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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

24-02-2005
Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con i partecipanti al "Primo Convegno Internazionale dei Missionari italiani nel Mondo"


INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON I PARTECIPANTI AL
"PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI
MISSIONARI ITALIANI NEL MONDO"


Palazzo del Quirinale, 24 febbraio 2005


Caro Ministro Tremaglia,
Eccellenza Monsignor Belotti,
Missionari, Consoli tutti che siete qui riuniti,

rivolgo a tutti  un caloroso saluto e un convinto apprezzamento per l'orgoglio e la dedizione con cui coltivate e difendete il patrimonio di valori che, ovunque nel mondo, è pilastro e fondamento della nostra identità culturale.

Nato nel corso del '500 e del '600 il Movimento Missionario Italiano si è sviluppato in tutti i continenti del mondo, affiancando all'impegno religioso quello solidaristico nelle Americhe, nell'Africa e nell'Asia.

Ospedali, scuole, orfanotrofi sono stati in concreto il risultato di una attività e di un apostolato missionario intensi che hanno dato vita a grandi organizzazioni per l'aiuto ed il sostegno alle popolazioni più povere.

Cento anni fa l'Italia fu interessata dalla massima esplosione del fenomeno migratorio. Gran parte dei paesi, soprattutto nel nostro sud, si spopolavano: gli emigranti abbandonavano tutto ciò che era loro caro per tentare la fortuna in terre lontane. Proprio in quei momenti drammatici della nostra storia le congregazioni missionarie hanno condiviso il cammino della speranza, della solidarietà e la fatica di milioni di connazionali costretti ad espatriare in condizioni di sopravvivenza precarie, esposti al rischio di perdere i contatti con le proprie radici, la propria cultura e la propria fede.

Avete garantito una accoglienza nei porti d'imbarco e di sbarco delle gradi città, avete sviluppato una rete assistenziale, educativa, scolastica e postscolastica adatta a soddisfare i bisogni spirituali e materiali dell'emigrante. Il lavoro costante ed appassionato dei religiosi è stato in molti casi l'unico ponte per la diffusione della conoscenza della lingua e della civiltà italiana.

Mantenere viva la memoria di quel periodo di storia aiuta a comprendere le vicende ed i fenomeni del mondo attuale, ad accrescere nella coscienza collettiva la consapevolezza dei valori e dei modi dell'accoglienza, anche verso coloro che vengono a cercare fortuna in Italia e in Europa.

Oggi le nostre comunità sparse nel mondo hanno saputo costruire sulla base di una solida tradizione di sacrificio, di dedizione al lavoro, di solidarietà familiare, una presenza importante che, richiamando ed esaltando i valori caratteristici del nostro stile e della nostra visione della vita, sa essere protagonista di sviluppo economico e sociale.

Questo straordinario patrimonio arricchisce tutti i popoli e le culture, consolida l'integrazione, gli scambi, le relazioni.

In questo contesto cresce l'importanza di voi missionari. Il lavoro delle vostre organizzazioni deve misurarsi oggi con le problematiche delle nuove generazioni che vivono in una realtà multirazziale, multireligiosa e multiculturale.

E' un impegno comune da sviluppare con le Istituzioni, e il volontariato per affermare quei principi di libertà, di solidarietà, di giustizia che sono fondamento della democrazia e di ogni pacifica convivenza fra identità diverse.

Su questa via occorre continuare con entusiasmo e passione.