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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

14-02-2005
Brindisi del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato nella Repubblica dell'India, in occasione del Pranzo di Stato offerto in suo onore dal Presidente della Repubblica dell'India


VISITA DI STATO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN INDIA

BRINDISI AL PRANZO DI STATO OFFERTO IN SUO ONORE
DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL'INDIA

New Delhi - Palazzo Presidenziale, 14 febbraio 2005



Signor Presidente,
Signore e Signori,

La ringrazio per la cordiale accoglienza e per i sentimenti di amicizia che Ella ha voluto manifestarmi. Ho colto nelle Sue parole il calore del popolo indiano verso l'Italia.

Sono lieto di trovarmi in India, un grande Paese di antica civiltà ed un'autentica democrazia; di approfondire la conoscenza di una società che tanto ha puntato sull'istruzione, di un'economia volta ad assicurare, a un tempo, un elevato sviluppo e la sua distribuzione equilibrata nella popolazione.

India ed Italia si conoscono da secoli. I contatti e le relazioni fra i nostri popoli erano già intensi in epoca romana. Mercanti e viaggiatori italiani contribuirono a far conoscere in Europa il patrimonio artistico, culturale e spirituale dell'India; lasciarono, a loro volta, un'impronta nell'architettura e nell'arte indiana. La vita e il pensiero di Giuseppe Mazzini e del Mahatma Gandhi, artefici dell'indipendenza dell'Italia e dell'India, rivelano significativi tratti comuni: amor di Patria, amore della democrazia, ideali di fratellanza fra tutti i popoli. Le giovani generazioni trovano nel loro insegnamento una salda ispirazione etica.

Di recente, il Suo Paese, Signor Presidente, ha fatto fronte con grande dignità all'immane cataclisma che ha investito l'Asia sudorientale e che ha spezzato, anche in India, tante vite. Le rinnovo la solidarietà dell'Italia. Questo drammatico evento costituisce un severo ammonimento sull'esigenza di una maggiore cooperazione internazionale nella prevenzione delle catastrofi naturali.


Signor Presidente,

Italia e India non si conoscono ancora abbastanza. La mia visita mira a imprimere un salto di qualità alle relazioni fra i nostri due Paesi. Per darvi continuità e profondità, l'Italia ha voluto presentarsi in India - in occasione di questa visita di Stato - con aspetti significativi delle proprie peculiarità: nell'industria, nella scienza, nella cultura, nel design. Importanti capacità imprenditoriali attendono d'essere messe alla prova: dalle infrastrutture all'agroalimentare, dal turismo alle tecnologie di punta. Gli accordi firmati oggi faciliteranno un incremento degli investimenti diretti, l'afflusso di ricercatori indiani nei nostri laboratori, l'avvio di una collaborazione nel restauro dei grandi monumenti dell'India. Ho visitato e visiterò centri di formazione e di eccellenza dove scienziati dei nostri due Paesi svolgono insieme importanti ricerche; presenzierò all'inaugurazione di una mostra sull'arte contemporanea italiana.


Signor Presidente,

l'Italia è parte integrante ed autorevole dell'Unione Europea: ormai il più grande mercato economico e la più rilevante unione politica del mondo. L'Europa, sempre di più, intende esprimere una propria posizione unitaria nelle relazioni internazionali, nei rapporti con gli altri Paesi. L'India è un partner naturale dell'Unione Europea. Ci unisce l'amore della libertà e della pace fra i popoli.

Negli ultimi tempi, l'Unione Europea si è concentrata sui problemi della propria governabilità: ha portato a termine con successo la riforma delle proprie istituzioni; ha accolto dieci nuovi Stati membri. Può proiettarsi ora verso l'Asia e, in particolare, verso l'India per rinvigorire la capacità congiunta dell'India e dell'Europa di fare fronte insieme alle grandi sfide globali del nostro tempo:

il perfezionamento di un efficace sistema di sicurezza collettiva incentrato sulle Nazioni Unite; la non proliferazione delle armi di distruzione di massa; il contrasto del terrorismo e dei fondamentalismi che lo alimentano; la conservazione delle risorse naturali del pianeta.

L'Italia guarda con fiducia al ruolo dell'India nel consolidamento della stabilità e della concordia fra le nazioni. La cultura della convivenza ha radici profonde in terra indiana; si riflette nell'attualità del messaggio diffuso dal Mahatma Gandhi; è rispecchiata nella realtà dell'India. La sua società multietnica, la sua radicata vocazione multiculturale, la volontà dei popoli e delle fedi dell'India di condividere la coscienza di una patria comune alimentano e consolidano il legame fra Unione Europea ed India. La convivenza unitaria e paritaria di tante diversità dà sostanza al fondamentale valore della dignità della persona umana; rafforza una comunità internazionale unita negli obiettivi di sviluppo, di stabilità, di pace. In questo impegno di civiltà, Italia e India sono fianco a fianco.


Signor Presidente,

questo viaggio è anche il mio personale tributo di apprezzamento, di ammirazione per una terra straordinaria, che suscita impressioni forti, emozioni indimenticabili. La promettente collaborazione fra i nostri due Paesi va ora consolidata in un legame duraturo e fecondo. Con questa convinzione formulo l'auspicio: più Italia in India; più India in Italia.

E' con questi sentimenti che levo il calice al Suo benessere personale, ai successi e alla prosperità che attendono l'India, all'amicizia e alla solidarietà fra i nostri due popoli.