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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

06-10-2003
Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con i membri della Conferenza degli Organi Specializzati negli Affari Costituzionali



INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON I MEMBRI DELLA
CONFERENZA DEGLI ORGANI SPECIALIZZATI
NEGLI AFFARI COSTITUZIONALI

Roma, 6 ottobre 2003



Signori Presidenti,
Onorevoli Parlamentari,

conservo ancora l'eco del mio recente incontro con il Parlamento Europeo e con la Commissione a Bruxelles. Ho avvertito un ampio consenso sulla duplice responsabilità dell'Unione: quella politico-istituzionale di assicurare la governabilità; quella economica, di garantire, nella stabilità, la ripresa della crescita. Il che implica il miglioramento della competitività. Da anni tutti i Paesi dell'Unione Europea stanno perdendo competitività, cioè quote di commercio mondiale non solo nei confronti dei Paesi emergenti, a bassi costi di lavoro, ma anche nei confronti degli Stati Uniti.

Ci troviamo di fronte a bivi, a scelte che non ammettono incertezze e ulteriori rinvii. In tutti i campi, le scelte saranno tanto più proficue per tutti noi europei, quanto più le faremo in un contesto di maggiore integrazione europea. La strada da percorrere è quella che conduce speditamente ad una Costituzione per l'Europa. La Conferenza Intergovernativa apertasi a Roma sabato scorso ha lanciato un importante segnale di fiducia. Il successo dei suoi lavori è indispensabile; è indispensabile consolidare i risultati acquisiti. Questo, per due fondamentali ragioni: La riforma delle Istituzioni è necessaria per la governabilità di un'Unione Europea con oltre 25 Stati, per dotarla degli strumenti idonei a rispondere oggi alle proprie responsabilità anche internazionali.

I cittadini che andranno alle urne in giugno per il rinnovo del Parlamento europeo devono conoscere, prima dell'inizio della campagna elettorale, la futura fisionomia dell'Europa; devono sapere che il nuovo Parlamento farà parte di un assetto istituzionale equilibrato e rafforzato.

Una Costituzione è una garanzia aggiuntiva di libertà e democrazia per tutti i cittadini d'Europa, garanzia anche che la voce degli europei sarà più ascoltata nel mondo.

La vostra delegazione include diversi membri della Convenzione: li ringrazio per il contributo dato al suo successo Senza l'apporto dei parlamentari nazionali sedici mesi di riflessione non avrebbero trovato così facilmente il loro approdo. Avete valorizzato il Vostro mandato impegnandovi per la realizzazione dell'Europa come luogo delle speranze e dell'avvenire; dovrete continuare in questo impegno ancora di più in futuro.

L'Europa è uno spazio di sintesi; di eguale dignità; di libero confronto dei punti di vista purché guidato dalla consapevolezza che ogni diversa posizione, ogni contrasto iniziale deve sfociare in una conclusione positiva. La convergenza di interessi si è sempre realizzata con il concorso costruttivo di tutti i Paesi indipendentemente dalla loro dimensione, e mai sulla base di scontri di potere.

Anche i meccanismi decisionali dovranno trovare l'equilibrio tra il principio di uguaglianza dei cittadini e quello dell'uguaglianza degli Stati. Questo è il metodo europeo: esso rimane la stella polare dell'Europa.

Ogni qualvolta i dubbi rischiano d'alimentare dannose paralisi, il potenziale evolutivo dell'Europa è sempre stato salvaguardato da un gruppo di Paesi d'avanguardia anch'esso animato da una precisa volontà: procedere più speditamente; lasciare aperte anche agli altri la porta della successiva adesione. E' essenziale, per questo, mantenere chiara nel testo costituzionale la prospettiva di ulteriori avanzamenti in futuro; di ogni possibilità evolutiva.

L'Europa non si lascerà arrestare da ostacoli contingenti. E' impensabile per i Paesi Fondatori - che hanno ben radicato lo spirito comunitario e per cui la scelta europea è un cardine della propria storia - che possa esservi un risultato diverso da quello di un pieno successo.

Non vi sono ostacoli insormontabili sulla via di una Costituzione per l'Europa. I punti da chiarire e le divergenze da risolvere non sono molti: questo deve essere motivo di fiducia, di stimolo, d'incoraggiamento. Ora è il momento in cui tutti dovremo fare un passo gli uni verso gli altri.