione delle economie realizzate e definizione delle somme da restituire al Ministero dell'economia e delle finanze.

Le economie conseguite con le misure più significative adottate autonomamente nel periodo che va dall'inizio del settennato al 31 dicembre 2010 ammontano complessivamente a 48.119.404 euro, così ripartite: 4.837.238 euro per il contenimento della spesa per beni e servizi, 19.184.358 euro per il blocco del turn over, 10.937.074 euro per la riduzione del personale comandato e distaccato e la riduzione delle relative indennità, 7.223.958 euro per il mancato adeguamento delle retribuzioni al tasso di inflazione programmata a partire dal 2008, 3.145.352 euro per la nuova regolamentazione del lavoro straordinario, 2.009.965 euro per la revoca degli incarichi particolari e la riforma dell'Amministrazione con l'istituzione delle aree funzionali e delle unità operative, 781.459 euro per la soppressione dell'indennità informatica.
Le economie conseguenti alle misure attuative della manovra finanziaria adottata dal Governo con il decreto-legge n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 122 dello stesso anno ammontano complessivamente nel triennio a 9.678.600 euro, così ripartite: 1.569.600 euro a seguito del prelievo del 5 e del 10 per cento sugli stipendi superiori a 90.000 e 150.000 euro e 8.109.000 euro per il mantenimento del blocco dell'adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni al tasso di inflazione programmata e per il blocco delle progressioni automatiche di anzianità dei livelli stipendiali più elevati. Per la riforma della disciplina dei pensionamenti anticipati di anzianità e le connesse misure dissuasive attraverso significative riduzioni dei trattamenti pensionistici non è possibile una puntuale e attendibile quantificazione delle economie conseguenti, peraltro certe in particolare nel triennio 2011-2013.
Sulla base delle suindicate quantificazioni e in conformità alle determinazioni assunte dagli organi costituzionali il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica si impegna a restituire complessivamente al Ministero dell'economia e delle finanze nel corso del triennio 2011-2013 la somma di 15.048.000 euro, pari al 6,6 per cento della dotazione (e al 10 per cento della spesa complessiva al netto di quella pensionistica, analogamente alle altre amministrazioni pubbliche).
All'importo conseguente alle misure specificamente attuative della manovra del Governo,
come sopra quantificato, si aggiungono quindi 5.369.400 euro a carico delle economie realizzate con le misure autonomamente adottate nel corso del settennato fino al 2010. La restante parte delle suddette economie, pari a 42.750.004 euro, è in misura prevalente riassorbita dal congelamento della dotazione al livello del 2008 per il periodo 2010-2013 e per la parte residua destinata a finanziare un bilancio che prevede una eccedenza della spesa rispetto a tale dotazione nonchè a precostituire un fisiologico fondo di riserva, anche in considerazione della circostanza che dal 2014 cesseranno gli effetti della manovra e tenderanno ad esaurirsi quelli delle altre misure di contenimento della spesa.
Dai dati che precedono risulta che il tempestivo avvio fin dall'inizio del settennato, su impulso del Presidente Napolitano, delle iniziative necessarie per un incisivo contenimento delle spese dell'amministrazione del Quirinale ha consentito di conseguire questo risultato e insieme di assolvere in modo significativo - nell'ambito dell'autonomia propria di un organo costituzionale e con il consenso delle organizzazioni sindacali - agli obblighi imposti dalla manovra del Governo senza rinunciare alle necessarie spese di investimento, come già rilevato nell'esame dell'andamento della spesa per beni e servizi, e garantendo altresì la piena efficacia delle attività di supporto alle funzioni istituzionali del Presidente della Repubblica.
La Segreteria generale sente perciò il dovere di ringraziare pubblicamente i vertici dell'amministrazione - che annovera tra l'altro ben sette donne, di cui cinque alla direzione di importanti Servizi e due titolari di incarichi individuali di livello dirigenziale -, le rappresentanze sindacali e il personale tutto, che nei diversi livelli di responsabilità ha collaborato con lealtà ed intelligenza all'attuazione delle riforme e si è impegnato con generosa dedizione nell'assolvimento dei propri doveri.
Infine, sui ricorrenti confronti con le Amministrazioni di altri Capi di Stato sia consentito per brevità rinviare alle ampie e documentate considerazioni già sviluppate nelle precedenti note illustrative dei bilanci per gli anni 2008, 2009 e 2010, sotto il profilo della diversità sia delle funzioni sia dei criteri contabili di imputazione delle spese, con particolare riguardo a quelle pensionistiche. Quanto alla richiesta più volte reiterata, anche di recente, di trasformare almeno parte del Quirinale in un museo, si fa presente che, come già del resto osservato nella parte di questa nota relativa alle spese per acquisti di beni e servizi, già oggi l'Amministrazione gestisce l'intero Palazzo anche come tale, provvedendo alle necessarie attività di manutenzione e restauro e assicurando la più ampia fruizione da parte del pubblico.

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