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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

05-04-2002
Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione dell'incontro con una rappresentanza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee




INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON UNA RAPPRESENTANZA DELLA
CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA' EUROPEE

Palazzo del Quirinale, 5 aprile 2002

 

Signor Presidente della Corte di Giustizia delle Comunità europee,
Signor Presidente della Corte Costituzionale,
Signori Giudici e Avvocati,

apprezzo le Sue parole, pronunciate da una personalità che con autentica vocazione europeista guida da oltre sette anni la Corte di Giustizia delle Comunità europee. L'incontro odierno con la Corte, perno del sistema giurisdizionale dell'Unione, mi permette di completare il quadro dei contatti con le Istituzioni comunitarie, di cui Voi siete espressione avanzata.

L'Unione Europea è innanzitutto una comunità di diritto: il presupposto della sua esistenza è il riconoscimento del carattere vincolante delle norme comunitarie e dei Trattati da parte degli Stati membri, delle Istituzioni e dei singoli.

Nei suoi cinque decenni di attività, la Corte ha svolto un ruolo centrale nel promuovere l'integrazione europea. La sua giurisprudenza conferisce forza vincolante a quei valori che costituiscono il tessuto connettivo dei Paesi dell'Unione e si pone in un'ottica evolutiva rispetto alla stessa volontà degli Stati. Si deve alla Corte se il diritto comunitario è divenuto fonte di diritti comuni non solo per gli Stati membri, ma anche per i loro cittadini: ad essa va il merito di aver gettato il seme fecondo della cittadinanza europea, recepita dal Trattato di Maastricht.

Il diritto comunitario è penetrato nella realtà giuridica degli Stati membri proprio perché la Corte lo ha fatto percepire ai cittadini europei, alle singole Amministrazioni e agli Organi giurisdizionali nazionali alla stregua di un uniforme e condiviso corpo di norme, esercitando la funzione di tutela della coerenza interna dell'ordinamento comunitario, propria dei giudici di legittimità di ogni singolo ordinamento, nota come "nomofilachia".

Lo sviluppo dell'integrazione europea è avanzato attraverso l'indispensabile sinergia fra gli aspetti sovranazionali e quelli intergovernativi.

Nel mio discorso a Berlino nel novembre scorso, ho ricordato che ogniqualvolta la cooperazione fra Governi non fu in grado di garantire progressi duraturi, la sovranazionalità costituì lo sbocco fecondo. Il meccanismo di tutela giurisdizionale della Corte rappresenta, assieme alla Banca Centrale Europea, l'esperienza sovranazionale più avanzata nel sistema istituzionale dell'Unione Europea.

Sono lieto che il Consiglio Europeo di Nizza abbia accentuato la funzione della Corte di Giustizia, quale Corte Costituzionale delle Comunità Europee. Questo significa che anche nei futuri assetti istituzionali dell'Unione Europea, la Corte rivestirà un ruolo centrale.

Dai lavori della Convenzione ci attendiamo il formale riconoscimento della funzione della Corte di Giustizia quale custode e garante dei valori posti a fondamento della costruzione europea. Questo sviluppo è concatenato ad un altro importante indispensabile avanzamento: l'inserimento della Carta dei diritti fondamentali nella futura Costituzione europea.

La Corte di Giustizia deve continuare ad essere sempre di più il collante principale tra gli ordinamenti nazionali e l'ordinamento comunitario e a saper infondere forza giuridica a quel retaggio di valori che sono alla base dell'identità europea.

L'Italia non mancherà di far sentire la propria voce, come ha fatto nei decenni scorsi e al Consiglio Europeo di Nizza, per rafforzare il sistema giurisdizionale dell'Unione.

Concludo il mio intervento con il conferimento al Presidente Iglesias dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. "Il Presidente Iglesias si è distinto per alti meriti conseguiti nella sua attività accademica e professionale; alla guida della Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha saputo promuovere lo sviluppo del diritto comunitario e il rafforzamento delle Istituzioni europee. "Questa onorificenza costituisce anche un riconoscimento della disponibilità, della fattiva collaborazione e dell'amicizia dimostrate verso l'Italia, nel pieno rispetto delle regole e della deontologia professionale".

A Voi tutti formulo di cuore auguri di buon lavoro.