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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

11-04-2002
Dichiarazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al termine dell'incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan




INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON IL SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE
KOFI ANNAN

DICHIARAZIONE ALLA STAMPA

Palazzo del Quirinale, 11 aprile 2002


Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Signor Kofi Annan, ha appena annunciato un evento che costituisce un successo per l'intera comunità internazionale e per tutta l'umanità.

Lo Statuto del Tribunale Penale Internazionale entrerà in vigore il 1º luglio, a meno di quattro anni dalla Conferenza di Roma; porterà il nome di questa città. Da italiano, me ne rallegro perché è un giusto riconoscimento del forte impegno dell'Italia: dalle forze politiche e dalla nostra diplomazia alle istanze e allo stimolo della società civile.

La Corte Penale Internazionale spezza la spirale: violenza-impunità dei violenti, nuove violenze, rafforza la capacità delle Nazioni Unite di perseguire la pace e la sicurezza internazionale, di lottare contro l'arbitrio.

La legittima soddisfazione per i progressi, come questo, nella tutela della legalità internazionale e quindi per il rispetto della dignità di ogni essere umano è purtroppo offuscata dalla gravissima crisi del Medio Oriente. Risolverla è diventata la massima priorità della comunità internazionale.

Nello scoramento prevalente in tutti noi, a seguito degli eventi delle ultime settimane, l'incontro di ieri a Madrid offre uno spiraglio di luce. Il consenso emerso fra Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite, fa sperare che l'importante missione del Segretario di Stato americano possa condurre a un positivo risultato per la pace in Medio Oriente.

Le due parti debbono sentire tutta la pressione della comunità internazionale; debbono fermare una guerra tragica che lascia solo vinti.

Occorre un immediato "cessate il fuoco" e l'avvio di un processo politico che, sulla base delle note Risoluzioni delle Nazioni Unite, offra alle parti la prospettiva di veder realizzate le rispettive legittime aspirazioni: indipendenza per la Palestina, sicurezza e riconoscimento da parte di tutti gli Stati arabi per Israele.

E' necessaria una diretta assunzione di responsabilità della comunità internazionale. In Medio Oriente una presenza internazionale sul terreno ha già dato buona prova. L'Italia lo sta proponendo da tempo.