Presidenza della Repubblica

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I PRESIDENTI EMERITI

Giovanni Gronchi
Presidente della Repubblica, 1955 - 1962.


MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIOVANNI GRONCHI



Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1958




ITALIANI,

QUESTI NOSTRI INCONTRI DI FINE D'ANNO, DIVENUTI ORMAI TRADIZIONALI, CI OFFRONO L'OPPORTUNITÀ DI VEDERE INSIEME QUANTO SI È FATTO NELL'ANNO CHE STA PER CONCHIUDERSI E QUANTO CI APPRESTIAMO A FARE IN QUELLO CHE STA PER AVERE INIZIO. 

UN FATTO DI SOMMA IMPORTANZA È DA ATTRIBUIRE ANZITUTTO ALL'ATTIVO DEL 1958: LA PACE, NONOSTANTE TALUNI AVVENIMENTI CHE HANNO TENUTO IN TREPIDAZIONE L'UMANITÀ, È STATA SALVAGUARDATA. 

L'ESIGENZA DELLA PACE È INTIMAMENTE SENTITA DA TUTTI I POPOLI, COSÌ COME LA SENTE IL POPOLO ITALIANO, IL QUALE È CONSAPEVOLE CHE, SOLTANTO IN UN CLIMA DI COMPRENSIONE, DI MUTUO RISPETTO E DI SOLIDARIETÀ, POTRÀ ESSERE PROSEGUITA L'ATTUAZIONE DI QUEI POSTULATI DI PROGRESSO E DI GIUSTIZIA CHE SONO I SUOI PREMINENTI OBIETTIVI. 

IN QUESTO SPIRITO E NELLA FEDELTÀ AI PATTI SANCITI DAL PARLAMENTO, NOI ABBIAMO POSTO E PORREMO OGNI IMPEGNO PERCHÈ SIANO MIGLIORATE LE RELAZIONI INTERNAZIONALI, FAVORENDO TUTTE LE INIZIATIVE CHE MIRINO A STABILIRE SALDE BASI DI COLLABORAZIONE FRA LE NAZIONI SIA SUL PIANO POLITICO CHE SU QUELLO DEGLI SCAMBI ECONOMICI, CULTURALI E DEL LAVORO. 

LA DICHIARAZIONE DI SAN PAOLO, FIRMATA IN OCCASIONE DEL MIO RECENTE VIAGGIO IN BRASILE, E QUELLA CONCLUSIVA DEL VIAGGIO DELL'IMPERATORE DELL'IRAN IN ITALIA, TESTIMONIANO DEI NOSTRI INCESSANTI SFORZI IN QUESTA DIREZIONE. 

UGUALE FEDE NOI ABBIAMO POSTO E PONIAMO NEL PROGRESSIVO FORMARSI DI UNA COSCIENZA EUROPEA CHE INDUCA LE NOSTRE NAZIONI DI COSÌ ANTICA CIVILTÀ A METTERE IN COMUNE LE LORO RISORSE E LA CAPACITÀ DI LAVORO. E PERCIÒ MALGRADO LE INIZIALI INCERTEZZE, NOI VEDIAMO NELLE ISTITUZIONI GIÀ CREATE, PROSPETTIVE DI SOLIDARIETÀ E DI PROGRESSO PER TUTTI.

L'AZIONE INTRAPRESA DEVE INFATTI, SECONDO NOI, AMPLIARSI PER SVILUPPARE IN UN CLIMA DI MUTUA COMPRENSIONE I RAPPORTI CON ALTRI POPOLI SOTTO LA SPINTA DI UNA ESIGENZA DI COLLABORAZIONE CHE APPARE ORMAI A TUTTI INDIFFERIBILE E NECESSARIA.

L'INGEGNO ED IL LAVORO ITALIANI, CHE TANTO HANNO CONCORSO AL PROGREDIRE DELL'UMANITÀ IN OGNI CAMPO, DOVREBBERO COSÌ TROVARE, COME MERITANO, PIÙ AGEVOLE VIA PER LA LORO PACIFICA ESPANSIONE, ED UNO DEI NOSTRI MAGGIORI PROBLEMI, QUELLO DEL POTENZIALE DI LAVORO, NON ANCORA UTILIZZATO, NE RICEVEREBBE UN CONTRIBUTO NON TRASCURABILE PER LA SUA SOLUZIONE. 

IL NOSTRO POPOLO NON HA MAI CONOSCIUTO LA RETORICA DEL SUCCESSO, TRANNE NEI RARI MOMENTI DI TENTAZIONE ALLA GRANDEZZA CHE HANNO DEVIATO IL SUO SANO REALISMO DALLE TRADIZIONI E DALLA STORIA. 

GLI ITALIANI SONO PORTATI ANZI, PER LORO TEMPERAMENTO, A PORRE L'ACCENTO SULLE DEFICIENZE E SUGLI ERRORI, VALUTANDO IN TONO MINORE O CON SPIRITO CRITICO I RISULTATI DEL LORO SFORZO COLLETTIVO, SOPRATTUTTO PER QUANTO DI CONTRIBUTO HA PORTATO A QUESTO LO STATO, CHE RAPPRESENTA E RIASSUME GLI INTERESSI COMUNI ALL'INTERA NAZIONE. 

