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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

15-04-2002
Dichiarazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla stampa al termine dell'incontro con il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Johannes Rau



DICHIARAZIONE DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
ALLA STAMPA
AL TERMINE DEL COLLOQUIO CON
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
JOHANNES RAU
IN VISITA DI STATO IN ITALIA

Palazzo del Quirinale, 15 aprile 2002


Conoscete il legame che si è instaurato tra il Presidente Rau e me: a partire dalla mia visita ufficiale in Germania nel luglio 1999, questo è il nostro ottavo incontro.
La nostra è un'amicizia autentica, basata sulla condivisione di essenziali valori etici. I nostri due Paesi svolgono un ruolo insostituibile nell'integrazione europea e rimarranno all'avanguardia di questo storico processo unitario.
La dichiarazione comune che abbiamo approvato vuole illustrare gli aspetti salienti di questo comune tragitto, passato e futuro.
Il Presidente Rau ricorda come me l'esperienza devastante della guerra, e quella esaltante della pace ritrovata, della ricostruzione. Operiamo perché le nuove generazioni abbiano fiducia nell'Europa e accolgano gli ulteriori avanzamenti con lo stesso convinto atteggiamento manifestato per l'euro.

La maturazione di una Costituzione europea sta compiendo importanti progressi. Proprio oggi ha luogo a Bruxelles la terza riunione della Convenzione per l'avvenire dell'Europa. Confidiamo che essa persegua traguardi elevati e concreti.

Nutriamo la più grande fiducia nell'equilibrio, nell'esperienza, nella lungimiranza della Presidenza della Convenzione.

Nel momento del bisogno tutti sollecitano azioni più incisive dell'Unione, anche i più tiepidi nella visione europea. Da questo passaggio si esce in un solo modo: rafforzando e meglio definendo le istituzioni esistenti, al fine di rendere più efficace l'esercizio delle rispettive funzioni.

La visita del Presidente Rau dimostra la solidità e la ricchezza della collaborazione fra Germania e Italia. Oltre alla Dichiarazione appena approvata, essa ha permesso di finalizzare altri progetti nel settore archeologico, universitario, dell'informazione.

Voglio ricordare anche il contributo che la comunità italiana residente in Germania ha arrecato e arreca, con la sua laboriosità ed operosità, all'avanzamento della società tedesca ed all'approfondimento dei legami fra le due nazioni.

Salutiamo con soddisfazione gli importanti progressi intervenuti tra l'Alleanza Atlantica e la Russia per la creazione di un nuovo organismo di consultazione e di cooperazione che consentirà di valutare e gestire congiuntamente un ampio spettro di tematiche. L'importante intesa, in questi giorni preannunciata, inaugurerà una nuova stagione nei rapporti con Mosca.

Questo nostro incontro, così ricco di motivi di speranza e di fiducia nel futuro dell'Europa, è sovrastato da una comune, angosciosa preoccupazione per il sanguinoso conflitto in corso nel Medio Oriente.
Per questo fine, la pace, noi vogliamo esercitare tutta la pressione morale che i nostri animi sono capaci di esprimere, e tutta la pressione politica che i nostri due Paesi, e l'Unione Europea, possono generare.

La missione Powell è pienamente avallata dalla conferenza di Madrid, in cui si sono incontrati, concordando una comune linea politica, Stati Uniti, Unione Europea, Russia, Nazioni Unite.
La strada che Israeliani e Palestinesi stanno oggi percorrendo è una strada di distruzione e di morte, una strada senza speranza. Basta con gli attentati terroristici, basta con l'occupazione militare. E' ora di riprendere il negoziato.
Non c'è soluzione militare, non c'è soluzione di forza a questo conflitto. Questa è una guerra che nessuno può vincere. La sola soluzione possibile, che restituisca la speranza alle generazioni future, è una soluzione politica.
Siamo amici di Israele, siamo amici della Palestina.
Vogliamo aiutarli a uscire dalla presente disperata situazione e ad ottenere i loro legittimi obiettivi: la sicurezza per Israele, l'indipendenza per la Palestina.