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DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

16-10-2000
BRINDISI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI IN OCCASIONE DEL PRANZO DI STATO IN ONORE DI SUA MAESTA' LA REGINA ELISABETTA II E DEL DUCA DI EDIMBURGO






BRINDISI DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
IN OCCASIONE DEL
PRANZO DI STATO IN ONORE DI
SUA MAESTÁ
LA REGINA ELISABETTA II
E DI SUA ALTEZZA REALE
IL DUCA DI EDIMBURGO

Palazzo del Quirinale - Salone delle Feste
16 ottobre 2000

 

Maestà, Altezza Reale,


desidero prima di tutto rivolgere a Lei e al Principe Filippo il più caldo benvenuto. So d'interpretare i sentimenti profondi del popolo italiano nell'accogliere con grande amicizia Vostra Maestà per la terza volta in visita di Stato in Italia.

Mia moglie ed io attendevamo con particolare gioia la Vostra visita a Roma ricordando la felice occasione della colazione a Palazzo Buckingham di alcuni mesi fa. Questa visita rinsalda l'amicizia fra i nostri due Paesi e la proietta verso nuovi impegnativi traguardi.

Fra i nostri popoli vi è stato nei secoli un dialogo ininterrotto di civiltà e di cultura, uno scambio di idee e di valori attraverso il quale abbiamo contribuito a definire l'identità di quella che considero la nostra ideale patria comune, l'Europa.

Il pensiero di un italiano della mia generazione, che ha vissuto con passione civile i momenti più tragici, ma anche quelli felici e creativi, del XX secolo, non può non andare, innanzitutto, agli anni in cui toccò al Regno Unito di tenere accesa in Europa la fiaccola della libertà.

Quasi cinquant'anni sono passati dal giorno in cui Ella, il 6 febbraio 1952, è divenuta Regina e Capo del Commonwealth, quarantaduesima sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Era una giovane donna quando assunse la responsabilità di una delle più antiche istituzioni di governo del mondo. Le prove affrontate negli anni di guerra, quando la famiglia reale condivise i pericoli del popolo di Londra, l'avevano preparata ad assolvere i suoi compiti con alto senso del dovere. Insigne è stato soprattutto l'esempio dei Suoi augusti Genitori; noi tutti ci siamo sentiti vicini alla Regina Madre nel giorno felice del Suo centesimo compleanno e partecipi del grande affetto che Le porta il Suo popolo.

La suggestione dei ricordi ci spinge a un passato lontano.

La grandezza di Roma, maestra di civiltà, creatrice del primo Impero fondato sull'idea del diritto, non fu estranea ai valori cui si ispirò, nella sua storia gloriosa, l'impero Britannico.

Durante i secoli luminosi dell'Umanesimo e del Rinascimento, al richiamo creativo del genio italiano, da cui ebbe inizio una nuova era della civiltà europea, rispose con eguale forza il genio dell'Inghilterra di Shakespeare.

L'Italia delle Repubbliche Marinare, di Cristoforo Colombo, che aprì all'Europa le vie del mondo, anticipò la vocazione marinara e i destini del Suo popolo.

Nell'Ottocento l'Inghilterra liberale, forte della sua straordinaria tradizione parlamentare, fu particolarmente vicina all'Italia del Risorgimento contribuendo alla realizzazione dei sogni di unità e di libertà degli Italiani.

Per suggestione e vitalità, questi ricordi rendono particolarmente fecondo il nostro dialogo: bilaterale ed europeo. La felice volontà di cooperazione alimenta stimolanti progetti in campo economico, scientifico e tecnologico. I frequenti eventi culturali italo-britannici riscuotono l'incondizionato interesse delle nostre genti.

La nostra collaborazione è un patrimonio che dà contenuto e vigore alla nostra amicizia. Si è cementata nell'Europa, nell'Alleanza Atlantica, nella gestione delle grandi crisi internazionali. L'impegno comune nei Balcani è stato ed è decisivo per la stabilità di quella regione. Truppe italiane e britanniche operano congiuntamente in Bosnia-Herzegovina e nel Kosovo, in comunione d'intenti con i paesi alleati ed amici. Siamo impegnati fianco a fianco nella creazione di una forza militare europea.

Le visioni profetiche di uomini come Konrad Adenauer, Winston Churchill, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, si sono concretamente realizzate nell'Unione Europea e nell'Alleanza Atlantica, divenute, attraverso decenni di dure prove, le strutture portanti di una nuova Europa, libera, democratica ed unita.

Su questo cammino avanziamo insieme. Le stelle ci guidano verso una meta comune; il convincimento che l'Europa, se unita, conta di più nel mondo, mantiene la rotta ben ferma.

Esprimo la fiducia che, nelle prossime sfide che ci attendono, il Regno Unito e l'Italia mireranno a soluzioni di alto profilo in Europa: rafforzandone le istituzioni e consolidandone l'identità; rimanendo elemento trainante nell'ammodernamento dell'economia.

 

Maestà,

in un Suo discorso al Parlamento australiano, nel 1954, Ella dichiarò che avrebbe, "al cospetto di Dio, non solo governato, ma servito"; perché questa era, e cito di nuovo le Sue parole, "non soltanto la tradizione della mia famiglia, ma la caratteristica moderna della Corona Britannica". Non conosco parole migliori per definire i doveri di un governante.

Governare in questo spirito è compito difficile, nel quale i reggitori di tutti gli antichi stati europei sono oggi impegnati, al fine di dare ai loro popoli uniti quel benessere e quell'influenza benefica sulla pace mondiale, che divisi non potrebbero più avere.

Nell'ambito dell'Unione Europea, nell'Alleanza Atlantica, nel G/8 e alle Nazioni Unite, Italia e Regno Unito continueranno ad offrire insieme il loro contributo alla prevenzione dei conflitti, al rafforzamento della stabilità, alla diffusione della democrazia rappresentativa, allo sradicamento della povertà, alla lotta contro la criminalità organizzata.

Opereranno con la piena determinazione di rafforzare e rendere ancora più visibile il comune impegno a fare dell'Europa un modello di progresso, di civiltà, di pace.

 

Maestà, Altezza Reale,

è con sentimenti di profonda amicizia che brindo alla personale felicità Sua e del Duca di Edimburgo, al vincolo fra Regno Unito e Italia, e alle fortune delle nazioni che riconoscono in Lei, Maestà, il simbolo di antichi e sempre rinnovantisi valori di civiltà.