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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

09-02-2006
Messaggio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a "La Gazzetta dello Sport" in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006

 

MESSAGGIO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
A "LA GAZZETTA DELLO SPORT"
IN OCCASIONE DELLE OLIMPIADI INVERNALI DI TORINO 2006

Palazzo del Quirinale, 9 febbraio 2006

Gli sportivi di tutto il mondo da questa sera guardano a Torino, alle Alpi italiane. Gli sport invernali sono appassionanti, educano a una disciplina severa, arricchiti del rapporto con una natura maestosa che spinge a guardare in alto.
Sapete che a me piace lo sport, che lo guardo volentieri in televisione. Dopo l'apertura dei Giochi seguirò con passione le gare degli Azzurri e di tutti i campioni che si affronteranno lealmente a Torino, e sui ripidi pendii delle valli piemontesi. La medaglia d'oro più importante che l'Italia vuole vincere è quella del successo dei Giochi, della loro organizzazione. Le premesse perché ciò accada, ci sono tutte.
Ho sostenuto personalmente, con convinzione, la candidatura di Torino per queste Olimpiadi. Dopo anni di sacrificio e duro lavoro, la passione degli organizzatori sarà finalmente premiata con l'apertura, questa sera, nello storico Stadio Comunale, dei XX Giochi Olimpici invernali.
Come Presidente della Repubblica devo dire che alcuni dei momenti più belli del mio settennato sono stati proprio gli incontri con i nostri atleti olimpici di Sidney, di Salt Lake, di Atene. Ho voluto sempre consegnare loro un tricolore, esortarli a cantare l'Inno di Mameli, il Canto degli italiani. In tante occasioni è stato di buon augurio. Cantatelo ancora. Gli italiani vi sosterranno.
L'Italia sportiva ha ottenuto in questi anni straordinarie affermazioni anche in sport, nobili e difficili, nei quali, in passato, stentavamo ad affermarci. Abbiamo raccolto successi, forse inattesi dal grande pubblico, ma in realtà preparati in anni di duro lavoro. Lo testimonia il costante aumento del numero di atleti italiani che si sono dimostrati all'altezza di una prova olimpica e che oggi vi partecipano. Questo è il frutto dell'impegno di tante famiglie, di associazioni e società che, spesso con poche risorse, continuano ad attirare i giovani, ad educarli ad una vita sana, al rispetto delle regole, alla disciplina del corpo e dello spirito.
Lo sport ha in sé una grande responsabilità verso la società del nostro tempo, soprattutto verso i giovani; essi guardano agli atleti con ammirazione: le loro prestazioni appassionano, spingono all'impegno. Uno sport fondato su questi valori merita il sostegno da parte delle Istituzioni, perchè migliora la nostra società. I giochi olimpici ci insegnano a competere lealmente nel rispetto pieno delle regole. Le Olimpiadi esaltano le virtù, spirituali e fisiche, dell'uomo. Rappresentano un momento di comprensione e affratellamento tra i popoli, soprattutto in questo momento storico, così tormentato.
Agli atleti partecipanti provenienti da tutti i Paesi del Mondo rivolgo, insieme ai dirigenti ed ai tecnici tutti, attraverso "La Gazzetta dello Sport", il mio più cordiale benvenuto in Italia unitamente all'augurio che possano ottenere quelle soddisfazioni che meritano e che tornino in Patria con tanti bei ricordi e il desiderio di tornare a visitare l'Italia.