Presidenza della Repubblica

menu di navigazione

percorso: Presidenti /  Ciampi /  discorsi  /  discorso

DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

09-04-2002
Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con i candidati ai Premi "David di Donatello" per il 2002

 

INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON I CANDIDATI AI
PREMI "DAVID DI DONATELLO" PER IL 2002

Palazzo del Quirinale, 9 aprile 2002

Caro Presidente Rondi,
Cari "finalisti" dei David di Donatello,

sono particolarmente contento che quest'anno abbiate voluto premiare la carriera di tre grandi come Liza Minnelli, Carlo Rambaldi e Franco Zeffirelli. Talento straordinario, genio tecnologico, gusto raffinatissimo, invenzione, emozioni, questi i doni che ci hanno dato e continuano a dare a tutti noi. Li dobbiamo ringraziare.

L'incontro con le "terne" del David è per me una parentesi, rilassante, alla quale tengo molto perché mi permette, anno dopo anno, di sviluppare qualche riflessione sul cinema e dunque sull'industria culturale e sulla creatività in Italia e in Europa.

La rinascita del cinema italiano continua. Il calo di spettatori di questi ultimi mesi credo che non vada drammatizzato. Anche quest'anno abbiamo visto tanti bei film, italiani ed europei.

Anzi direi che la produzione europea di questi ultimi anni ha dimostrato come la qualità non sia relegata a élites ristrette ma possa incontrare il gusto del grande pubblico. Film anche "difficili" piacciono, vengono visti con interesse.

In Italia è importante che cresca la dimensione imprenditoriale dell'industria cinematografica, che si arricchisca di nuovi soggetti, di nuovi operatori, sia nella produzione, sia nella distribuzione, per rendere più solido il mercato e produrre un'offerta culturale più ampia. E' un processo avviato ma non ancora sufficientemente robusto da dare maggiore continuità alla produzione.

Vedere un film, andare a teatro, sono abitudini che migliorano la qualità della vita. Sono ancora più importanti se vengono vissuti con gli amici o con la famiglia. Il "consumo" di prodotti culturali è un'attività importante: va incoraggiata il più possibile. Vedo quindi con favore l'iniziativa del Ministero per i Beni culturali per la prossima settimana della cultura.

Torno su un tema già trattato l'anno scorso: il "film storico". Non esiste strumento migliore del cinema per riflettere e ripensare il nostro passato. Il successo di film storici prodotti per la televisione conferma che questo tipo di iniziative piace alle nostre famiglie. Auspico che questo impegno delle televisioni prosegua.

Pensate a quanto è affascinante l'avventura del nostro Risorgimento: la storia di un gruppo di giovani, coraggiosi, che dalla lettura dei grandi classici della nostra lingua e dei grandi contemporanei trovarono il coraggio di concepire e poi realizzare l'indipendenza nazionale. Tante storie che si intrecciano partendo da luoghi, esperienze differenti che riescono, quasi per miracolo, a trovarsi unite su un obiettivo chiaramente definito: unità, libertà. Il nostro Risorgimento è una miniera di storie appassionanti che aspettano di essere raccontate. Lo dico qui alla presenza del maestro Rambaldi, chiamato dal Ministro Urbani a collaborare all'aggiornamento di quello che, da settant'anni, è il museo del Risorgimento al Vittoriano. Il Museo del Vittoriano può diventare un luogo dove i giovani "rivivono" alcuni episodi della nostra unificazione nazionale grazie alle "diavolerie" di cui sono capaci i maestri del cinema, senza per questo perdere in rigore scientifico, che gli è assicurato dalla presenza dell'Istituto per lo studio del Risorgimento.

Anche il cinema italiano deve domandarsi già oggi quali obiettivi darsi per "Italia 2011", e cioè per il centocinquantesimo compleanno della nostra Patria. "Italia 2011" va pensata fin da ora per potervi arrivare con risultati importanti in termini di opere e iniziative culturali, così come fu nel 1961 e, prima ancora, nel 1911. Il cinema deve indubbiamente partecipare a questa grande iniziativa che rappresenterà un punto di arrivo di questo cammino di rilancio dell'identità nazionale, all'interno del nuovo contesto europeo; è un appuntamento che i cittadini italiani sentono e che cerco di favorire.

Al 150° anniversario dell'Italia arriveremo attraverso una serie di tappe intermedie, che possono aiutare a preparare il lavoro soprattutto nel campo artistico, culturale, della ricerca storica: il bicentenario di Giuseppe Mazzini nel 2005, il bicentenario di Giuseppe Garibaldi nel 2007.

Ma ogni anniversario va vissuto come un'occasione che ci viene offerta di ripensare a noi stessi, a quello che abbiamo dentro, e ripensarlo con creatività. Intanto… godiamoci i bei film di quest'anno.