Presidenza della Repubblica

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I PRESIDENTI EMERITI

Giovanni Leone
Presidente della Repubblica, 1971 - 1978.

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIOVANNI LEONE


Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1972

 

 

ITALIANI,

AFFINCHÈ QUESTI AUGURI CHE RIVOLGO A TUTTI VOI POSSANO RISPECCHIARE LA REALTÀ ITALIANA, È BENE, IN BREVE TEMPO, SOTTOPORVI ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ANNO CHE STA PER CONCLUDERSI E CERCARE QUALCHE INDICAZIONE PER IL NUOVO ANNO.

SUL PIANO POLITICO DOBBIAMO CON SODDISFAZIONE REGISTRARE CHE IL NUOVO PARLAMENTO, NATO DALLE ELEZIONI DEL 7 MAGGIO, HA GIÀ VARATO ALCUNI NOTEVOLI PROVVEDIMENTI ED È IMPEGNATO NELL'ESAME DI ALTRI IMPORTANTI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI. MA LA STRADA DA PERCORRERE È ANCORA LUNGA E DIFFICILE.

ECCO QUINDI UN PRIMO SPUNTO DI AUGURIO. CHE NON SIANO DELUSE LE VOSTRE ATTESE, LE VOSTRE ASPETTATIVE. SONO ATTESE DI GIUSTIZIA,DI RIFORME, DI PROGRESSO. NOI PENSIAMO, IN QUESTO MOMENTO, AI PROBLEMI DELLA OCCUPAZIONE, DELLA CASA, DELLA PIÙ EQUA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA, DELL'ASSISTENZA SANITARIA, DELLA SICUREZZA SOCIALE, DELLA SCUOLA, DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA. NELL'AMBITO DEI MIEI POTERI CONTINUERÒ A SOLLECITARE GLI ORGANI RESPONSABILI PER LA RISOLUZIONE DI TALI PROBLEMI.

E QUI IL PASSAGGIO È CHIARO ALLA SITUAZIONE ECONOMICA CHE STA AL FONDO DELLE NOSTRE PREOCCUPAZIONI. ESSA RESTA TUTTORA DELICATA. MA DOBBIAMO REGISTRARE ALCUNI SINTOMI DI RIPRESA.

QUESTI SINTOMI NON CI POSSONO ACCONTENTARE, MA DEVONO, ANZI, ESSERE STIMOLO PER UN COMUNE SFORZO PER COMPIERE QUESTA DIFFICILE - MA SICURA A REALIZZARE - AZIONE DI RIPRESA ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE. LE CONDIZIONI SONO TUTTE PRESENTI: CAPITALI CHE ATTENDONO UN BUON IMPIEGO, IMPRENDITORI ESPERTI ED INTELLIGENTI, TECNICI DI ALTISSIMO LIVELLO, LAVORATORI LABORIOSI, PROBI, ATTIVI CHE COSTITUISCONO L'AMMIRAZIONE DI TUTTO IL MONDO.

MA SIA CHIARO CHE L'AZIONE DI RIPRESA NON PUÒ VENIRE SOLTANTO DALL'ALTO. ALLE MISURE E AI PROVVEDIMENTI DI CARATTERE GENERALE, DEVONO CORRISPONDERE GLI SFORZI DI TUTTI NOI. CIASCUNO DEVE FARE LA SUA PARTE.

AGLI IMPRENDITORI SI CHIEDE UNA SEMPRE PIÙ VIVA CONSAPEVOLEZZA DELLE LORO RESPONSABILITÀ E UNA INIZIATIVA SEMPRE PIÙ CORAGGIOSA, QUALE CI VIENE RICORDATO DAI TEMPI SUGGESTIVI DI PRECEDENTI SVOLTE ECONOMICHE. TUTTAVIA È NECESSARIO CHE AD ESSI SI DIA LA SICUREZZA DI UN QUADRO DI RIFERIMENTO CHE VALGA PERTANTO AD ELIMINARE QUELLO STATO DI SFIDUCIA CHE È AL FONDO DELLA NOSTRA CRISI.

AI LAVORATORI ITALIANI DIRÒ LA MIA AMMIRAZIONE E IL MIO ELOGIO PER L'ATTACCAMENTO AL LAVORO E PER IL SENSO DI RESPONSABILITÀ. GLI ITALIANI AMANO LAVORARE E TROVANO NELLA QUOTIDIANA FATICA L'EBBREZZA DI CONCORRERE AL PROGRESSO DEL PROPRIO PAESE.

