Presidenza della Repubblica

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I PRESIDENTI EMERITI

Giuseppe Saragat
Presidente della Repubblica, 1964 - 1970.


MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIUSEPPE SARAGAT


Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1968

 

CARI CONCITTADINI,

UNA CONSUETUDINE, ORMAI CONSOLIDATA DAGLI ANNI E FAVORITA DALLA VOSTRA BENEVOLENZA, MI RICONDUCE DINANZI A VOI PER PORGERVI I MIGLIORI AUGURI E PER INTRATTENERVI BREVEMENTE SUL SENSO DEGLI EVENTI DELL'ANNO CHE FINISCE E SULLE PROSPETTIVE DELL'ANNO CHE HA INIZIO.

L'ANNO CHE FINISCE LASCIA PER TUTTI I PAESI PESANTI IPOTECHE A QUELLO CHE SORGE, MA LASCIA ANCHE UNA PROFICUA EREDITÀ DI MAGGIORI ESPERIENZE E DI MAGGIORI CONQUISTE. LE IPOTECHE PIÙ GRAVI SONO RAPPRESENTATE DALLE GUERRE IN CORSO O COVANTI SOTTO LA CENERE, DALLE CARESTIE, DALLE DITTATURE E DALL'INVASIONE DI UNA NAZIONE EUROPEA.

STANDO A QUESTI EVENTI, SI DOVREBBE CONCLUDERE CHE IL MONDO FA DEI PASSI INDIETRO INVECE DI PROCEDERE INNANZI SULLA VIA DELLA LIBERTÀ, DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE.

EPPURE NON È COSÌ. LE REAZIONI CHE TALI FATTI VIOLENTI E LUTTUOSI HANNO PROVOCATO E PROVOCANO IN TUTTI I PAESI HANNO ASSUNTO UN'INTENSITÀ SENZA PRECEDENTI NELLA STORIA DEL MONDO, UNA VASTITÀ TALE DA LASCIAR SPERARE NELL'AVVENTO DI UNA PIÙ ALTA ED OPERANTE COSCIENZA UNIVERSALE.

IL PROGRESSO MORALE DELL'UMANITÀ, UNITO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELLA TERRIFICANTE POTENZA DELLE ARMI NUCLEARI, COSTITUISCE UN FRENO SALUTARE ALLE IMPRESE VIOLENTE E CONSIGLIA TUTTI ALLA PRUDENZA E ALLA RICERCA DELLE VIE DI UNA COESISTENZA PACIFICA E DI UNA PROGRESSIVA DISTENSIONE.

ECCO PERCHE', PUR TRA DIFFICOLTÀ DI OGNI GENERE, SI STA FORMANDO UNA MORALE INTERNAZIONALE PIÙ ADERENTE AI PRINCIPII DELLA CARTA DELLE NAZIONI UNITE E AI DIRITTI NATURALI DELL'UOMO, ALLA CUI AFFERMAZIONE L'ISTINTO PROFONDO DEI POPOLI SENTE CHE È LEGATA LA COMUNE SOPRAVVIVENZA.

E' SU QUESTA STRADA CHE CAMMINA L'ITALIA, LA CUI INDIPENDENZA È GARANTITA DALLE NOSTRE FORZE ARMATE, NELL'AMBITO DEL PATTO DIFENSIVO ATLANTICO, ASSICURANDO COSÌ MAGGIOR RESPIRO ALLA NATURALE VOCAZIONE DI DISTENSIONE E DI PACE DELLA NOSTRA PATRIA.

E' SU QUESTA STRADA CHE L'ITALIA SI IMPEGNA SEMPRE PIÙ PER IL RAFFORZAMENTO E LO SVILUPPO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA E PER LA SUA ESTENSIONE ALLA NOBILE NAZIONE BRITANNICA E AD ALTRI PAESI AI QUALI SI SENTE UNITA, OLTRE CHE DA INTERESSI ECONOMICI, DA VINCOLI DI COMUNE CIVILTÀ.

DIREI CHE QUESTA È L'EREDITÀ PIÙ PREZIOSA CHE IL 1968 LEGA AL 1969, PUR SULLO SFONDO DI UNA AGITAZIONE GIOVANILE CHE, AL DI LÀ DELLE ESUBERANZE COMPRENSIBILI E DELLE INTEMPERANZE E SPECULAZIONI CHE SU QUELLA AGITAZIONE SI INNESTANO PER CORROMPERLA, SOTTOLINEA L'ASPIRAZIONE AD UN MONDO IN CUI IL DIVARIO TRA I PRINCIPI DI LIBERTÀ, DI GIUSTIZIA E DI PACE, DA TUTTI AFFERMATI A PAROLE, E DA NON POCHI CALPESTATI NEI FATTI, SIA DENUNCIATO E CANCELLATO.

