Presidenza della Repubblica

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I PRESIDENTI EMERITI

Giuseppe Saragat
Presidente della Repubblica, 1964 - 1970.


MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIUSEPPE SARAGAT


Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1969



ITALIANI,

L'ANNO CHE SI CHIUDE HA MESSO ALLA PROVA LA COSCIENZA CIVICA DEGLI ITALIANI CON FATICHE, DOLORI E PURTROPPO ANCHE LUTTI, IL PIÙ RECENTE DEI QUALI E INSIEME IL PIÙ STRAZIANTE È QUELLO CHE SOFFRIMMO IL 12 DICEMBRE, IN CONSEGUENZA DEI FATTI ESECRANDI DI MILANO; MA QUESTA PROVA, QUESTA DURA PROVA, È STATA SUPERATA.

I LAVORATORI HANNO OTTENUTO A PROPRIO VANTAGGIO UNA PIÙ EQUA RIPARTIZIONE DEL REDDITO NAZIONALE. NON DIMENTICHIAMO CHE GLI OPERAI - I MERAVIGLIOSI OPERAI ITALIANI - SONO I PRINCIPALI ARTEFICI DEL MIRACOLO ECONOMICO. E ACCANTO A LORO SONO I CREATORI DI TANTE MEDIE E PICCOLE INDUSTRIE, ANCH'ESSI IN GRAN PARTE DI ORIGINE OPERAIA, ED ALTRI BENEMERITI IMPRENDITORI.

IL PROBLEMA OGGI È DI DIFENDERE IL POTERE D'ACQUISTO DEI MIGLIORATI SALARI E STIPENDI, DELLE PENSIONI, NONCHE' LA SICUREZZA DEL RISPARMIO, COME PURE DI AUMENTARE IN MODO MASSICCIO I POSTI DI LAVORO.

PER CONSEGUIRE QUESTI RISULTATI CHE DOVRANNO GARANTIRE IL LIVELLO DI L VITA RAGGIUNTO DAI LAVORATORI E GETTARE LE PREMESSE SICURE PER IL SUO ULTERIORE PROGRESSIVO MIGLIORAMENTO NON C'È CHE UNA SOLA STRADA: QUELLA DELLA DEMOCRAZIA.

IL PERICOLO PIÙ APPARISCENTE - BENCHE' OBIETTIVAMENTE NON IL PIÙ GRAVE - È COSTITUITO DALLA VIOLENZA, CHE PUR LIMITATA A PICCOLE MINORANZE TURBA PROFONDAMENTE LA VITA DEL PAESE, SEMINA LA SFIDUCIA NELLA CAPACITÀ DELLE LIBERE ISTITUZIONI DI GARANTIRE UN ORDINATO PROGRESSO E CREA IL CLIMA NEL QUALE POSSONO MATURARE ORRENDI EPISODI DI DELINQUENZA COME QUELLO CHE HA INSANGUINATO MILANO E GETTATO NEL LUTTO L'ITALIA.

QUANTO PIÙ SI ESTENDERÀ LA CONVINZIONE CHE LA VIOLENZA È STERILE, TANTO PIÙ LE MINORANZE VIOLENTE E FAZIOSE SI TROVERANNO ISOLATE E POSTE IN CONDIZIONI DI NON NUOCERE.

IL MIRACOLISMO DELLA VIOLENZA - COME HO GIÀ AVUTO OCCASIONE DI DIRE IN ALTRA CIRCOSTANZA - DERIVA SOSTANZIALMENTE DA DEBOLEZZA MORALE. I PROBLEMI UMANI GRAVI, DOLOROSI, DIFFICILI, ESIGONO, PER ESSERE RISOLTI, FATICA, LAVORO, SENSO DI RESPONSABILITÀ, SACRIFICI. CREDERE DI RISOLVERLI FACENDO AFFIORARE QUANTO DI PEGGIO C'È NELLA NATURA UMANA È ASSURDO. CIÒ CHE SI RICHIEDE INVECE È ESPRIMERE QUANTO DI MEGLIO C'È NELL'UOMO, OSSIA LA FORZA DEL LAVORO, LA PERSEVERANZA, IL CORAGGIO, LA BONTÀ.

LA VIOLENZA È AGLI ANTIPODI DI QUELLA FORMA DI GENEROSA RIBELLIONE CHE ANIMA LA GIOVENTÙ CONTRO OGNI INGIUSTIZIA E CHE OGGI SI CHIAMA CONTESTAZIONE, MA CHE SOTTO NOMI DIVERSI È VECCHIA QUANTO IL MONDO.

