Presidenza della Repubblica

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I PRESIDENTI EMERITI

Giovanni Leone
Presidente della Repubblica, 1971 - 1978.

Messaggio del Presidente della Repubblica Giovanni Leone per l'inizio dell'anno scolastico

 

MESSAGGIO DEL

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIOVANNI LEONE

PER L'INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO

 

Palazzo del Quirinale, 1 ottobre 1976

 

UN BREVE SALUTO AL MONDO DELLA SCUOLA CHE OGGI HA INIZIATO UN NUOVO ANNO DI ATTIVITÀ. MI RIVOLGO AD ESSO PERCHÈ COSTITUISCE IL PUNTO UNIFICANTE DI RIFERIMENTO DEL PROGRESSO DEL NOSTRO PAESE. E CIÒ PER ADEMPIERE AD UN MIO DOVERE: QUELLO DI INTERPRETARE GLI STATI D'ANIMO E LE ISTANZE CHE CI VENGONO DALLA GENERALITA' DEI CITTADINI.

LASCIO AL MINISTRO RESPONSABILE UNA PIÙ AMPIA ANALISI DELLA TEMATICA DELLA. SCUOLA: QUELLA PARTE DI POSITIVO CHE ESSA PUÒ RIVENDICARE E NATURALMENTE ANCHE I VARI PROBLEMI ANCORA INSOLUTI, AFFIDANDO PER QUESTI ULTIMI ALLA SOLERTE OPERA DEL GOVERNO E DEL PARLAMENTO LE INIZIATIVE CHE LA COMUNITÀ NAZIONALE RICHIEDE.

MI LIMITO, IN QUESTO BREVE MESSAGGIO, A SOTTOLINEARE DUE PUNTI:

IL PRIMO RIGUARDA L'IMPEGNO UMANO CHE LA SCUOLA ESIGE DA TUTTI. DA CHI INSEGNA E DA CHI APPRENDE LA REALTÀ. È CHE IL PAESE CHIEDE PIÙ SERIETÀ NEGLI STUDI.

SERIETÀ NEGLI STUDI VUOL DIRE MAGGIORE VOLONTÀ DI CIASCUNO DI FARE LA PROPRIA PARTE, CON CONVINZIONE E CON SENSO DI RESPONSABILITÀ. IL CHE SIGNIFICA, AD ESEMPIO, CHE I DOCENTI DEVONO EVITARE CHE L'ABBANDONO DELL'ECCESSIVO NOZIONISMO SI TRASFORMI NELLA RINUNZIA AL FILONE UMANISTICO DELLA NOSTRA CULTURA, ESSENZIALE COMPONENTE DI UN'ARMONICA COSTRUZIONE DELLA PERSONALITÀ; E DEVONO SEMPRE PIÙ ESPRIMERE UN DECISO IMPEGNO DIDATTICO PER DAR VITA AD UN INSEGNAMENTO CHE - COLLEGATO ALLA VITA DEL NOSTRO PAESE ED AI SUOI PROBLEMI - SIA DIRETTO AD INFONDERE NEI GIOVANI MAGGIORI CONOSCENZE E CURIOSITÀ NUOVE ATTE A STIMOLARNE L'INTERESSE. SENZA QUESTE MAGGIORI CONOSCENZE NON C'È INSEGNAMENTO; NON C'È IDONEA PREPARAZIONE ALLA VITA ANCHE NEL CAMPO PROFESSIONALE; E QUINDI NON C'È CULTURA.

I GIOVANI DA PARTE LORO DEVONO RENDERSI. CONTO CHE SOLO APPROFONDENDO LA TEMATICA. POSTA INNANZI AI LORO OCCHI, OSSIA STUDIANDO CON PASSIONE ED ANCHE CON SACRIFICIO - LO STUDIO È ANCHE SACRIFICIO - AVRANNO QUELLA, CONSAPEVOLEZZA. E QUELLA PREPARAZIONE CHE SONO NECESSARIE PER FARE LE SCELTE DEFINITIVE.

UNA SOCIETÀ COME LA NOSTRA, PUR ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI CRISI, È IN GRADO - E, PER GLI ASPETTI IN CUI NON LO FOSSE, DEVE ESSERE POSTA IN GRADO - DI ASSICURARE AI GIOVANI IL LORO AVVENIRE E IL LORO PIENO INSERIMENTO NELLA VITA.

IL SECONDO PUNTO RIGUARDA UNA MAGGIORE PRESENZA NEGLI ORGANI DEMOCRATICI CHE SONO STATI INTRODOTTI NELLA SCUOLA. I CONSIGLI D'ISTITUTO, DI CLASSE, DI CIRCOLO NON SONO STATI CREATI CERTO PER CONSENTIRE FORME DI STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA - O PEGGIO ANCORA - DI INTOLLERANZA DI POCHI; MA PER FAVORIRE IN TUTTI - NEI GENITORI, NEI DOCENTI, NEL PERSONALE NON INSEGNANTE, E SOPRATTUTTO NEI GIOVANI - LA FORMAZIONE DI UNA COSCIENZA CIVILE AFFINCHÈ LA SCUOLA POSSA ESSERE GESTITA E REALIZZATA CON LA PIÙ AMPIA PARTECIPAZIONE. PER QUESTO CI VUOLE COERENZA, PREPARAZIONE E CORAGGIO.

NON È PENSABILE UNA SCUOLA IN CUI ABBIA SPAZIO SOLO L'INIZIATIVA DI POCHI DI FRONTE ALL'INERZIA DI MOLTI. CIÒ PUÒ COSTITUIRE UN ELEMENTO DI GRAVE SQUILIBRIO PER LA STESSA VITA DELLA SCUOLA. BISOGNA INFATTI CHE LA PRESENZA NEGLI ORGANISMI DEMOCRATICI IN ESSA E PER ESSA CREATI SIA CONSIDERATA DA TUTTI COME UN DOVERE CIVICO E DAI GIOVANI COME LA PRIMA PALESTRA PER UNA PRESA DI COSCIENZA DEI PROBLEMI SOCIALI E PER UNA PIENA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ.

SERIETÀ E PARTECIPAZIONE, DUNQUE. QUESTO CHIEDE IL PAESE.

NESSUNO RINUNZI AD ESSERE PROTAGONISTA PER RIFUGIARSI IN UNA POSIZIONE DI DISTACCO, PIÙ COMODA, MA CERTO NON LODEVOLE.

IL NOSTRO AVVENIRE INFATTI SARÀ SOLTANTO QUELLO CHE NOI SAPREMO COSTRUIRE CON FIDUCIA E CON SALDEZZA DI PROPOSITI.

 

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