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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

10-05-2005
Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la Signora Maria Pia Fanfani, Presidente dell'Associazione "Together for peace foundation" e con i vincitori dei "Premi della Pace"



INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CON LA SIGNORA MARIA PIA FANFANI
PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE
"TOGETHER FOR PEACE FOUNDATION"
E CON I VINCITORI DEI
"PREMI DELLA PACE"

Palazzo del Quirinale, 10 maggio 2005



Signora Fanfani,
Illustri vincitori del Premio della pace,
Signori e Signore,

Vi accolgo con piacere oggi al Quirinale. Conosco il generoso impegno umanitario della Fondazione "Together for Peace", le iniziative di assistenza nei confronti dei bisognosi da essa attuate in diverse regioni del mondo: dall'Iraq all'Afghanistan, dall'India alla Russia, dall'Africa all'America Latina. Apprezzo l'impegno personale della Signora Fanfani, sorretto da una lunga esperienza nel soccorso ai deboli, da un vivo attaccamento alla solidarietà.

Il volontariato - l'ho detto altre volte - costituisce una risorsa essenziale di una società e di una comunità. L'Italia lo pratica con generosità ed ovunque nel mondo.

La presenza, in mezzo a Voi, di esperienze diverse rende il vostro impegno a favore dei poveri e degli emarginati, delle vittime dei disastri naturali ancor più significativo. E' basato infatti sulla conoscenza, sull'esperienza diretta.

La capacità della comunità internazionale di creare ricchezza non si è tradotta in un miglioramento delle condizioni di vita per tutti. I benefici del progresso economico e scientifico sono distribuiti in maniera ineguale: per un larga parte della popolazione mondiale, il benessere resta solo un distante miraggio; la globalizzazione l'ha però reso visibile a tutti.

E questo rende l'ineguaglianza ancora più stridente, ancora più dolorosa.

La pace è indivisibile. La sicurezza ha fondamenta fragili quando sottovaluta le esigenze dello sviluppo e dell'ambiente: solo se avremo affrontato con decisione i flagelli che tormentano centinaia di milioni di esseri umani nel resto del mondo potremo guardare con serenità al nostro avvenire di Paesi sviluppati.

Il divario tra il Nord e il Sud non è un destino immutabile. E' compito dei paesi avanzati utilizzare le grandi risorse di cui dispongono e le opportunità dell'innovazione tecnologica per promuovere il progresso comune. Questo è l'obiettivo della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, che ha definito i termini di un'alleanza solidale tra paesi ricchi e paesi poveri, per lottare insieme contro la povertà, la fame, le epidemie.

E' responsabilità dei Governi raggiungere quest'obiettivo con efficaci programmi politici ed economici. E' compito della società civile impegnarsi su progetti - non importa se grandi o piccoli - purché concreti.

La solidarietà, la tutela della dignità umana, la lotta contro la fame e l'indigenza costituiscono principi fondamentali consacrati dalla Carta delle Nazioni Unite. Essi devono vivere nelle nostre coscienze ed ispirare i nostri comportamenti.

Con questi sentimenti, e rinnovandoVi il mio apprezzamento per il vostro impegno a favore delle popolazioni più svantaggiate, porgo a tutti voi un cordiale saluto e vi incoraggio a continuare la vostra meritoria attività.