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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

25-11-2005
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro


INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
ALLA CELEBRAZIONE DELLA
"GIORNATA NAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO"

Palazzo del Quirinale, 25 novembre 2005


Signor Presidente della Corte Costituzionale,
Signor Vice Presidente del Senato,
Signor Vice Presidente della Camera dei Deputati,
Onorevoli Ministri,
Autorità, Signori Relatori,
Cari amici,

il tema di questa Giornata, "La cura contro il cancro è la ricerca", sottolinea l'impegno che da quarant'anni la Fondazione dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro porta avanti nel segno di importanti successi ottenuti nella lotta contro i tumori. Ne è stato animatore il Professor Umberto Veronesi.

Desidero esprimere il plauso mio e quello di tutti gli italiani per questo impegno che, anche grazie alla generosità di tanti sostenitori, ha consentito di finanziare un gran numero di progetti, accuratamente selezionati e, in particolare, nel programma di quest'anno, il "Progetto tumori pediatrici del sistema nervoso".

E' un dovere di tutti anzitutto curare la malattia e ridurre la sofferenza del bambino, rassicurare e rincuorare le famiglie colpite da questa disgrazia, ravvivare la loro speranza.

Secondo il Rapporto, richiamato dal Ministro Storace, la mortalità per tumore si è ridotta, nel corso degli ultimi trent'anni, del 2 per cento annuo.

Questo promettente risultato, che rinnova la speranza di una definitiva sconfitta di questa temibile malattia, rappresenta un'ulteriore dimostrazione dell'eccellente livello raggiunto dai nostri ricercatori e, in particolare, dai giovani, che rappresentano una preziosa risorsa per il futuro.
Ci sono notizie confortanti: ad esempio la scoperta di un'efficace terapia contro i linfomi, che rappresenta la prima radioimmunoterapia autorizzata in Europa.
E ancora: gli straordinari progressi compiuti dalla ricerca biomolecolare. Attraverso la conoscenza sempre più approfondita delle origini genetiche delle malattie si realizzano terapie "personalizzate", si creano farmaci che colpiscono le cellule tumorali in maniera specifica, risparmiando le cellule sane dell'organismo portatore di malattia.
Questo approccio è stato già usato per la sintesi di farmaci impiegati nel trattamento di malattie ritenute, fino a qualche anno fa, incurabili, con risultati sorprendenti.
Occorre, quindi, adoperarsi a tutti i livelli, istituzionale, associazionistico e dei privati, per assicurare le condizioni operative indispensabili ad un proficuo impegno della ricerca oncologica.
Desidero, in particolare, esprimere il mio apprezzamento per le iniziative dei premiati di quest'anno, Riccardo Cocciante e l'Azienda Esselunga.
Dobbiamo dare maggiore impulso al lavoro delle nostre università e dei nostri Centri di ricerca. Devono essere incrementati i fondi pubblici e privati per concorrere a sostenere la ricerca, a livello nazionale ed europeo.

La ricerca deve continuare ad operare secondo un modello di collaborazione, per realizzare, con l'utilizzo delle nuove tecnologie, una fitta "rete" di collegamenti, ai fini della condivisione dei risultati raggiunti. In tal senso un esempio positivo e da sviluppare è quello della rete italiana di interconnessione tra gli Istituti Oncologici, rappresentata dall'"Alleanza contro il Cancro", istituita nel 2002 per iniziativa del Ministero della Salute.

Voglio sottolineare ancora una volta la necessità di continuare a promuovere un'attenta politica di prevenzione, fondata su corretti stili di vita.
La riduzione del numero dei fumatori dal 55 al 33 per cento negli ultimi trent'anni ha comportato una corrispondente contrazione della mortalità determinata dal cancro del polmone. Analogamente, una corretta alimentazione opera favorevolmente sull'andamento di alcuni tumori.

Un altro aspetto mi sta particolarmente a cuore.

Mi riferisco alla dimensione soggettiva del problema: l'attenzione al malato come persona "informata e cosciente", sì da porlo in grado di contribuire alla propria guarigione.

Su questa linea si pone la Carta di Parigi, predisposta in occasione del Vertice Mondiale contro il Cancro per il Nuovo Millennio, la quale detta: "I risultati clinici possono essere influenzati dallo stato generale del paziente. Il mantenimento della qualità della vita dovrebbe perciò costituire una priorità medica quanto umanitaria".

In conclusione, porre al centro della comune responsabilità e del comune impegno la persona nella sua integrità fisica e psichica è un dovere comune.

Grazie di cuore a tutti voi.