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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

14-02-2001
Brindisi del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione del Pranzo di Stato offerto in Suo onore da Sua Maestà il Re di Giordania Abdullah II

 

VISITA DI STATO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
NEL REGNO HASCEMITA DI GIORDANIA

BRINDISI AL PRANZO DI STATO
OFFERTO DA
SUA MAESTA' RE ABDULLAH II DI GIORDANIA
IN ONORE DEL PRESIDENTE CIAMPI

Amman  (Palazzo Reale di Basman), 14 febbraio 2001

 

Maestà, Signori e Signore,

siamo accolti fra di Voi con un'ospitalità che onora le generose tradizioni di questa terra. Mi auguro di ricevere Le Loro Maestà in visita di Stato a Roma, per dare agli italiani un seguito tangibile al nostro breve incontro del luglio 1999 che lasciò in Italia l'immagine di una coppia giovane e dinamica, orgogliosa del passato e proiettata nel futuro.

Ero Presidente della Repubblica da soli due mesi. Vostra Maestà era salito al trono poco prima, in febbraio, giovane Re che succedeva a quasi mezzo secolo di storia. Sono onorato di avere appena reso omaggio alle tombe dei monarchi della dinastia hascemita. Di Re Hussein ricordiamo la lungimiranza e il carisma che ne fecero leggenda prima ancora della scomparsa. Fu un leader capace di ispirare l'intero Medio Oriente.

Sono lieto di constatare che l'eredità di Re Hussein è per Vostra Maestà uno stimolo per la sfida che Ella ha intrapreso: pilotare la Giordania nel Duemila, continuando la tradizione di una gloriosa dinastia.

Convinzioni profonde ci uniscono: sui nostri paesi, sul Mediterraneo, sul ruolo dell'Europa in Medio Oriente. Giordania e Italia sono al tempo stesso esposte e partecipi alla globalizzazione. Vogliamo entrambi che si traduca in una maggior solidarietà fra tutti i popoli, valorizzando l'originalità di ciascuno.

L'isolamento non è una soluzione. Dobbiamo invece avere fiducia nella creatività delle diverse culture, nella vitalità imprenditoriale, nell'entusiasmo dei giovani in ogni società. E' in questa direzione che la Giordania e l'Italia possono dare il significato più alto alla loro collaborazione.

L'amicizia tra l'Italia e la Giordania ha una lunga tradizione dimostrata, in tempi recenti, dall'intensificazione delle relazioni, in primo luogo di quelle culturali: dal 1958 ad oggi, più di quindicimila cittadini giordani si sono laureati in Italia; le nostre missioni archeologiche in Giordania contribuiscono alla valorizzazione delle comuni radici culturali mediterranee.

La ricca trama dei rapporti bilaterali si colloca nella dimensione mediterranea che unisce Europa e Medio Oriente. Le potenzialità della cooperazione euromediterranea sono appena scalfite. La méta ultima di creare un'area di libero scambio è ardua ma resta il traguardo che deve ispirare i nostri sforzi. Non rimarrà deluso chi, come la Giordania, crede e punta sull'Europa. L'Europa può fare e farà di più per il Mediterraneo: so che ve ne ha dato testimonianza pochi giorni fa il Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi.

E' imperativo completare il lavoro avviato, è imperativo far cessare la violenza, portare a buon fine il processo di pace: fra Israele e i palestinesi, fra Israele e tutti i paesi della regione. Questo è quanto il mondo intero si attende dal nuovo Governo israeliano, e dai suoi interlocutori arabi. Questa è una pace nell'interesse di tutti, nella regione, nel Mediterraneo, nel mondo.

La Giordania ha sempre cercato la pace con saggezza, con realismo, conciliando gli interessi nazionali con le esigenze di stabilità e di sicurezza della regione. Esprimo il mio vivo apprezzamento a Vostra Maestà per il personale impegno profuso nel dialogo e per la fiducia nell'irreversibilità delle scelte di pace, di collaborazione regionale, di progresso civile.

Con questi sentimenti di speranza e di fiducia, Maestà, levo il calice al benessere personale Suo e di Sua Maestà la Regina, alla Sua illuminata opera, alla prosperità dell'amico popolo giordano, alla amicizia fra i nostri due Paesi.