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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

21-02-2006
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione del 40° Anniversario dell'insediamento a Roma del Nato Defense College

 

INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN OCCASIONE DEL 40° ANNIVERSARIO
DELL'INSEDIAMENTO A ROMA DEL
NATO DEFENSE COLLEGE

Roma, 21 febbraio 2006

Signor Segretario Generale dell'Alleanza Atlantica,
Signor Comandante del Collegio di Difesa Atlantico,
Signor Ministro,
Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa,
Signore e Signori,

sono lieto di ricordare oggi, con voi, il 40° anniversario dell'insediamento a Roma del Nato Defense College. L'Italia apprezza la presenza nel proprio territorio di questa struttura d'eccellenza per le attività di formazione e di ricerca accademica della Nato; continua ad offrire un pieno sostegno alle sue strutture e alla sua funzionalità. La composizione, i programmi e l'attività del Collegio riflettono l'impegno dell'Alleanza per la ridefinizione dei propri compiti, nella realtà internazionale del XXI secolo.

La Nato ha garantito per oltre cinquant'anni stabilità e sicurezza in Europa. Questa realtà ha favorito la realizzazione del progetto politico che, nell'Unione Europea, esprime la volontà di pace dei popoli europei, la loro scelta irrevocabile di vivere e di progredire insieme. L'operare congiunto della Nato e dell'Unione Europea ha concorso al processo che ha condotto al ricongiungimento all'Europa, nella libertà e nella democrazia, dei Paesi che ne erano stati esclusi dalla guerra fredda; oggi contribuisce, attraverso il partenariato con la Russia, al consolidamento della stabilità e della sicurezza nell'intero spazio europeo.

Di fronte alle minacce globali del nostro tempo, la Nato si è dimostrata capace di reagire efficacemente; ha affrontato la trasformazione, da strumento per la difesa collettiva dei suoi membri, ad organizzazione di sicurezza capace di irradiare stabilità nel mondo. Le sfide rappresentate dal terrorismo internazionale, dal moltiplicarsi delle aree di crisi, dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa sollecitano interventi multipli e complementari.

Le operazioni di stabilizzazione nei Balcani e in Afghanistan, il sostegno alla missione di mantenimento della pace in Darfur e a quella di ricostruzione in Pakistan, dopo il terremoto, dimostrano la nuova proiezione geo-politica della Nato e l'efficacia della collaborazione transatlantica.

La collaborazione transatlantica troverà nuovi benefici da un'Europa forte e credibile anche sul piano della sicurezza. L'Unione Europea è impegnata a sviluppare la sua politica di sicurezza e di difesa, come imprescindibile completamento della sua identità unitaria. L'acquisizione della dimensione militare dell'Unione Europea permetterà di rafforzare le capacità dell'Europa di condividere le responsabilità occidentali nel consolidamento della pace e della sicurezza.

L'avvicendamento del Comando Nato in Macedonia con l'operazione militare dell'Unione Europea; la missione Altea, con cui l'Unione ha assunto in Bosnia la piena responsabilità di una Forza di circa 7000 militari, 1000 dei quali italiani, sono esempi concreti di sinergia fra Nato e Unione Europea; aprono la strada ad ulteriori collaborazioni.

L'Italia identifica il proprio futuro con l'Unione Europea. Crede fermamente nel legame transatlantico. Si adopera affinché queste due dimensioni siano complementari e si rafforzino reciprocamente.

I principi di civiltà di cui l'Alleanza Atlantica è espressione costituiscono il fondamento a partire del quale Europa e Nord America possono continuare a difendere valori, interessi ed obiettivi comuni. Il partenariato euro-atlantico - sulla base di uno stretto rapporto di fiducia e di dialogo diretto - è fondamentale per rafforzare l'impegno della comunità internazionale in sostegno dei principi democratici e della primazia del diritto; nel ripudio di ogni estremismo ed aggressione alla pace.

Con questi sentimenti, formulo al Collegio di Difesa della Nato i migliori auguri per una proficua continuazione dell'attività in Italia, per il rafforzamento della cooperazione transatlantica, per il consolidamento del dialogo e della stabilità nel mondo.