NELL'ANNO CHE SI CHIUDE ABBIAMO COMMEMORATO IL 50° ANNIVERSARIO DELLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE CHE, CON LA VITTORIA DEL 4 NOVEMBRE 1918, HA PORTATO ALLA COMPLETA UNIFICAZIONE DEL TERRITORIO NAZIONALE E DEL POPOLO ITALIANO.

NON POSSO NON RICORDARE CON PROFONDA TRISTEZZA, AL TERMINE DI QUESTO ANNO, DUE SCIAGURE CHE HANNO FUNESTATO IL NOSTRO PAESE: IL TERREMOTO DI SICILIA E LE INONDAZIONI DEL PIEMONTE, QUASI AFFRATELLANDO NEL DOLORE DUE REGIONI DEL SETTENTRIONE E DEL MEZZOGIORNO.

IN PRECEDENTI MESSAGGI HO AFFERMATO, E RIPETO OGGI, CHE GLI OBBIETTIVI PRINCIPALI DELLA NOSTRA POLITICA ECONOMICA SONO QUELLI DELLA CREAZIONE DI OCCASIONI DI LAVORO PER TUTTI, DI CONDIZIONI DI VITA DECOROSE PER COLORO CHE LAVORANO E PER COLORO CHE HANNO RAGGIUNTO L'ETÀ DEL PENSIONAMENTO, DI UN'ASSISTENZA SANITARIA DEGNA DI UNO STATO MODERNO, INSIEME ALLA PIÙ AMPIA POSSIBILITÀ PER TUTTI DI ACCEDERE ALLA ISTRUZIONE PUBBLICA DI OGNI GRADO. DOBBIAMO RICONOSCERE CHE I PROGRESSI COMPIUTI VERSO IL CONSEGUIMENTO DI TALI OBIETTIVI NON APPAGANO LE NOSTRE ANSIE; MA CI CONFORTA IL CONSTATARE CHE LE CONDIZIONI ODIERNE DELLA NOSTRA ECONOMIA PERMETTONO DI ACCELERARNE IL CORSO.

IL RITMO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ITALIANO NEL 1968 È STATO DEI PIÙ ELEVATI FRA I PAESI DELL'OCCIDENTE ANCHE SE NON HA RAGGIUNTO IL LIVELLO CORRISPONDENTE ALLE CAPACITÀ DELLE STRUTTURE. LA STABILITÀ DEI PREZZI, GRAZIE ALLA SOLIDITÀ DELLA NOSTRA MONETA, HA RECENTEMENTE SUPERATO QUELLA DI QUALSIASI ALTRO PAESE OCCIDENTALE, E LE NOSTRE RISERVE VALUTARIE CI HANNO PORTATO IN QUESTO CAMPO AL TERZO POSTO NEL MONDO.

ITALIANI,

IL NOSTRO PAESE NON SI SOTTRAE AL TRAVAGLIO DI TUTTE LE ALTRE NAZIONI, ANCHE SE DA NOI ESSO SI MANIFESTA CON CARATTERI PARTICOLARI E MINORE ASPREZZA.

IO STESSO EBBI A PARLARE DI CRISI ETICO-POLITICA, E C'È CHI LA INDIVIDUA NEL FATTO CHE LA SOCIETÀ CIVILE - NELLA SUA MARCIA IMPETUOSA - È IN ANTICIPO SULLE STRUTTURE POLITICHE E SULLE CAPACITÀ DI ADATTAMENTO DEI GRUPPI POLITICI E BUROCRATICI CHE LE GESTISCONO: DI CRISI CIOÈ NEI RAPPORTI TRA CITTADINI E STATO.

C'È DEL VERO IN TUTTO CIÒ, MA IN QUESTO MODO SI COGLIE SOLO UN ASPETTO DEL PROBLEMA. LA CRISI, IN REALTÀ, È PIÙ VASTA E HA UN SIGNIFICATO PIÙ GENERALE. SI TRATTA DI UNA CRISI NEI RAPPORTI TRA I CETI POPOLARI - CONTADINI, OPERAI, IMPIEGATI DI LIVELLO PIÙ MODESTO, IN UNA PAROLA DI LAVORATORI MENO FAVORITI - E TUTTE LE CATEGORIE DIRIGENTI DELLA NAZIONE.

