Presidenza della Repubblica

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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

11-10-1999
GERUSALEMME: CERIMONIA DI BENVENUTO

 

VISITA DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
NELLO STATO D'ISRAELE

CERIMONIA UFFICIALE DI BENVENUTO

Gerusalemme, 11 ottobre 1999


Signor Presidente di Israele,
Signore e Signori,

è questa la prima visita ufficiale in Israele del Presidente della Repubblica italiana. E' anche la mia prima visita di Stato fuori Europa. Tengo così a sottolineare sia la grande e sincera cordialità di rapporti fra i nostri due paesi, sia l'importanza che vi attribuiamo, sia la vicinanza di Israele all'Italia e all'Europa.

Una vicinanza che non è solo geografica. E' un'affinità intensa che affonda le sue radici nella storia e nella cultura delle nostre nazioni. La si avverte subito: nella luce solare, nell'ambiente naturale aspro eppure plasmato dall'operosità umana, nelle testimonianze millenarie che ci circondano.

In Israele, come in Italia, siamo circondati dalla nostra storia. Chi arriva qui dall'Italia - ed io sono arrivato da meno di due ore - non si sente lontano da casa. Mentre la strada sale e appare Gerusalemme, in alto, svettante, all'impressione di familiarità immediata, si sovrappone la forte emozione dell'approssimarsi ai Luoghi Sacri.

Mi sento particolarmente privilegiato per essere arrivato in questo momento storico. In queste settimane, in questi giorni, si sta compiendo una svolta decisiva verso la pace.

Gli amici di Israele nel mondo sperano vivamente che sia una pace duratura; che sia una pace capace di assicurare al popolo israeliano quella sicurezza cui aspira e cui ha diritto; che sia una pace foriera di crescita economica in questa regione e di benessere per tutti gli abitanti.

Questi auspici sono vivissimi in Italia. I nostri paesi sono legati da un lungo retaggio storico, da una tradizione di reciproci arricchimenti culturali, da interessi comuni e da prospettive di crescente collaborazione fra le nostre società. Sono soprattutto paesi, e popoli, amici.

Israele vanta un rapporto stretto e cordiale con i Presidenti della Repubblica italiana. Un rapporto che precede addirittura l'esistenza dello Stato di Israele e della istituzione della Repubblica, visto che il primo Presidente della Repubblica italiana, Luigi Einaudi, fu Presidente dell'Associazione Italia-Israele nel 1946.

Nel 1986, dopo una visita in Israele, conclusasi con la firma di un accordo bilaterale per la cooperazione nella lotta al terrorismo, l'allora Ministro degli Interni italiano prese l'iniziativa di fondare un'Associazione Parlamentare d'Amicizia fra l'Italia e Israele. Il suo nome era Oscar Luigi Scalfaro, che divenne poi Presidente della Repubblica italiana, mio predecessore. Alla sua elezione, nel 1992, ricevette in dono da Israele un albero di ulivo proveniente da Gerusalemme. Quell'albero è piantato nei giardini del Quirinale accanto a piante tipiche di Israele come il melograno e la palma.

Con questi sentimenti, Signor Presidente, con il desiderio di conoscere il Suo Paese e di portare una testimonianza dello spirito di amicizia dell'Italia, mi appresto ad iniziare la mia visita con profonda gratitudine a Lei, alla Sua Signora, al Governo e al popolo israeliano per l'ospitalità con cui accogliete la mia persona, mia moglie, il Ministro degli Affari Esteri Dini e l'intera delegazione.