SE LA CONTESTAZIONE, ANCHE QUELLA MOSSA DAGLI IMPULSI PIÙ GENEROSI, TRASCENDE IN ATTI VIOLENTI CHE MINANO LA BASE DEL SISTEMA DEMOCRATICO O ADOMBRA FORME POLITICHE IN CUI LA LIBERTÀ È SOFFOCATA, CONTRADDICE SE STESSA E DISTRUGGE ANZICHE' CREARE. LA GIUSTIZIA SOCIALE - PERCHE' È DI QUESTO CHE SI TRATTA - SI AFFERMA AL VERTICE DI UNO SVILUPPO DI LIBERTÀ, DI TOLLERANZA, DI RISPETTO DELLE OPINIONI ALTRUI, DI VERA COLLABORAZIONE UMANA A UN'OPERA COMUNE, OSSIA CON LA DEMOCRAZIA.

MA L'OSTACOLO MAGGIORE AL CONSOLIDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA DERIVA DALL'AFFIEVOLIRSI DELLA FEDE NEI VALORI CHE STANNO A FONDAMENTO DELLA NOSTRA COSTITUZIONE REPUBBLICANA; E DI CUI LA VIOLENZA NON È CHE UN ASPETTO.

HO AVUTO OCCASIONE OR SONO DUE ANNI DI PARLARE DI CRISI ETICO-POLITI CA. COME QUESTA CRISI SI SIA MANIFESTATA SI PUÒ RIASSUMERE IN BREVE: ESSA CONSISTE NELLA INSUFFICIENTE O ERRATA UTILIZZAZIONE DEI MEZZI DI CUI LA DEMOCRAZIA DISPONE PER RISOLVERE I PROBLEMI UMANI. E POICHE NON ESISTE ERRORE POLITICO CHE NON ABBIA LA SUA CAUSA IN UNA DEFICIENZA DI ORDINE MORALE, NE CONSEGUE CHE È IN UN RISVEGLIO DELLA COSCIENZA DEMOCRATICA CHE SI DEVE CERCARE IL RIMEDIO. SI PREFERISCE INVECE DA TALUNI L'ABDICAZIONE AI PROPRI DOVERI, LASCIANDO PESARE FATALISTICAMENTE SULLE NOSTRE LIBERE ISTITUZIONI L'IPOTECA DI UNA CRISI CHE POTREBBE INVECE ESSERE SANATA , DA UN RITORNO DA PARTE DI TUTTI A UN MAGGIORE SENSO DI RESPONSABILITÀ, A UN MAGGIORE CORAGGIO MORALÈ.

NELLA DEMOCRAZIA E SOLTANTO NELLA DEMOCRAZIA POSSONO ESSERE RISOLTI I PROBLEMI UMANI.

I LIVELLI PIÙ ALTI DI PROGRESSO POLITICO, ECONOMICO, SOCIALE LI VEDIAMO RAGGIUNTI DALLE DEMOCRAZIE GIÀ CONSOLIDATE IN CUI LA LIBERTÀ DI OGNUNO È VERAMENTE LA CONDIZIONE DELLA LIBERTÀ DI TUTTI, DOVE GLI INVIOLABILI DIRITTI DELLA PERSONA UMANA TROVANO IL LORO APPAGAMENTO NELL'AMBITO DI UNA SOCIETÀ IN CUI TUTTI SONO PARTECIPI IN EQUA MISURA DEL PROGRESSO ECONOMICO; DI UNA SOCIETÀ IN CUI GIUSTIZIA SOCIALE E LIBERTÀ SONO I DUE ASPETTI DI UNA STESSA REALTÀ UMANA.

FACCIO PERCIÒ APPELLO A TUTTI I CITTADINI PERCHE' LA FIDUCIA NELLE NOSTRE LIBERE ISTITUZIONI NON VENGA MENO, PERCHE' SI RISVEGLI IN TUTTI LA CONSAPEVOLEZZA DEI PERICOLI CUI ANDREMMO INCONTRO SE DOVESSIMO LASCIARLE DETERIORARE.

