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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

14-06-1999
DICHIARAZIONE AL TERMINE DELL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA THOMAS KLESTIL


DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
AL TERMINE DEL COLLOQUIO CON IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA
REPUBBLICA D'AUSTRIA, S. E. IL SIGNOR THOMAS KLESTIL

Palazzo del Quirinale, 14 giugno 1999


Sono stato lieto di porgere il benvenuto, qui al Quirinale, al Presidente della Repubblica Austriaca, Signor Klestil.

Abbiamo ripreso un dialogo che avevamo già iniziato molti anni fa quando io ebbi l'onore, quale Presidente del Consiglio Italiano, di essere ricevuto a Vienna dal Presidente Klestil.

In primo luogo, abbiamo constatato le eccellenti relazioni che intercorrono fra l'Austria e l'Italia. Il più bell'esempio di queste eccellenti relazioni, è proprio dato da quello che Austria e Italia hanno saputo fare per gestire un problema così delicato come quello delle diverse etnie in l'Alto Adige.

Non vi sono parole per ringraziare i nostri predecessori che furono capaci, nel lontano 1954, di trovare un accordo, che mise fine alle dispute e ai possibili conflitti e ha dato luogo all'inizio di relazioni fra Italia ed Austria che, oggi, sono di esempio per tutti.

Quello che ha fatto l'Unione Europea, con l'accordo di Maastricht e l'accordo di Schengen, è stata, direi, la conclusione di una linea che già Austria e Italia avevano fra loro avviato. Oggi le popolazioni dell'Alto Adige si trovano senza una frontiera che divida l'Italia dall'Austria, a seguito degli accordi di Schengen, e con un'unica moneta che serve per gli scambi e dell'Austria e dell'Italia.

Questa è la base dell'amicizia italo-austriaca, è un esempio che Austria e Italia danno all'intera Europa. Questo è l'esempio che offriamo anche alle popolazioni dei Balcani per risolvere i loro problemi, nel quadro di quella pace europea che è la base dell'Unione Europea nelle proprie relazioni internazionali.

Pace europea significa, nell'immediato, dare il nostro contributo pieno alla ricostruzione di quanto è stato distrutto nei Balcani. Quando parlo di distruzione, non mi riferisco solamente alle distruzioni fisiche e quindi alla necessità di ricostruire materialmente città e ponti, ma anche, e soprattutto, alla necessità di ricostruire una società civile e una vera e sana democrazia in quelle aree.

Di questo abbiamo parlato con il Presidente Klestil e con i suoi collaboratori e con questo spirito si sta svolgendo il nostro incontro. Di tutto questo sono grato al Presidente Klestil e rinnovo a lui il benvenuto della Repubblica Italiana.