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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

15-11-2005
Dichiarazione alla stampa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al termine del colloquio con il Presidente dello Stato d'Israele Moshe Katsav, in visita di Stato in Italia


DICHIARAZIONE STAMPA DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
AL TERMINE DELL'INCONTRO CON IL
PRESIDENTE DELLO STATO DI ISRAELE
MOSHE KATSAV

Palazzo del Quirinale, 15 novembre 2005)



Ho accolto con amicizia il Presidente Katsav al Quirinale, nel vivo ricordo del nostro precedente incontro tre anni fa.

Abbiamo sottolineato innanzitutto lo speciale significato che riveste questa visita di Stato, la prima effettuata da un Presidente israeliano in Italia: consolida un legame antico, che affonda le sue radici in una storia ricca di interazioni e contatti; rinnova la determinazione dell'Italia a contribuire con equilibrio ed efficacia alla soluzione della crisi mediorientale.

Lo Stato di Israele è attore a pieno titolo della comunità internazionale, soggetto primario del diritto internazionale, espressione della massima legittimità conferita dallo storico voto delle Nazioni Unite. La sua sicurezza deve essere pienamente tutelata.

Con il Presidente Katsav abbiamo concordato sulla centralità che rivestono la pace e la stabilità nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, regioni di interesse prioritario per l'Italia e per Israele.

Questo obiettivo passa per la soluzione della crisi israelo-palestinese, per l'avvio di rapporti proficui di collaborazione tra Israele ed il mondo arabo. La persistenza della crisi in Medio Oriente mortifica le aspirazioni dei popoli israeliano e palestinese alla pace; accresce il richiamo del terrorismo nelle masse arabe diseredate; incoraggia alla contrapposizione, alla violenza, all'odio reciproco.

La sfida che abbiamo di fronte è sempre la stessa: proteggere il dialogo dalle provocazioni estremiste; guardare con fiducia e lungimiranza al negoziato. L'esempio di Yitzhak Rabin, di cui ricordiamo il coraggio e la saggezza nel decimo anniversario del suo assassinio, ci deve essere da guida. La fine dell'occupazione della Striscia di Gaza, che Israele ha opportunamente deciso e gestito con efficienza ed autorevolezza, costituisce uno sviluppo incoraggiante. Poco fa è giunta la notizia di un accordo per la riapertura dei valichi della Striscia di Gaza. Tutto ciò deve indurre a riattivare il Processo di pace, a dare attuazione serrata alla road-map.

La ricerca della pace non può essere un processo dalla durata indefinita.

Deve condurre ad un risultato tangibile entro tempi ravvicinati: due Stati, Israele e Palestina, che convivano in pace e sicurezza entro confini certi, riconosciuti, rispettati. Questo traguardo richiede impegno e dedizione da ambedue le parti. Sollecita l'Autorità palestinese ad assumersi, con decisione, piena responsabilità nella lotta al terrorismo, nel mantenimento dell'ordine pubblico, nella promozione dello sviluppo economico. Sollecita Israele a cessare ogni attività di insediamento; a facilitare la libertà di movimento dei palestinesi nei Territori; a tener conto, nella dislocazione della barriera che sta costruendo per consolidare la propria sicurezza, delle frustrazioni e delle reazioni tra i palestinesi.

Il rinnovato impegno dell'Unione Europea, in stretto raccordo con Nazioni Unite, Stati Uniti, Russia e mondo arabo, è essenziale per mantenere viva la prospettiva del processo politico.

L'Unione Europea è pronta a contribuire alla riabilitazione economica e sociale della Striscia di Gaza, ad assistere i palestinesi nei compiti necessari ad assicurare la funzionalità della loro amministrazione, a svolgere specifiche attività operative, a partire dal richiesto, attivo monitoraggio nella gestione del valico di Rafah.

A dieci anni dall'adozione della Dichiarazione di Barcellona, è necessario consolidare la fiducia nel partenariato euro-mediterraneo, quale strumento privilegiato per promuovere pace e sviluppo nel Mediterraneo ed in Medio Oriente; per rinnovare una tradizione secolare di cooperazione, vantaggiosa per tutti i Paesi della regione.

Abbiamo infine sottolineato la ricchezza di un rapporto bilaterale in piena espansione. Lo conferma lo sviluppo della collaborazione economica, scientifica, tecnologica, culturale; lo ribadisce il forte sentimento di simpatia che gli italiani avvertono nei confronti dell'amico popolo israeliano.