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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

23-02-2006
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al rinnovato Museo Ebraico

 

INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
AL RINNOVATO MUSEO EBRAICO

Roma, 23 febbraio 2006

Presidente Paserman,
Caro Rabbino Di Segni,

sono particolarmente lieto che sia qui oggi il mio "due volte concittadino", livornese e romano, Elio Toaff. Ringrazio il Presidente Paserman per le parole che ha avuto la cortesia di rivolgermi. E' per me di grande interesse visitare questo rinnovato Museo ebraico di Roma, che raccoglie il patrimonio storico della Comunità ebraica più antica del mondo occidentale. A questo museo è affidato il compito di tramandare duemila anni di storia e di tradizione della Comunità di Roma. Ne sono testimonianza i calchi delle catacombe giudaiche di età imperiale, i codici miniati medievali, i velluti e i vestiti rinascimentali e barocchi.

Sono segni tangibili di come la storia di questa Comunità sia strettamente intrecciata con quella della città, e come con questa abbia condiviso i momenti di gioia e quelli più drammatici.

Ogni museo ha lo scopo di custodire e diffondere la memoria del passato e invitare a riflettere. So che questo Museo è visitato da molte scolaresche, non solo di fede ebraica. E' di fondamentale importanza che i giovani vengano a "toccare con mano" la Storia. I popoli, le culture, le religioni, devono dialogare tra loro per conseguire il bene comune degli uomini. Perché ci sia dialogo è necessaria la vicendevole conoscenza, il reciproco rispetto, l'accettazione dell'altro.

Conoscere è il primo passo per raggiungere questo obiettivo e il Museo ebraico di Roma può essere un importante punto di riferimento su questo difficile percorso. Si sente dire spesso che gli ebrei romani sono gli unici "veri" romani. Nessuno di noi dimentica quello che ha significato nella storia di Roma Capitale il sindaco Nathan. Così come nessun uomo della mia generazione può dimenticare la tremenda giornata del rastrellamento degli ebrei di Roma, può dimenticare la Shoah. Certo è che nel corso dei secoli la Comunità ha dato molto a Roma e all'Italia, in termini di capacità, di ingegno e di tradizioni.

Questo ultimo aspetto è testimoniato dalla "gustosa" sezione che illustra le ricette della cucina ebraica ancora vive, e apprezzate, la peculiarità del dialetto giudaico romanesco e gli antichi mestieri. Il rinnovato Museo ebraico è solo l'ultimo contributo, in ordine di tempo, a un rapporto bimillenario tra la Comunità e la Capitale d'Italia. Per questo, come Presidente della Repubblica italiana, e come cittadino onorario di Roma, sono lieto che sia qui oggi con noi il Sindaco Veltroni. Grazie.