IO VORREI ESORTARE TUTTI, RIVOLGENDO LO SGUARDO ALL'ANNO CHE ORA SI CHIUDE ED AGLI ANNI PRECEDENTI, AD APPREZZARE SENZA AMPLIFICAZIONI MA AL LORO GIUSTO VALORE, LO SPIRITO DI INTRAPRENDENZA, LA CAPACITÀ ORGANIZZATIVA, LE VIRTÙ DI SACRIFICIO CHE CI SONO NATURALI. 

GLI ASPETTI NEGATIVI SONO INSEPARABILI DA OGNI SFORZO DI RICOSTRUZIONE, SPECIALMENTE QUANDO QUESTO SFORZO È STATO ED È ANCORA, COME PER L'ITALIA, DUPLICE E QUINDI PIÙ TRAVAGLIATO E PIÙ GRAVOSO: DA UNA PARTE, DI RICOSTITUZIONE DALLE ROVINE DELLA GUERRA DELLE LIBERTÀ POLITICHE E SOCIALI E DEL SENSO DELLO STATO, DALL'ALTRA DI RICOMPOSIZIONE DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ED ECONOMICA DEL PAESE. 

L'OPINIONE PUBBLICA LIBERAMENTE E PIENAMENTE PUÒ E DEVE CONTROLLARE LO SVOLGIMENTO E GLI ATTI DELLA VITA PUBBLICA, RILEVARNE LE INSUFFICIENZE E GLI ERRORI, MA TENERE INSIEME BEN FERMA LA PERSUASIONE CHE DA OGNI MENOMAZIONE DEGLI ISTITUTI E DEL COSTUME DEMOCRATICO DERIVANO DANNI AL SANO SVILUPPO DELLA VITA NAZIONALE CHE COSTANO POI UN TRAVAGLIO LUNGO E DOLOROSO DI RIPARAZIONE. 

NESSUNO DI NOI SI INORGOGLISCE DEL CAMMINO PERCORSO, SE ANCHE GLI STRANIERI NON LESINANO AMMIRAZIONE PER IL GIÀ FATTO, MA TUTTI NE POSSIAMO TRARRE LEGITTIMAMENTE FIDUCIA PER L'AVVENIRE. 

IO SONO CERTO CHE NESSUNO MANCHERÀ DI COLLABORARE PERCHÈ MIGLIORE E PIÙ SICURO SIA RESO QUESTO AVVENIRE PER IL NOSTRO POPOLO; PRIMO FRA TUTTI, IL PARLAMENTO. ESSO, CON PIENO SENSO DI RESPONSABILITÀ, APPRONTERÀ ALACREMENTE GLI STRUMENTI LEGISLATIVI PER COMPLETARE L'EDIFICIO COSTITUZIONALE E PER ATTUARE I PROGRAMMI ECONOMICI E SOCIALI DESTINATI AD AGEVOLARE E RAFFORZARE IL NOSTRO SISTEMA PRODUTTIVO, A CREARE NUOVE E PIÙ STABILI OCCASIONI DI LAVORO, E CON ESSE MAGGIORI POSSIBILITÀ DI UNA PIÙ LARGA ED EQUA RIPARTIZIONE DEL REDDITO. 

E POICHÈ IL PROGRESSO TECNICO, PER DISPIEGARE INTERO IL SUO VALORE, DEVE ESSERE SORRETTO ED INTEGRATO DAL PROGRESSO MORALE, VORREI RICHIAMARE LA PRIMARIA IMPORTANZA DA ATTRIBUIRSI AI PROVVEDIMENTI CHE INTENDONO DARE ALLA SCUOLA UN ASSETTO PIÙ CONFACENTE ALLE ESIGENZE DI OGGI E PIÙ ATTO A FAVORIRE LA PREPARAZIONE TECNICA E CULTURALE DEI LAVORATORI, MIGLIORANDO LE LORO CAPACITÀ ED IL LORO RENDIMENTO A BENEFICIO DI LORO STESSI E DELLA COMUNITÀ NAZIONALE.

 

ITALIANI,

IL CAMMINO È ANCORA LUNGO - TUTTI NE ABBIAMO CHIARA COSCIENZA -  E MOLTE E IMPORTANTI E COMPLESSE SONO LE OPERE CUI OCCORRE ANCORA PROVVEDERE PER RAGGIUNGERE QUELLE METE DI GIUSTIZIA, DI PIENA LIBERTÀ, DI ELEVAZIONE DEL NOSTRO POPOLO, ALLE QUALI ESSO HA DIRITTO PER LE SUE QUALITÀ E PER LA SUA VOLONTÀ DI LAVORO.  MA A NESSUNO DEVE FAR DIFETTO LA FIDUCIA CHE, ASSISTENDO L'OPERA NOSTRA IL CONTRIBUTO DI CIASCUNO DI NOI E L'AIUTO DI DIO, L'AVVENIRE POTRÀ, NELLA PACE, ESSERE, PIÙ PROSPERO E SICURO ANCHE PER L'ITALIA NOSTRA. 

QUESTO È L'AUGURIO CHE OGGI INVIO A VOI TUTTI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE.

 

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