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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

12-03-2001
Brindisi del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in visita di Stato nella Repubblica Orientale d'Uruguay, in occasione del Pranzo di Stato offerto dal Presidente dell'Uruguay Batlle in onore del Presidente Ciampi






VISITA DI STATO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
NELLA REPUBBLICA ORIENTALE D'URUGUAY

BRINDISI AL PRANZO DI STATO
OFFERTO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ORIENTALE
DELL'URUGUAY BATLLE

Montevideo, 12 marzo 2001

 

Signor Presidente,
Gentile Signora Batlle,
Signore e Signori,

La ringrazio sentitamente delle Sue parole. Dal momento del mio arrivo ho avvertito un'amicizia e un calore che hanno radici profonde. L'ospitalità, la simpatia che ho trovato a Montevideo riflettono gli stretti legami, legami di sangue e legami di idee, fra i nostri popoli, legami costruiti nel corso di due secoli di storia. Con lo stesso spirito fraterno, voi guardate all'Italia, l'Italia guarda all'Uruguay.

Il nostro, Signor Presidente, è un vincolo solidale formatosi nelle generazioni, ricco di memorie e di cause comuni, a cominciare dalla conquista dell'indipendenza e della dignità nazionale. La distanza che ci separa, il diverso corso degli eventi del XX secolo in Europa e in America Latina, non hanno mai allentato il nostro legame.
Apparteniamo alla stessa famiglia, alla stessa cultura. Dobbiamo impegnarci solennemente a non smarrire mai la via del nostro dovere di nazioni sorelle che perseguono gli stessi obiettivi.

Nel mettere piede nella vostra capitale ho ritrovato subito l'Italia, non solo nell'Avenida Italia che l'attraversa, ma soprattutto nell'atmosfera e nello spirito della nazione uruguayana.

In Uruguay l'Italia è presente dapprima che esistesse come Stato indipendente. Non lo era quando i primi italiani approdarono su queste sponde. Politicamente era solo un anelito di libertà e di indipendenza; ma era già un'identità nella loro coscienza. Avevano lasciato una patria senza avere uno Stato. Si sentivano italiani; li chiamaste italiani. In Uruguay trovarono una nuova patria senza dimenticare la vecchia.

A sua volta, l'Italia non dimentica. Da Presidente della Repubblica, voglio rendere un tributo all'Uruguay per avere aperto le porte ai miei connazionali nell'ora del bisogno e per aver consentito loro di rimanere sinceri italiani mentre concorrevano a costruire la nuova nazione uruguayana.

Nei due secoli trascorsi, i legami si sono intensificati. L'Italia si è sentita sempre più direttamente coinvolta nella crescita dell'Uruguay. Delle vicissitudini e delle sorti del Suo Paese non possiamo né vogliamo essere semplici spettatori.

Ho parlato del passato che ci unisce pensando al futuro che ci attende. Un futuro che veda l'amicizia italo-uruguayana accompagnarci nelle nuove sfide del secolo e del millennio. Con scelte coraggiose, con determinazione, Italia e Uruguay si sono preparate ad affrontarle.

Nel primo anno della Sua Presidenza Ella ha gettato le basi di riforme economiche e di trasformazioni produttive di cui l'Uruguay ha bisogno per partecipare al processo di integrazione regionale del Mercosur e essere competitivo nell'economia mondiale. Il cammino intrapreso sotto la Sua guida è difficile, ma i risultati lo premieranno. Il Suo impegno personale per fare definitivamente luce sugli anni bui della recente storia uruguayana attraverso la Comision para la Paz costituisce la garanzia di un'autentica riconciliazione nazionale.
Solo la verità elimina i rancori, solo la verità rafforza la democrazia e le istituzioni rappresentative.

Anche l'Italia ha affrontato, negli anni scorsi, sacrifici e riforme con l'obiettivo, pienamente conseguito, di essere dall'inizio fra i Paesi fondatori della moneta unica europea. Abbiamo sottoposto il nostro sistema economico e sociale ad una cura severa ma salutare. L'Italia ne è uscita rafforzata, con rinnovate energie.

All'America Latina, e in particolare all'Uruguay, l'Italia del Duemila si propone come un partner vitale per capacità produttive, di investimenti e di cooperazione. Vogliamo lavorare insieme e rafforzare i legami bilaterali. In un mondo più raccolto e più dinamico, dove informazione, economia e permeabilità culturale minimizzano le distanze, la crescente collaborazione fra Europa e America Latina è un obiettivo strategico, non solo economico, soprattutto di civiltà.

Il dialogo e il rapporto instauratosi fra Unione Europea e Mercosur segnano un comune percorso. Mezzo secolo di crescente integrazione ha dato all'Europa pace e benessere. Il vostro processo regionale è agli inizi; incontrerà difficoltà, come è stato per noi, ma quella è la strada giusta.

Nei confronti dell'Unione Europea, l'America Latina, e i paesi Mercosur in particolare, nutrono aspettative elevate, fondate nella comunanza di storia, di valori, di radici culturali, nella convergenza di interessi. Sull'Unione Europea che vuole essere attore internazionale autorevole, non seconda a nessuno per risorse e capacità, incombe la responsabilità di non deludere le aspettative del Nuovo Mondo.
Per quanto sta in me, farò di tutto perché la visione di un grande progetto di collaborazione fra le nostre due realtà regionali, basate anche sul libero accesso ai mercati, sia al centro dell'attenzione dei partners europei dell'Italia.

Con questi sentimenti, Signor Presidente, levo il calice al Suo benessere personale e a quello della Signora Batlle, all'avvenire dell'Uruguay, al proseguimento del fecondo rapporto che lega i nostri due popoli.