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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

12-10-1999
GERUSALEMME: VISITA AL MEMORIALE DEI MARTIRI E DEGLI EROI DELL'OLOCAUSTO DI YAD VASHEM

 

VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
NELLO STATO D'ISRAELE

VISITA AL MEMORIALE DEI MARTIRI E
DEGLI EROI DELL'OLOCAUSTO DI YAD VASHEM

Gerusalemme, 12 ottobre 1999

La visita di oggi al Memoriale dei Martiri e degli Eroi dell'Olocausto Yad Vashem è stata per me un momento di toccante e viva suggestione. Provo sentimenti di profonda commozione al cospetto dei simboli del martirio e delle sofferenze di tante vittime innocenti. Ma è anche il momento della condanna più ferma e recisa di un barbaro e feroce sterminio; nulla e nessuno potranno mai spiegare tanto orrore.

Mia moglie ed io abbiamo pregato.

Vi sarà nei prossimi giorni la Commemorazione del 56° anniversario della deportazione degli ebrei dall'Italia. Conservo nel mio cuore il ricordo della tragica esperienza degli ebrei italiani perseguitati dalla dittatura fascista e da una aberrante legislazione discriminatoria. Mi conforta rivolgere il pensiero, con sentimenti di ammirazione, ai Duecentoquaranta Giusti Italiani - ricordati nel Viale dei Giusti - e a quanti come loro che hanno sacrificato, con generoso slancio, la loro vita per soccorrere gli ebrei italiani. I perseguitati di allora entrarono a far parte di quella numerosa Italia anch'essa sofferente ma capace di generosità e solidarietà. Questi sentimenti hanno sempre distinto l'animo del popolo italiano.

Questo luogo, così denso di significato, di emozioni, rappresenta un monito che deve restare scolpito nella coscienza di tutti. L'Olocausto è parte integrante della nostra memoria: così è, così dev'essere anche per le generazioni che verranno.

L'Italia non dimentica e non dimenticherà.

Ancora adesso, in Europa e nel mondo, si ripetono purtroppo molte gravi violazioni della dignità della persona umana, molti episodi di cieca violenza etnica.

Il mio Paese pone il rispetto dei Diritti dell'Uomo al centro della sua azione internazionale e sostiene con determinazione gli sforzi per consolidare i meccanismi della loro tutela. A Roma, anche su nostro impulso, ha preso corpo l'istituzione della Corte penale Internazionale che costituirà un ulteriore tassello di quel Diritto delle genti destinato a divenire universale.