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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

17-04-2002
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della cerimonia in ricordo dei Caduti Civili di Marzabotto




INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN OCCASIONE DELLA
CERIMONIA COMMEMORATIVA DEI CADUTI DI MARZABOTTO

San Martino, 17 aprile 2002)



Superstiti delle stragi,
Familiari delle vittime,
Amati compatrioti,

oltre mille esseri umani inermi, in gran parte donne, vecchi e bambini, furono trucidati nell'autunno del 1944 nei villaggi, nelle chiese, nelle piazze, nei casolari di questa montagna, divenuta la montagna dei Martiri. Atti di crudeltà disumana, frutto di una folle ideologia luciferina. La coscienza degli uomini ha condannato quell'orribile scempio, la storia lo ha giudicato.

Siamo venuti qui, il Presidente della Repubblica Federale di Germania e il Presidente della Repubblica Italiana, per rendere onore a quelle vittime innocenti; il Presidente Rau lo ha voluto espressamente. Siamo, noi tutti, qui riuniti perché il ricordo rimanga vivo, affinché la memoria, tramandata di generazione in generazione, costituisca monito, guida, a vigile garanzia della dignità della persona umana. 
Mai più! 
Lo giurammo a noi stessi, non appena cessò il fragore delle armi, sulle tombe dei nostri fratelli, sulle macerie delle nostre case.

Mai più odio, sangue, tra i popoli d'Europa. Ci impegnammo a far regnare fra di noi la pace, la fraternità.

Da allora, il rifiuto delle ideologie totalitarie e dei nazionalismi, la disciplina dei valori di libertà e di democrazia hanno dato vita a un'unione sempre più stretta di uomini e di Stati: l'Unione Europea. E' grazie a quest'opera, che vogliamo continuare, che oggi ci troviamo qui, cittadini d'Europa nati in terra di Germania e nati in terra d'Italia, affratellati, accomunati, dagli stessi sentimenti e propositi.

Sentiamo che questo impegno di pace è l'unico vero modo di rendere onore a chi qui è sepolto: nel silenzio, nella preghiera, nella quiete di queste montagne, all'ombra di queste querce soli con i nostri ricordi e forti nella fede nei valori della nostra civiltà.