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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

18-04-2001
Saluto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della cerimonia per il 104° Compleanno del Prof. Ardito Desio

 

INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA
PER IL 104° COMPLEANNO DEL
PROF. ARDITO DESIO

Palazzo del Quirinale, 18 aprile 2001

 

E' un onore per la Presidenza della Repubblica avere qui con noi oggi il Prof. Ardito Desio. Siamo qui riuniti per onorarLo per quanto Egli ci ha dato.

Ardito Desio ha onorato non solo la Sua terra natale, quella terra del Friuli così forte, così capace di affrontare i problemi, le avversità e le difficoltà che ci presenta la vita, ma Egli costituisce un po' il simbolo di un intero secolo, di più di un secolo. E quanto ci ha dato è rappresentato dalla Sua capacità di impersonare le vicende più appassionanti di questo secolo. Egli lo ha vissuto in tutte le sue realtà, anche nelle sue tragedie; però anche quelle tragedie le ha vissute positivamente.

Non dimentichiamo che ha vissuto la prima guerra mondiale, che è stato prigioniero, e durante la prigionia ha saputo utilizzare quella condizione anomala per approfondire la conoscenza, dandosi a studi che Lui avvertiva come quelli ai quali era naturalmente portato per la sua natura.

Desio ha esplorato non solo vette e deserti, ma ha esplorato il pensiero umano. Viene naturale, parlando di Ardito Desio, ricordare i versi danteschi: "…Nati non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza…".

E Lui "virtute e canoscenza" le ha vissute pienamente, riuscendo a integrare l'esplorazione, intesa sotto il profilo fisico della natura, nelle sue più interessanti e avvincenti realtà delle montagne e dei deserti, ma esplorando anche il sapere umano.

Ardito Desio, quindi ha conosciuto e ha ampliato le frontiere della natura e del pensiero. Credo che sia questo sicuramente un fatto unico; pertanto non è unica la Sua longevità, per la quale ci compiacciamo, ma è indubbiamente unico il modo con il quale Lui ha vissuto questa sua vita.

Oggi le esplorazioni continuano e non finiranno mai, finché esisterà l'uomo. Quando si parla di esplorazione oggi si pensa allo spazio - anzi fra pochi giorni mi auguro di poter parlare col primo italiano che andrà nello spazio - ma si esplora lo spazio per conoscere meglio la terra. Quella terra che Desio ha concretamente percorso e che ci ha fatto e continua a farci conoscere meglio. Ma nel fare tutto questo Ardito Desio ha saputo integrare e fecondare reciprocamente attività e valori.

Egli ci ricorda quanto sia importante l'amore per l'umanità, che ha messo in pratica attraverso la conoscenza libera e superiore ad ogni frontiera. Ha praticato e ci ha fatto sentire i valori fondamentali della nostra comunità, della Patria sentita nel senso manzoniano di "una d'armi, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor". Ci ha fatto percepire e ha valorizzato i valori della famiglia, il nucleo fondamentale della società.

Noi dobbiamo, quindi, essergli grati e gli siamo riconoscenti per il modo con il quale è stato uomo di scienza. Forse in lui si può vedere la sintesi di quello che Leonardo da Vinci disegnò con "l'Uomo vitruviano". Quella figura che non a caso abbiamo voluto, per quanto riguarda l'Italia, che fosse raffigurata sull'euro - la moneta unica che comincerà a circolare fra pochi mesi - nella parte che ogni Paese ha potuto dedicare a ciò che riteneva più simbolico. E l'Italia ha scelto di disegnare l'uomo di Leonardo, l'"Uomo di Vitruvio".

Nell'esprimere la nostra gratitudine, vorrei citare l'ultima fra con la quale Ardito Desio ha concluso la Sua autobiografia: "La scienza, ha scritto un grande filosofo, è ricca di dubbi e di interrogativi, ma provvida di doni. Io ho beneficiato largamente di tale esperienza".

E noi della Sua grande e unica esperienza gli siamo grati, perché Egli ne ha fatto dono a noi tutti. Grazie, Professore!