Presidenza della Repubblica

menu di navigazione

percorso: Presidenti /  Ciampi /  discorsi  /  discorso

DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

24-02-2005
Dichiarazione alla stampa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al etrmine del colloquio con il Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian Ilham Aliyev


DICHIARAZIONE ALLA STAMPA DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
AL TERMINE DEL COLLOQUIO CON IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL'AZERBAIGIAN
ILHAM ALIYEV

Palazzo del Quirinale, 24 febbraio 2005

 

Sono lieto di accogliere al Quirinale il Presidente Aliyev.

La Sua presenza a Roma vuole mettere in risalto l'importanza attribuita ai rapporti fra i nostri due Paesi. Da quando, quattordici anni fa, l'Azerbaigian ha proclamato la propria indipendenza, l'Italia ne ha sostenuto con simpatia ed amicizia il progresso e l'avanzamento economico e sociale.

Oggi sono maturate le condizioni per mettere a frutto le significative prospettive di collaborazione economica e culturale consolidatesi in questi anni. Innanzi tutto nel promettente settore dell'energia; ma anche nell'interscambio commerciale, negli investimenti diretti, nella costituzione di imprese miste, nelle opere infrastrutturali.

L'Azerbaigian è impegnato in un complesso processo riformistico per ampliare la certezza del diritto, rendere trasparente la vita amministrativa, modernizzare l'economia. Questo sforzo faciliterà il pieno inserimento del Paese nel condiviso spazio europeo. La partecipazione dell'Azerbaigian al Consiglio d'Europa consolida l'avanzamento di un ordinamento basato sul pluralismo democratico e sull'esercizio effettivo delle libertà fondamentali, fra cui quella di espressione e di stampa.

Tanto più sostanziali e convinti saranno i progressi dell'Azerbaigian verso questi obiettivi, tanto più ne trarrà vantaggio il percorso di avvicinamento all'Europa.

L'Unione Europea offre uno straordinario modello di riconciliazione, di stabilità e di progresso realizzato fra popoli affrontatisi per secoli in devastanti conflitti. Esso è stato reso possibile dalla volontà degli europei di vivere insieme, nella condivisione dei comuni principi di civiltà. L'entrata in vigore del Trattato costituzionale è una necessità per gli Stati membri; è la garanzia di un rapporto duraturo con i nostri vicini.

L'irradiazione, innanzi tutto ai propri confini, della certezza del diritto, del progresso morale e civile conseguiti al suo interno costituisce una responsabilità crescente dell'Unione Europea. L'ha realizzata consolidando, nella complessa situazione dei Balcani, il dialogo e la convivenza interetnica; la sosteniamo nel Caucaso, per contribuire alla stabilità ed al progresso dei Paesi della regione.

L'adesione a questi valori basilari della civiltà e del comune destino degli europei rafforzerà il partenariato dell'Unione Europea con l'Azerbaigian e con la regione caucasica, cui l'Europa è legata da antichi vincoli storici, rinnovati legami economici e culturali.