LA PRIMA CONSEGUENZA SAREBBE UN ALLONTANAMENTO DELL'ITALIA DALL'EUROPA DEMOCRATICA, ALLA CUI UNITÀ, CON L'INTEGRAZIONE DELLA GRAN BRETAGNA, GUARDIAMO COME A UN TRAGUARDO FONDAMENTALE DI EQUILIBRIO NEL MONDO E DI PACE NELLA GIUSTIZIA. VOLTANDO LE SPALLE ALL'EUROPA DEMOCRATICA VEDREMMO SCENDERE IL LIVELLO DI VITA DI TUTTI E IN PARTICOLARE DEI LAVORATORI; LIVELLO DI VITA LEGATO AL CONSOLIDARSI E ALL'ESTENDERSI DEL MERCATO COMUNE A NUOVI PAESI.

LE CONQUISTE FATICOSAMENTE REALIZZATE DURANTE UN QUARTO DI SECOLO DALLA LIBERAZIONE AD OGGI SAREBBERO COMPROMESSE E GRAVI SAREBBERO I CONTRACCOLPI PER LE NOSTRE LIBERE ISTITUZIONI.

BISOGNA INVECE ANDARE AVANTI CORAGGIOSAMENTE SULLA VIA DELLA DEMOCRAZIA ATTUANDO LE RIFORME CHE LA COSTITUZIONE TASSATIVAMENTE PRESCRIVE.

BASTERÀ CITARE LA SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO 3: "È COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE, CHE, LIMITANDO DI FATTO LA LIBERTÀ E L'EGUAGLIANZA DEI CITTADINI, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA E L'EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI ALL'ORGANIZZAZIONE POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE ". E L'ARTICOLO 4: "LA REPUBBLICA RICONOSCE A TUTTI I CITTADINI IL DIRITTO AL LAVORO E PROMUOVE LE CONDIZIONI CHE RENDONO EFFETTIVO QUESTO DIRITTO ".

È TUTTO UN VASTO PROGRAMMA DI CREAZIONE EFFETTIVA DI POSTI DI LAVORO E DI CONDIZIONI DI VITA UMANA CHE VIENE PREFIGURATO COME COMPITO PRECIPUO DEI LEGISLATORI CON LA COLLABORAZI9NE DI TUTTO IL POPOLO.

MOLTO È STATO FATTO NEL CORSO DEI VENTI ANNI CHE SONO TRASCORSI DA QUANDO LA COSTITUZIONE È DIVENTATA LA LEGGE SUPREMA DELLO STATO, MA MOLTO RESTA DA FARE. OCCORRE CREARE POSTI DI LAVORO PER LE NUOVE LEVE DI OPERAI, CONTADINI, IMPIEGATI, GIOVANI DIPLOMATI O LAUREATI.

IL NUMERO DI COLORO CHE HANNO UNA OCCUPAZIONE REMUNERATA IN RAPPORTO ALLA TOTALITÀ DELLA POPOLAZIONE È INFERIORE A QUELLO MEDIO DEI PAESI EUROPEI INDUSTRIALMENTE PIÙ AVANZATI. INOLTRE UN GRAN NUMERO DI LAVORATORI DEVE EMIGRARE PER VIVERE E FAR VIVERE LE PROPRIE FAMIGLIE.

MA IL POSTO DI LAVORO NON È SUFFICIENTE.

PER GARANTIRE IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA È INDISPENSABILE UNA CASA DECENTE, UN OSPEDALE DECENTE, UNA SCUOLA VALIDA.

IN ITALIA L'AZIONE PER AFFRONTARE IN MODO ORGANICO QUESTI PROBLEMI È ALLE PRESE CON L'IRROMPERE DEI BISOGNI DEI LAVORATORI CHE SI SONO ACCRESCIUTI COME CONSEGUENZA DELL'IMPETUOSO SVILUPPO ECONOMICO.

CON QUALI MEZZI AFFRONTARE QUESTI PROBLEMI ?

COME PER TUTTI I PROBLEMI UMANI LA RISPOSTA È CONDIZIONATA DAL COMPORTAMENTO DEI CITTADINI, VALE A DIRE DAL SENSO DI RESPONSABILITÀ DI TUTTI E IN PARTICOLARE DELLA CLASSE DIRIGENTE.

SE LE DECISIONI DEI CITTADINI, A COMINCIARE DAI PIÙ ABBIENTI, SARANNO FAVOREVOLI ALLA FORMAZIONE DEL RISPARMIO E PERTANTO AGLI INVESTIMENTI, LE IMPRESE POTRANNO NON SOLTANTO FUNZIONARE A PIENO RITMO, MA AMPLIARE LA LORO ATTIVITÀ ASSICURANDO LA CREAZIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO.