LA RESPONSABILITÀ POLITICA DELLA VITA DEL PAESE NON È SOLTANTO - ANCHE SE LO È PRINCIPALMENTE - DI CHI DELLA POLITICA FA LA SUA ATTIVITÀ ESSENZIALE. HANNO RESPONSABILITÀ POLITICA, HANNO CIOÈ RESPONSABILITÀ VERSO LA COSA PUBBLICA, TUTTI I CITTADINI, MA IN PARTICOLARE QUEI CITTADINI CHE A QUALSIASI TITOLO FANNO PARTE DELLE CATEGORIE DIRIGENTI. HANNO RESPONSABILITÀ POLITICA TANTO I DIRIGENTI DELLE AZIENDE QUANTO I DIRETTORI DEGLI STRUMENTI DI INFORMAZIONE DI MASSA CHE INFLUISCONO SULL'OPINIONE PUBBLICA, TANTO I MAGISTRATI CHE GIUDICANO NELLE AULE GIUDIZIARIE, QUANTO I DOCENTI CHE, NELLE SCUOLE DI OGNI GRADO, IMPARTISCONO INSEGNAMENTO AI GIOVANI; TANTO I LIBERI PROFESSIONISTI QUANTO I PUBBLICI FUNZIONARI; TANTO GLI INTELLETTUALI QUANTO I DIRETTORI DI COSCIENZE; E L'ESEMPLIFICAZIONE POTREBBE CONTINUARE.

QUESTA CRISI NASCE DAL FATTO CHE LA CLASSE DIRIGENTE NON È STATA SUFFICIENTEMENTE INTEGRATA DALL'APPORTO DI ELEMENTI PROVENIENTI DAI CETI POPOLARI. SI RITORNA COSÌ AL PROBLEMA DELLA SCUOLA CHE - PER IL RITARDO DI UNA RISOLUTIVA RIFORMA IN ATTUAZIONE DEL DETTATO COSTITUZIONALE, SECONDO IL QUALE "I CAPACI E MERITEVOLI, ANCHE SE PRIVI DI MEZZI, HANNO DIRITTO DI RAGGIUNGERE I GRADI PIÙ ALTI DEGLI STUDI" - NON HA POTUTO INTEGRARE IN MODO SUFFICIENTE LE CATEGORIE DIRIGENTI CON NUOVE ENERGIE PROVENIENTI DA QUEI CETI CHE PUR COSTITUISCONO LA MAGGIORANZA DELLA NAZIONE.

LE RIFORME IN CORSO E QUELLE PIÙ AMPIE E RISOLUTIVE CHE SI DELIBERERANNO, RISOLVERANNO QUESTO FONDAMENTALE PROBLEMA; MA NELL'ATTESA DEVE SUPPLIRE IL SENSO DI RESPONSABILITÀ DI TUTTI, E IN PARTICOLARE IL SENSO DI RESPONSABILITÀ DEGLI ATTUALI DIRIGENTI.

SI TRATTA OVVIAMENTE DI UNA CRISI DI SVILUPPO CHE HA IN SÈ I SUOI RIMEDI, GIACCHE I CITTADINI SONO PIÙ CHE MAI SOLIDALI CON LA REPUBBLICA DEMOCRATICA, EREDE DEL RISORGIMENTO E NATA DALLE LOTTE DI LIBERAZIONE. DEMOCRAZIA ALLA QUALE DOBBIAMO IL BENE SUPREMO DELLA LIBERTÀ NELL'INDIPENDENZA DELLA PATRIA, LO SVILUPPO SENZA PRECEDENTI DELL'ECONOMIA DEL PAESE, L'IMPOSTAZIONE E L'AVVIAMENTO A SOLUZIONE DEI GRANDI PROBLEMI PROPRI DELLE SOCIETÀ MODERNE PIÙ PROGREDITE.

ITALIANI,

ABBIAMO DUNQUE FEDE IN QUESTA DEMOCRAZIA, CAPACE DI SOPPERIRE ALLE SUE STESSE LACUNE, CAPACE DI ASSICURARE EFFETTIVO PROGRESSO, NELLA LIBERTÀ E NELLA GIUSTIZIA, ALLA NOSTRA CARA PATRIA. E' CON QUESTI SENTIMENTI CHE RIVOLGO A VOI TUTTI, ALLE SOGLIE DELL'ANNO CHE STA PER SORGERE, OGNI MIGLIORE AUGURIO DI PROSPERITÀ, DI SERENITÀ E DI BENE.


 

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