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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

20-04-2004
Brindisi del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato nella Repubblica di Estonia, al pranzo di Stato offerto dal Presidente della Repubblica estone Arnold Ruutel



VISITA DI STATO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
NELLA REPUBBLICA DI ESTONIA

BRINDISI AL PRANZO DI STATO
OFFERTO DAL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA
ARNOLD RÜÜTEL
IN ONORE DEL PRESIDENTE CIAMPI

Tallinn, 20 aprile 2004

 

Signor Presidente,
Signora Rüütel,
Signore e Signori,

La ringrazio per la Sua accoglienza. Sono qui in un momento molto significativo per la storia dell'Estonia e per l'intera Unione Europea, alla vigilia dell'adesione di dieci nuovi Stati, fra cui il vostro Paese.

Un viaggio nei Paesi Baltici fu il sogno della mia gioventù. I tragici eventi che Vi colpirono con l'inizio della seconda guerra mondiale, il conflitto, la successiva divisione dell'Europa lo impedirono. Grande è la soddisfazione di essere con voi, di incontrarvi fieri, liberi, proprio alla vigilia della storica riunificazione del continente. Il vostro popolo ha sconfitto i nazionalismi e i totalitarismi con la forza dei suoi ideali, con una tenace volontà d'indipendenza.

Il Baltico è diventato un mare di pace. Dalle sue rive si rafforza la visione dell'indivisibilità dell'Europa, la necessità che a sua volta anche il Mediterraneo torni ad essere un'area di convivenza pacifica.

Ogni giorno che passa ci pone di fronte ad un terrorismo sempre più minaccioso. Va contrastato con fermezza e con la consapevolezza che l'estremismo fondamentalista è estraneo alle più autentiche tradizioni di pace del mondo islamico. Sempre nel quadro dell'intransigente difesa dei nostri valori, dobbiamo aprirci ad un dialogo rinnovato con il mondo arabo e con le altre culture. E questo per affermare l'insopprimibile valore della vita e del rispetto della dignità umana, guidati dalla ricerca della pace e dalla volontà di concorrere alla stabilità internazionale. Difficilmente le condizioni di sicurezza potranno essere soddisfacenti se non riusciremo a rimuovere le cause profonde di un pericoloso sottosviluppo sociale, economico e culturale.

L'ingresso nell'Unione Europea di dieci nuovi Stati libererà nuove energie in tutto il continente; dovrà essere però anche l'occasione per un'importante presa di coscienza. Ad ogni allargamento l'Unione ha rischiato di vedere diluita la propria coesione, come conseguenza naturale dell'aumento del numero dei membri. Ma ha sempre mantenuto la coerenza dell'impianto originale, e ha sempre adeguato - pur tra alti e bassi - le sue politiche e gli strumenti a disposizione.

Oggi, ad allargamento avvenuto, dobbiamo rafforzare l'efficacia e la governabilità dell'Unione, proseguendo nel solco tracciato dai Padri Fondatori e coerenti col principio della condivisione della sovranità. Questo solco è la base della costruzione europea. L'impulso verso l'integrazione costituisce la nostra più grande ricchezza e va difeso ad oltranza; per questo l'approvazione del Trattato costituzionale deve essere oggi la nostra più grande priorità.

Sarebbe un atto di grave irresponsabilità se - di fronte ai problemi che incombono sull'Europa - non riuscissimo a risolvere al più presto i pochi punti ancora aperti nel negoziato costituzionale. Il Consiglio Europeo si è impegnato all'unanimità nella riunione di un mese fa a concludere la trattativa entro il prossimo mese di giugno. La complessità della situazione internazionale sollecita ad anticipare, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo assetto istituzionale, la messa in opera di una politica estera comune.

La fiducia in un quadro di principi e regole condivisi, di responsabilità accettate da tutti, ispirarono anche l'istituzione delle Nazioni Unite. L'ONU ha funzionato come essenziale meccanismo regolatore della vita internazionale. Una più efficace azione delle Nazioni Unite richiede che gli Stati Membri, in primo luogo i membri del Consiglio di Sicurezza, operino con unità d'intenti, valorizzando i molti motivi d'unione rispetto ai fattori di divisione. Solo in questo spirito, sarà possibile restituire centralità e concretezza all'ONU.

E' necessario che ciò avvenga con urgenza in Iraq, dove il successo della transizione ad un governo iracheno sovrano dipende anche da una piena assunzione di responsabilità delle Nazioni Unite per assicurare il successo del processo politico di stabilizzazione.

Il perfezionamento del progetto politico europeo è un aspetto centrale del fondamentale rapporto euro-americano. La condivisione di valori comuni costituisce la base per comprendere i rispettivi compiti, per operare attraverso orientamenti e politiche comuni. Democrazia, libertà, diritti umani, potranno prevalere nel mondo solo sulla base di uno sforzo determinato innanzitutto fra Unione Europea ed America del Nord. Anche la forza economica e quella militare dell'Europa sono necessarie, non come fattore di contrapposizione, ma come elemento stabilizzatore, insieme ai partners atlantici, della Comunità internazionale.


Signor Presidente,
le nostre relazioni bilaterali potranno consolidarsi nell'ambito dell'Europa allargata e nel contesto dello stabile quadro giuridico e amministrativo del Vostro Paese. In campo economico, vi sono ampi spazi di crescita sia per l'interscambio commerciale, sia per gli investimenti diretti italiani in Estonia. La partecipazione italiana alle opere infrastrutturali interessanti l'area Baltica - soprattutto il Corridoio n. 9 - favorirà gli scambi ed il reciproco approfondimento della realtà economica dei nostri due Paesi. In campo culturale, progetti comuni soprattutto d'impulso alla collaborazione interuniversitaria, in particolare nel settore scientifico, e nella diffusione delle rispettive lingue e culture, contribuiranno all'arricchimento e all'intensificazione delle nostre relazioni.

Con questi sentimenti, levo il calice al benessere personale Suo e della Signora Rüütel, alla prosperità del popolo estone, all'amicizia fra i nostri due Paesi, all'Europa.