D'ALTRO CANTO LO STATO, LE PROVINCIE, I COMUNI, GLI ENTI PREVIDENZIALI, GRAVATI DA UN IMPONENTE CARICO DI DEBITI E DI IMPEGNI NON ASSOLTI, DEBBONO MEDITARE SERIAMENTE SUL RAPPORTO CHE ESISTE TRA I COSTI DEL LORO FUNZIONAMENTO E I LORO COMPITI ISTITUZIONALI.

NON CI SONO RICETTE MIRACOLOSE PER RISOLVERE QUESTI PROBLEMI. LA LORO RISPOSTA È - RIPETO - NEL SENSO DI RESPONSABILITÀ DI TUTTI I CITTADINI.

L 'IMMENSA FORZA PRODUTTIVA DEI LAVORATORI ITALIANI È IN GRADO DI ASSICURARE I MEZZI PER IL CONTINUO SVILUPPO DEL PAESE. E' NECESSARIO PERÒ CHE TALI MEZZI VENGANO AMMINISTRATI CON LA CHIARA VISIONE DEGLI INTERESSI GENERALI.

ITALIANI,

ALL 'INIZIO DI QUESTO ANNO '70 DOMINA SU TUTTI I PROBLEMI QUELLO DELLA PACE, EVOCATO ANCORA UNA VOLTA DALL'ALTA PAROLA DEL SOMMO PONTEFICE.

LA PACE OGGI È LA CONDIZIONE PER LA SOPRAVVIVENZA DELL'UMANITÀ. MA LA PACE È INSIDIATA DALLA LOGICA DI POTENZA, ARGINATA DALL'EQUILIBRIO DELLE FORZE.

SPLENDE TUTTAVIA UN RAGGIO DI SPERANZA RAVVISABILE SIA NEGLI SFORZI INCESSANTI CHE GLI STATISTI DI BUONA VOLONTÀ COMPIONO PER FRENARE LA CORSA AGLI ARMAMENTI AVENDO COME TRAGUARDO IL DISARMO PROGRESSIVO SIMULTANEO E CONTROLLATO, SIA NELL'ETICA NUOVA CHE PROROMPE DALLA COSCIENZA DELL'UMANITÀ INTERA, CONSAPEVOLE CHE LA PROPRIA SOPRAVVIVENZA È LEGATA AL TRIONFO DELLA PACE.

IN QUESTA ASPIRAZIONE CHE VEDE L'ITALIA ALL'AVANGUARDIA TRA I FAUTORI DELLA PACE NELLA GIUSTIZIA E NELL'INDIPENDENZA DI TUTTI I POPOLI, RIPOSA LA SPERANZA DEL MONDO.

HO CERCATO DI TRACCIARE UN SIA PUR RIASSUNTIVO BILANCIO DI QUESTO 1969, MA INSIEME ANCHE DI SUGGERIRE LE GRANDI LINEE DI QUELLO CHE POTREMMO CHIAMARE UN ESAME DI COSCIENZA DA FARSI DA NOI TUTTI, COME CITTADINI, COME POPOLO. CONSIDERANDO CIÒ CHE È STATO FATTO, CIÒ CHE NON È STATO FATTO, E IN OGNI CASO CIÒ CHE DOBBIAMO FARE NELL'IMMEDIATO FUTURO.

ED È QUI CHE IL MIO DISCORSO SI INSERISCE NEL CLIMA CHE È PROPRIO DI QUESTI GIORNI. TRACCIATO UN ITINERARIO, CHIARITI I NOSTRI PROPOSITI E RINSALDATO IL NOSTRO IMPEGNO, DOBBIAMO CONFIDARE CHE L'AVVENIRE CORONI DI CONQUISTE E DI RISULTATI TANGIBILI LE NOSTRE SPERANZE.

DI QUESTO, APPUNTO, SI SOSTANZIANO GLI AUGURI CHE CORDIALMENTE RIVOLGO A TUTTI VOI ED A CIASCUNO DI VOI. AUGURI DI SERENITÀ, DI GIOIA E DI CONFORTO, IN UNA PAROLA, AUGURI DI BENE.

CHE IL NUOVO ANNO SIA PORTATORE DI TUTTO QUESTO PER VOI, PER LE VOSTRE FAMIGLIE E PER QUELLA GRANDE E ALTA REALTÀ CHE TUTTI CI TRASCENDE E INSIEME CI COMPRENDE: LA NOSTRA CARA PATRIA, L'ITALIA.

VIVA LA REPUBBLICA!

VIVA L'ITALIA!

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