ED È PROPRIO PER RENDERE OMAGGIO A QUESTA GENERALE VOLONTÀ DI LAVORO DEL POPOLO ITALIANO CHE NOI DOBBIAMO RESPINGERE LE TENTAZIONI LASSISTICHE CHE SI SONO MANIFESTATE, AD ESEMPIO, IN QUESTO ANNO CON TALUNE INAMMISSIBILI PUNTE DI ASSENTEISMO DAL LAVORO.

SUL PIANO INTERNAZIONALE L'ITALIA HA SEMPRE LAVORATO PER LA PACE ESPRIMENDO LA SUA VOCAZIONE PER QUESTO, CHE È IL MAGGIORE DEI BENI DELL'UOMO E DELLA SOCIETÀ UMANA. ED È CON QUESTO SPIRITO CHE NOI DI RECENTE, ANCORA UNA VOLTA, ABBIAMO ADERITO ALL'ACCORATO APPELLO DEL PAPA RIVOLTO A TUTTE LE NAZIONI PER LA PACE FRA I POPOLI. CONTINUEREMO AD OPERARE PER LA PACE IN QUESTO SENSO E SEMPRE CON MAGGIORE IMPEGNO.

IL 1° GENNAIO DEL 1973 COINCIDE CON L'INGRESSO NEL MERCATO COMUNE EUROPEO DI TRE NAZIONI DI GLORIOSE TRADIZIONI: L'INGHILTERRA, LA DANIMARCA, L'IRLANDA. LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA SI ALLARGA E SI AVVANTAGGIA DELL'APPORTO DI QUESTE NAZIONI. MA NOI GUARDIAMO, IN LONTANA PROSPETTIVA, AD UNA COMUNITÀ POLITICA EUROPEA, PER LA QUALE CI SIAMO IMPEGNATI FIN DAI PRIMI PASSI DEL PROCESSO DI UNIFICAZIONE EUROPEA: L'ITALIA È STATA FRA LE PRIME NAZIONI EUROPEE A PERSEGUIRE UNA POLITICA , IN QUESTO SENSO. QUANDO AVREMO REALIZZATO UNA GRANDE COMUNITÀ POLITICA EUROPEA AVREMO POTUTO PORRE LE BASI PER LA RISOLUZIONE NON SOLTANTO DEI PROBLEMI ECONOMICI DEI PAESI APPARTENENTI AD ESSA,E, AD UN TEMPO, DELLE SPEREQUAZIONI REGIONALI ALL'INTERNO, MA AVREMO ANCHE POSTO E AFFINATO UN ALTRO STRUMENTO DI EQUILIBRIO E QUINDI DI PACE FRA I POPOLI.

 

ITALIANI,

SIAMO FIERI DI ESSERE UN POPOLO LIBERO! LA COSTITUZIONE, DI CUI CELEBRIAMO IL 25° ANNIVERSARIO DELLA PROMULGAZIONE, ASSICURA A TUTTI I CITTADINI LA PIÙ AMPIA SFERA DI LIBERTÀ, MA PONE ANCHE UN COMPLESSO DI DOVERI. SIAMO PERTANTO INTRANSIGENTI E GELOSI NELLA TUTELA DEI NOSTRI DIRITTI, MA SIAMO ANCHE CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE RESPONSABILITÀ.

SONO QUESTE LE POCHE COSE CON CUI VOLEVO ACCOMPAGNARE IL CONSUETO AUGURIO DI CAPODANNO.

SONO VICINO SOPRATUTTO A COLORO CHE SOFFRONO, A COLORO CHE VIVONO IN CONDIZIONI DISAGIATE: IL PENSIERO DEL LORO STATO AUMENTA IL MIO IMPEGNO.

SONO VICINO A COLORO CHE LAVORANO PER IL PROGRESSO DELL'ITALIA.

SONO VICINO IN PARTICOLARE AI GIOVANI, IL CUI VOLTO VEDO RISPECCHIATO IN QUELLO DEI MIEI  FIGLI CHE OGNI GIORNO PORTANO DELLA MIA CASA LE LORO ANSIE, LE LORO ASPIRAZIONI.

AUGURIAMO ALL'ITALIA, ALLA NOSTRA PATRIA, UN ANNO SERENO E PROSPERO.

AUGURO A TUTTI VOI OGNI BENE, ARRICCHITO DI FIDUCIA E DI SPERANZA.



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