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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

14-12-2005
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della cerimonia di consegna dei Diplomi di Benemerenza di Prima Classe con Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte, conferiti per l'anno 2005


INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN OCCASIONE DELLA
CERIMONIA DI CONSEGNA DEI
DIPLOMI DI BENEMERENZA DI PRIMA CLASSE
CON MEDAGLIA D'ORO AI BENEMERITI DELLA SCUOLA,
DELLA CULTURA E DELL'ARTE
CONFERITI PER L'ANNO 2005

Palazzo del Quirinale, 14 dicembre 2005


Signor Ministro,
Cari Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte,
Signore e Signori,

ringrazio Voi, Benemeriti, che del coltivare arte, scienza ed educazione avete fatto l'impegno di una vita. Voi date corpo e anima, nel vivere quotidiano, alla Cultura.
Vi ringrazio per quello che ci avete dato, con quotidiano sforzo, lavoro e impegno.
Siete la parte viva e vitale dell'Italia che guarda avanti e che vuole andare avanti.
La cultura è l'anima di un Paese, la sua linfa vitale. E' coscienza e conoscenza di sé e dell'ambiente in cui si vive. La cultura è la prima identità di un popolo.

Per l'Italia la prima Patria è stata la lingua: il tesoro comune di una lingua romanza che, già dal 1200, rifiutando le forme del "trobar clus", usciva dalle corti per cantare alto l'impegno civile e invitava, poi, con Dante e Petrarca, a ritrovare le radici di una identità comune.

L'amore per il sapere si lega saldamente alla vita civile e politica. Trova infinite e straordinarie conferme se, idealmente, ripercorriamo la nostra storia.

Le opere degli uomini di cultura, che hanno reso celebre l'Italia, parlano ancora oggi alle coscienze.

Testimoniano il ruolo insostituibile da loro svolto per favorire il progresso morale e civile dei popoli: dal Rinascimento all'età moderna fino a giungere ai tanti personaggi del Novecento. Sono tutti straordinari esempi della capacità di esprimere le inquietudini e gli ideali del proprio tempo.

La ricorrenza del centocinquantesimo anniversario della nascita di Giovanni Pascoli mi induce a ricordare la dolcezza e la ricchezza della sua poesia, la capacità di sublimare l'eterno presente, valorizzando al tempo stesso l'immenso patrimonio della tradizione. Troviamo nelle Myricae, nei Canti di Castelvecchio la vocazione a rivivere e a non far morire nulla attraverso l'eredità della parola. E ricordiamo sempre che la prima parola pronunciata da un essere umano fu "poesia".

Per l'Italia la cultura si identifica con l'Arte, con la sua capacità di esprimere nei secoli, attraverso un linguaggio universale, simboli, passioni e sogni. Per questo da tutto il mondo, in tanti sono venuti, vengono e verranno in Italia: per ritrovare le vestigia del passato e quei paesaggi, quei cieli, quei volti che hanno ispirato il genio degli artisti italici.
La cultura è bellezza. La bellezza che è racchiusa nel sorriso misterioso della Gioconda e nei disegni delle visionarie macchine leonardesche. Perché solo la vera scienza, al pari dell'arte, prefigura il futuro. Un grande maestro italiano della filologia romanza, mio compagno di studi, Aurelio Roncaglia, diceva che il genio è quello che fa fare balzi in avanti alla cultura e alla civiltà umana. La cultura è memoria. Oggi alcuni dei premi sono alla memoria di chi ha avuto cura della cultura: a questi illustri scomparsi rendo omaggio.

La cultura deve vivere nel presente. Non basta avere un patrimonio prezioso se non c'è l'impegno, la passione, la competenza di chi, nel custodirlo, lo alimenta, lo tramanda.

E noi abbiamo il dovere di sostenere la cultura e di valorizzarla, con le risorse necessarie.

Voi rappresentate esempi di eccellenza nella cura e nel progresso creativo delle scienze, dell'arte e dell'istruzione. Le onorificenze che oggi vi vengono conferite sono il riconoscimento di una lunga e proficua attività.
Siete un esempio da seguire.
I giovani che si propongono di perseguire i vostri stessi scopi con la medesima tenacia e lo stesso amore per la conoscenza che voi avete avuto, sanno che è possibile raggiungere i propri obiettivi, realizzare le proprie ambizioni.
L'Italia è un Paese ricco di intelligenze e di sensibilità. E' nell'interesse di tutti che le menti più giovani possano crescere in passione, curiosità, creatività; che abbiano le opportunità per dimostrare se e quanto possono contribuire allo sviluppo artistico, scientifico, culturale e civile della Nazione.

La famiglia, la scuola e l'università hanno il compito di trasmettere ai giovani il senso della continuità fra le generazioni: se gli anziani non ricordano e i ragazzi non sanno non c'è futuro.

Le Istituzioni devono sostenere questo compito per alimentare il gusto del sapere e per esaltare le capacità e i talenti delle nuove generazioni.

Il ruolo dell'istruzione e degli educatori è fondamentale per il progresso di tutta la Nazione. Senza il sapere non c'è crescita, non c'è sviluppo. Non c'è libertà.

Sfide importanti e impegnative ci attendono: rafforzare il processo di unificazione europea; vincere le difficoltà conseguenti ai flussi migratori; rilanciare pienamente l'economia. Anche a questi fini l'impegno del mondo dell'istruzione, della ricerca scientifica, della cultura deve essere potenziato.

La nostra cultura e la cultura europea sono il frutto di un continuo processo di scambio, di osmosi. E' un percorso che conduce verso una cittadinanza forte delle proprie radici e aperta al mondo. Rinnovo a voi Benemeriti il più vivo ringraziamento: l'Italia conta ancora sulla vostra preziosa opera.